Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.
Per i francescani, l’accento non è posto tanto su Cristo come “via” o tramite, come diceva ad es. san Bernardo “per te, ad te” (per Cristo al Padre). E nemmeno Maria è vista come una mediazione “spaziale”, quasi “collo” rispetto al Capo, che è Cristo. L’accento, invece, è posto sull’azione dello Spirito che ci congiunge a Cristo, ci fa aderire a Lui nel raggiungere il Padre: “affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del diletto Figlio tuo…».
Miscellanea, p. 93
«Ecco se prendiamo il Vangelo di Matteo, al capitolo undicesimo, troveremo che Gesù dice «sono mite e umile di cuore…». Gesù applica a sé due famose categorie del linguaggio biblico: la mitezza - la mia giustizia la fa Dio, non ho bisogno della violenza per far valere le mie ragioni. E l’umiltà: il mio cuore è mansueto e non si innalza, “non sono venuto per giudicare ma per salvare”».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Oh Gesù, potessi essere io quel “libro spalancato d’amore” che sei Tu sulla Croce e nell’Ostia Santa. Potessi esserlo con tutta la mia vita perché tutti potessero leggervi il tuo Amore e Solo il tuo Amore…ma ne sono incommensurabilmente lontana…Eppure vuoi che ti aiutiamo» - P. Jesùs Solano e M. Elisabetta - «affinché leggano dal Libro del tuo Cuore. (Questo era lo scopo della C.d.C. Editrice)».
Oblatio vitae, p. 38 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]
«Colui che vive di preghiera è crocifisso: inchiodato a Dio e inchiodato agli uomini. Ha l’animo squarciato dalla forza dell’amore di Dio e dalla caparbietà degli uomini; ha sulle spalle il dolore degli innocenti e il dolore dell’Innocente».
(Oblatio vitae, n. 1 [p. 5])
«Veramente la consolazione materna di Dio per il suo popolo ci è stata offerta, qual balsamo di speranza e di riconciliazione, in questi martiri della carità verso Dio e i fratelli! Possano essi condurci al grande Giubileo della Misericordia, accompagnati dalla tenerezza materna di Colei che sempre conduce alla Vita, che è nel Figlio suo, desiderando solo che tutto sia ricapitolato in Lui, nell’unità dello Spirito Santo, a gloria di Dio Padre».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«Queste due belle caratteristiche Gesù stesso ci dice che fanno parte del suo cuore. Ma c’è n’è un’altra, che a me è molto cara. E qui proprio vi parlo direi, un po’ commossa. Noi sappiamo che quel cuore è misericordioso. Vi siete mai chiesti che cosa voglia dire la parola “misericordia”? Bene, proviamo a smontarlo, è fatto da «miser» e da «corde». Letteralmente vuole dire avere il cuore vicino al misero, il cuore vicino a chi soffre. Non importa se si tratta di sofferenze fisiche, morali o di povertà. È il cuore vicino al misero… Oppure «compassione» - che vuol dire, patire con, soffrire insieme. Questa è un’altra caratteristica fondamentale del Cuore di Gesù, pieno di misericordia, vicinissimo a tutti quelli che soffrono. Provato dalla sofferenza fisica e morale».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
San Francesco…vide in Maria la “Virgo Ecclesia Facta”: colei che ci è data per introdurre anche noi nella feconda relazionalità trinitaria, quale figlia del Padre, Madre del Figlio, Sposa dello Spirito Santo. Ed egli indicherà proprio in ciò la vocazione di Chiara e delle sue sorelle. Ed anche noi siamo chiamati a partecipare alla circolarità di queste relazioni.
Miscellanea, p. 98
La minorità è innanzitutto verità, davanti a Dio e ai fratelli, scartando la pompa e la boriosa menzogna del peccato e del possesso.
Miscellanea, p. 88
Sia Lei (= Maria Immacolata) a permeare tutto il nostro esterno e interno e dall’interno sarà poi Lei a donarsi mediante la trasparenza della nostra persona ricolma di grazia.
