Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.

  • Come esprimere la semplicità e la libertà personale di una risposta a Dio? E come partecipare il gaudio che questo incontro dà all’anima che vive di Lui, per il Suo Regno, che è nel mondo ma non del mondo?

    Solo lo Spirito può fare “comprendere”, proprio nel senso di unire e fondere insieme… Egli, che essendo Dio come il Padre ed il Figlio, è anche il termine di Unione di Incontro dell’eterno amore: Amore Sostanziale.

    Io non ho che parole umane: “gioia grande”; “riconoscenza”; “desiderio di donazione ancora maggiore”…

    M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 17 aprile 1967.

  • Che l’Immacolata, nello Spirito Santo di cui ci ottiene la dolce azione, ci aiuti a scegliere sempre la Volontà di Dio... che è Amore, sempre e solo Amore!

    Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63

  • Francesco farà della scelta libera e gratuita dell’Amore che pone all’ultimo posto e si fa piccolo “minore” di tutti, l’emblema stesso della sua nuova famiglia ecclesiale… L’ispirazione l’aveva avuta alla Porziuncola, la minuscola chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli - la Vergine Assunta in cielo - che egli tanto amava “perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà”.

    Miscellanea, p. 54

  • A Giovanni della Croce che dice che l’unione delle potenze non è né può essere continua in questa vita, la Madre aggiunge: essa tuttavia lo è assai, assai, anche se non al 100 per cento ma, lo ripeto, può avvicinarsi assai giacché l’anima è sempre consapevole, specie se per grazia e impegno proprio di fedele assiduità nel tempo, ha “sintonizzato l’orecchio interiore” o la volontà al luogo dell’amore, cioè all’intima cantina, e ne “esce” parzialmente, tenendo sempre l’Amato per mano, e tendendo l’orecchio alla sua voce, senza mai lasciarlo con l’attenzione del cuore, e quasi ambasciatrice di Lui, fa solo quelle brevi “sortite” per le incombenze a cui Egli stesso la manda […]. Perciò non se ne allontana realmente nemmeno con le potenze che sempre e solo in tutto, persino nella frazione del secondo (e vado presa alla lettera) usa per Lui e ripeto, sotto i suoi tocchi come arpa che Egli solo ha suonato e il cui suono… pur portato lontano, non distoglie o separa la Mano o il Dito dello Spirito dallo strumento-anima che ha toccato.

    (Scientia Amoris, pp. 40-41)

  • Entrò e si sviluppò in San Massimiliano, la consapevolezza, sempre più precisa e più grande, che l’Immacolata era Colei che più poteva agire, in noi e su noi e con noi, per portare la Salvezza di Cristo... così come, storicamente, aveva fatto nel tempo. Affidarsi, dunque, a Lei... donarsi a Lei... consacrarsi a Dio con Lei, attraverso di Lei, “in” Lei, cioè nello Spirito Santo e Santificatore, che tutta la inabita e La possiede.

    Lettera circolare del 25 febbraio 1992, n. 8, p. 13

  • Il Carmelo tende già all’essenziale e ne vive: sceglie la povertà di mezzi, perché Dio stesso ci conduca a Sé stesso. La cima del Carmelo, si raggiunge anche nel nascondimento di una celletta o, più ancora nella cella del cuore, perché a nulla varrebbe quella esterna se il cuore non fosse umile e vuoto. Il cuore è il luogo teologico in cui tutto può trasformarsi in lode e rendimento di grazie a Dio e poi esprimersi nella carità, concretamente vissuta, verso ogni fratello, visibile o invisibile.

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 60

  • Maria Immacolata, proprio perché tale, viveva con piena coscienza personale il suo rapporto con Dio, aperta ad una comunione illimitata con Lui e con tutti coloro che Egli chiama all’unione con Sé, cioè ad essere figli nel Figlio suo, Gesù Cristo; abitati e mossi dallo Spirito Santo.

    Miscellanea, p. 91

  • «Egli è l’Agnello, il Salvatore, il Propiziatore e “dalle sue ferite noi siamo stati salvati”».

    Oblatio vitae, n. 2 [p. 6]

  • Il “nulla di noi per il Tutto di Dio”, sulla scia di San Giovanni della Croce, cioè: l’annullamento dell’amor proprio per lasciarci riempire tutto/a da Dio, dal Suo Amore, di cui ci vogliamo rendere tabernacoli, strumenti, canali, affinché nessuno sia privo di questo Sommo Bene che ci sazia tutti con il suo Amore infinito!

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 209

  • «“Che i frati non spengano lo spirito di preghiera”» [S. Francesco]; lo spirito [di preghiera] consiste nell’elevare sempre il pensiero a Dio, il pensiero, ossia la propria intenzione nell’agire, per lavorare, riposare, soffrire e anche pregare pubblicamente soltanto perché questa è la volontà dell’Immacolata, per far piacere a Lei e, attraverso Lei, al sacratissimo Cuore di Gesù» (SK 878). Vedete quale purezza di cuore e semplicità d’intento rivolto solo a Dio e non alla propria soddisfazione o ricerca spirituale?! Anzi, p. Kolbe è esplicito nel raccomandare di: «non cercare mai in nessuna cosa la soddisfazione di altre intenzioni, come ad esempio, una cosa mi piace e l’altra non […]; oppure in questa cosa c’è il vantaggio di ricavare qualcosa per sé, e così via.

    (Lettera circolare del 2008)

  • Per Francesco, come per Teresa [di Lisieux], come per Kolbe “dare la vita per i fratelli” coincide, in ogni luogo e momento con la vita secondo lo Spirito, cioè vissuta sempre nella Carità divina. Questo è l’autentico “spiritualiter deambulare” di Franceso d’Assisi.

    Miscellanea, p. 107.

  • Ecco ciò che una persona consacrata all’Immacolata, secondo il carisma Kolbiano, è chiamata a vivere: perchè “di” Lei, proprietà di Dio, “come e con Maria Immacolata”, quindi piccolezza tutta consegnata all’Altissimo, tutta abbandonata in Lui.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 106

  • «Forse bisognerebbe aver conosciuto i rigori di quei tempi dove tracce di giansenismo ancora mettevano in primo piano – sproporzionatamente – la Giustizia di Dio rispetto all’Amore e la comunione non era permessa ogni giorno, per rendersi conto della novità e dell’arditezza di tali aspirazioni [di santa Teresina]. La piccola via era davvero “rivoluzionaria” e ancor più il modo “sicuro” e franco di annunciarla».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759

  • Viviamo Maria! Maria tutta rivolta a Dio! Maria vera, semplice, lineare, perché non mossa, MAI, da altra ricerca che la Gloria di Dio e dalla Sua presenza da portare, donare e accrescere negli uomini tutti! Maria non pensava a sé, né desiderava altro che Dio!

    Lettera circolare del 6 agosto 1992, n. 14, p. 26

  • Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108

  • La maternità ecclesiale di Maria, avvocata (= intercessore), protettrice (= praesidium) [e] guida dell’Ordine - di cui lo Spirito Santo è il Ministro Generale - è quindi, alla radice stessa dello sviluppo del Francescanesimo come strumento di vita nuova, lievito benefico, nella Chiesa; ma anche di quella maternità spirituale che ogni francescano è chiamato a prolungare in sé, verso ogni creatura.

    Miscellanea, p. 81

  • Francesco era già avanti nel cammino della conversione ma doveva fare ancora passi importanti, a cui Dio lo preparava, e di cui la mistica “ferita d’amore!” “compassio” (= compassione), sarà il misterioso impulso, o dinamica dello Spirito, nell’immensa opera di “riparazione ecclesiale”...

    Lettera circolare del 10 agosto 2003, n.39, p. 86

  • Maria Immacolata è già la perfetta realizzazione della umanità teomorfa e relazionale alla Trinità e noi guardiamo a Lei e ricorriamo al suo materno aiuto.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 9

  • Rimanere con Maria, dunque, nel fuoco dello Spirito, farsi spazio sconfinato per Dio: finitezza aperta all’Infinito. Ecco il Carmelo!

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 106

  • «Gesù, proprio perché ha preso nel seno di Maria un’umanità autentica, un corpo, come il nostro, ha anche un cuore; questo cuore, dice il Concilio, con cui Gesù ci ha amato, con cuore umano… Era necessario che Dio-Amore amasse al modo nostro, perché noi diventassimo capaci di amare al modo suo».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «Ferita Beata, che ci ha rivelato gli inesauribile misteri che il tuo Cuore conteneva, che il Padre vi aveva racchiuso, dall’istante che iniziasti a compiere il Suo Piano di Amore, nel grembo purissimo di Maria, che quel Cuore di Carne, ipostaticamente unito – come tutta la tua natura umana – alla Persona del Verbo, ha formato».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • Ecco Niepokalanow…«dell’Immacolata»: appartenere a Lei «essere così di Lei come essa è di Dio», diceva San Massimiliano M Kolbe. Questa è la nostra vocazione!”. (Lettera circolare del 5 agosto 2004).

    Lettera circolare del 5 agosto 2004

  • Per i francescani, l’accento non è posto tanto su Cristo come “via” o tramite, come diceva ad es. san Bernardo “per te, ad te” (per Cristo al Padre). E nemmeno Maria è vista come una mediazione “spaziale”, quasi “collo” rispetto al Capo, che è Cristo.  L’accento, invece, è posto sull’azione dello Spirito che ci congiunge a Cristo, ci fa aderire a Lui nel raggiungere il Padre: “affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del diletto Figlio tuo…».

    Miscellanea, p. 93

  • «Quanto poco si parla, oggi, (anche da parte dei Sacerdoti e dei Religiosi) di questa tremenda tenzone, o lotta, che è la nostra vita: siamo in prova e prova unica e irreversibile e nessuno, quasi, ci avverte. Occorre luce!... Non sprechiamo più un attimo!».

    Oblatio vitae, n. 6 [pp. 13-14]

  • «Egli è l’Agnello, il Salvatore, il Propiziatore e “delle sue ferite noi siamo stati salvati”…e quel Sangue e quell’Aqua dal costato trafitto parlano più eloquentemente del sangue di Abele perché è l’impeto del Suo Amore che ha fissurizzato il suo Cuore Divino ancora prima che la lancia lo colpisse; Dio è amore e la morte del Figlio di Dio è stata una morte di amore, oltre che per amore».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • «Teresa non è solo una santa da pregare e da ammirare, ma anche una maestra da seguire e da imitare. Proprio perché ella sa insegnare la via della santità in modo mirabilmente semplice, ci invita e ci aiuta a percorrerla con altrettanta naturalezza ed efficacia».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 762

  • «E dopo aver elaborato a lungo [nel Ms B] sulla nota similitudine del “piccolo uccellino”, immagine dell’anima sua, esclama con sicurezza che ella non sarà preda degli “avvoltoi” del male, bensì: “sarà preda dell’Aquila che egli (l’uccellino = Teresa) contempla nel centro del Sole d’amore” (la Trinità)».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754

  • «Persino la data del 14 agosto misteriosamente li accomuna: in quel giorno, nel 1921, viene firmato il decreto delle virtù eroiche di Teresa... vent’anni dopo, proprio in quello stesso giorno, Kolbe viene ucciso con una iniezione di acido. Aveva consegnato sé stesso – come Gesù – al posto di un altro prigioniero ed era stato rinchiuso, con altri nove condannati, per due settimane intere nel bunker della fame».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209

  • «La vita di Teresa è tutta un’ascensione, una crescita e compenetrazione progressiva, credo a partire soprattutto dal 1895, quando l’anima sua entra nella “maturità”».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756

  • «È necessario “conoscere quel Cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desiderio ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro patire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della Passione».

    Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]

  • «Pare poco la Sindone… un vecchio lenzuolo imbevuto di sangue… eppure – gli uomini lo vedranno – parla di te e, ancora oggi che, nel suo valore spirituale è all’80% da esplorare e comprendere – molti sono ritornati a te, attratti interiormente, dalla potenza del tuo Volto e della tua “presenza”».

    Oblatio vitae, n. 6 [p. 12]

  • «E quel Sangue e quell’Acqua dal costato trafitto [di Gesù] parlano più eloquentemente del sangue di Abele perché è l’impeto del Suo Amore che ha fissurizzato il suo Cuore Divino ancor prima che la lancia lo colpisse: Dio è amore. E la morte del Figlio di Dio è stata una morte di amore, oltre che per amore».

    Oblatio vitae, n. 2 [p. 6]

  • Spero che ciascuno/a di noi, acceso/a dall’Amore, arda di Luce e così: “... nos spirituales Coeli facti, in nobis sit habitatio tua” (= “Noi resi cieli spirituali, in noi sia la tua dimora”).  Sì, come Maria Immacolata, la perfetta "proprietà di Dio " (Es 19,5), la perfetta attuazione di Israele!

    L’eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 206

  • È [Maria], nell’intuizione di Francesco, lo strumento prescelto dalla Ss.ma Trinità per la salvezza e la perfetta santificazione degli uomini e quindi la Madre di ogni bontà che ci ha ottenuto la misericordia.

    Miscellanea, p. 30

  • «È certo che entrambi [P. Kolbe e Santa Teresa di Gesù Bambino] nutriranno una profondissima pietà filiale verso Maria, frutto di intima esperienza e comunione, e ne accoglieranno le grazie in momenti significativi della loro vicenda biografica e spirituale. Qui basti riassumere il concetto con queste parole di Massimiliano: “Quante volte nella vita, ma particolarmente nei momenti più importanti; ho sperimentato la sua speciale protezione! (...) Depongo in Lei tutta la mia fiducia per il futuro” [SK 19]».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], pp. 189-190

  • È questo [l’unione sponsale con Dio] lo scopo di tutta la creazione e redenzione, il punto in cui l’infinita Bontà di Dio vorrebbe condurre ogni anima, almeno ogni cristiano, che glielo lasciasse, preparandosi adeguatamente a lasciarGli ogni libertà e iniziativa col porre cura di seguirlo nella fede e nella certa speranza, amandolo sopra ogni cosa sempre e dovunque.

    (Scientia Amoris, pp. 18-19)

  • A questa meta dovremmo tendere ogni momento della nostra vita e in ogni circostanza, poiché è questo lo scopo stesso della creazione, della redenzione, e il punto d’arrivo di tutta l’opera della santificazione in Cristo Signore.

    (Scientia amoris, p. 31)

  • «Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».

    Oblatio vitae, n. 16 [p. 32]

  • «Oh! Mio Amore e mio Dio! Chi può scandagliare le profondità del tuo dono, del tuo Cuore Eucaristico?... Oh! Amore di quanti ci hanno preceduti nella tua dimora, umili e grandi, noti ed ignoti; ardi le nostre vite in una fiamma solo…la tua, quella del tuo Cuore, il tuo Amore creato e increato, Divino e Umano!».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • Maria Immacolata, pertanto, è voluta dalla Trinità come creatura così vuota di sé (nel senso di vuota della pienezza illusoria del peccato originale) da poter essere totalmente colmata da Dio e perciò “piena di grazia”, cioè del suo compiacimento, il più soddisfatto.

    Miscellanea, p. 91

  • “C’è pertanto un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo, e l’amen che ogni fedel pronuncia quando riceve il corpo del Signore” (EdE, n. 55, 2003).  Inoltre, Maria fece sua “con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto al Calvario, la dimensione sacrificale dell’Eucaristia (...) una sorta di “Eucaristia anticipata”, si direbbe una “comunione spirituale” di desiderio e di offerta...

    Lettera circolare del 5 agosto 2004, n. 47, p. 107

  • Maria Immacolata, inoltre, non è forse anche la pacifica condottiera, ma anche Colei che è in stato di inimicizia perenne contro il Maligno? Colei, che più di chiunque è rivestita dell’armatura di Dio, cioè di una santità inespugnabile?  Noi tutti siamo chiamati a seguirla e a imitarla, poiché Lei è la perfetta attuazione d Cristo nell’umanità.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 152

  • In Maria Immacolata è l’apax: l’evento unico, irripetibile, e irrisolvibile – cioè che non si potrà mai ripetere e disfare – dell’Incarnazione: “et Verbum caro factum est”!

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 68

  • Ora chiediamoci: qual è quel “focolare” maternamente ardente di Spirito Santo, che Gesù morente ci ha donato proprio per congiungerci a Lui e con Lui al Padre in un solo Amore? È Maria Immacolata!  La maternità di Maria è diventata, così, eredità dell’uomo; anzi: “è un dono: un dono che Cristo stesso fa personalmente ad ogni uomo”.

    R.M., n. 45

  • Già Franceso d’Assisi, discostandosi dalla visione neoplatonica della persona, poneva “al centro” il mistero dell’Incarnazione, per cui Dio si è fatto uomo (“homo factus est”), affinché l’umanità sia resa partecipe, per grazia, della sua divinità e pienezza di santità… così come lo è già in Maria Immacolata, Madre di Cristo e della Chiesa…fin nella sua corporeità assunta nella gloria.

    Miscellanea, p. 93

  • «Negli scritti di San Massimiliano M. Kolbe non vi è certamente una dipendenza testuale dalla grande santa di Lisieux ma c’è l’evidenza interna ai documenti, e quella di testimonianze esterne (ad es. dei suoi confratelli), di una amicizia mistica, devota e profondissima, con Teresa di Gesù Bambino che, a partire dagli anni 1918-1919, durerà tutta la vita, e avrà non poco influsso sulla sua spiritualità e la sua opera apostolica, prolungandosi poi nella genesi di nuovi istituti religiosi».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 188

  • «Quanto bisogna immolarsi per i sacerdoti, perché purezza e distacco risplendano in essi e tornino a nutrirsi del miele (= Parola) e del Pane di Vita: alimento soave oltre ogni altro! Oh! intimi dell’Intimo, quando tornerete a Lui?».

    Oblatio vitae, n. 4 [p. 9]

  • «Non posso pensare al Corpo (mistico) di Cristo senza sentire l’anima crocifissa, con Lui, su tutta la terra fino al più piccolo essere umano. È questo desiderio immenso di salvezza, questo struggente amore a Lui che mi fa voler offrire tutta me stessa (anche fisicamente) sull’altare di Dio che è - primariamente - il Cuore di Cristo».

    Oblatio vitae, p.43 - Preghiera del 20 gennaio 1980

  • «Tutto il mio essere anela ad essere compenetrato da Dio, posseduto da Dio, consumato da Dio, in un nascondimento e un oblio totale da parte di tutti e di sé».

    Oblatio vitae, n.14 [p. 30]

  • Ed ogni dover attendere ad altro, seppur prontamente eseguito per amore, è come se non fosse eseguito, non allontanandosi mai l’anima, né di giorno, né di notte, dall’esercizio dell’amare in cui l’anima è occupata in Dio, per Dio, da Dio come i polmoni nel respiro. Sì, anche dormendo, il cuore della sposa “veglia” come dice il Cantico dei Cantici e non c’è più attività o luogo che aumenti o diminuisca estrinsecamente, l’Amore, che intrinsecamente è la Vita stessa di Dio in Lei e con Lei.

    (Scientia Amoris, p. 16)