Linee di Spiritualità, pro manuscripto, maggio 1982 in L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 8
«Teresa concluderà la sua vita mariaforme lasciandoci queste sue ultime parole scritte, tracciate a matita, con mano incerta, sul rovescio dell’immagine di Nostra Signora delle Vittorie, dove aveva incollato il “fiorellino” donatole da suo Padre quando era bambina... è 1’8 settembre 1897... a sole tre settimane dalla morte: “O Maria, se io fossi la Regina del Cielo e voi foste Teresa, vorrei essere Teresa affinché voi foste la Regina del cielo!!!”».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 190
San Francesco fu un innamorato del Crocifisso, tanto da portarlo impresso nelle sue membra e San Massimiliano non risparmiò fatica né vita per salvare le anime “facendosi tutto a tutti” come l’Apostolo delle Genti. (...) Abbracciamo, dunque, con fervore d’amore ogni obbedienza, ogni permissione e azione del Signore che ci riguarda, sia che essa ci purifichi e ci spogli da mille inutili illusioni e attaccamenti a idee, cose, persone; sia che ci esalti e faccia pregustare il Cielo per renderci poi forti nella prova.
Lettera circolare del 17 ottobre 1991, n.4, p. 9
Rimanere con Maria, dunque, nel fuoco dello Spirito, farsi spazio sconfinato per Dio: finitezza aperta all’Infinito. Ecco il Carmelo!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 106
Nella stupenda poesia “Vivere d’amore” (del febbraio [1895]) in cui, pur trascrivendole a suo modo, si appoggia sulla preghiera e le parole di Gesù stesso all’ultima Cena (cfr. Gv 17) [santa Teresina] dice: “Vivere d’amore è custodirti! Verbo increato! Parola del mio Dio! Io t’amo e tu lo sai, divino Gesù! Lo Spirito d’amore mi incendia col suo fuoco. Amando te attiro il Padre che il mio debole cuore conserva, senza scampo. O Trinità! Sei prigioniera del mio amore” (strofa 2)».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756
Quarant’anni dopo la proclamazione del dogma [dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria] nasceva Raimondo Kolbe, a Zdunska Wola, l’8 gennaio 1894. (Da religioso prenderà il nome di Massimiliano Maria). Padre Kolbe sarà il grande apostolo e cantore dell’Immacolata, fondatore della “Milizia dell’Immacolata”…
(Sinfonia Mariana)
«Nascosta e sepolta nel Cuore di Cristo, attraverso la linfa del Suo Cuore Mistico, sia luce e fuoco e vita per quante anime Tu vuoi: fino alla fine dei secoli. Amen».
Oblatio vitae, p. 22 – 22 Giugno 1979, Festa del Sacro Cuore di Gesù
«Quanto bisogna immolarsi per i sacerdoti, perché purezza e distacco risplendano in essi e tornino a nutrirsi del miele (= Parola) e del Pane di Vita: alimento soave oltre ogni altro! Oh! intimi dell’Intimo, quando tornerete a Lui?».
Oblatio vitae, n. 4 [p. 9]
Oh! Bellezza e Bontà infinita della Vita divina e beato chi l’accoglie e ne vive! Proprio questo, Maria Immacolata - donataci da Gesù morente in Croce -, come vera Madre, desidera per ciascuno di noi!
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 114
«Pareva “poco” e “nulla” il pane, bianco e silenzioso, sull’altare… eppure, che Potenza Infinita, che irradiazione… che Mistero! Pareva poco il legno della croce: due pali, tre chiodi… eppure là Tu capovolgesti l’universo con una leva, sconvolgente, che si imperniava al centro della storia… per sempre!».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 12]
«Oh! Perfettissimo Verbo Sempiterno, fatto Uomo per noi e – come se non bastasse – servo e schiavo e prigioniero, vilipeso, contuso, schiaffeggiato, dilaniato dai flagelli nelle tue carni monde e tutte pure. Oh! Bellezza del Redentore, oh! soavità dell’Agnello senza macchia, Immolato per noi!».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 11]
Maria Immacolata è radicalmente “recipiens”, o in uno stato di umilissima recettività ed anche la Sovrana umile che vuole elargire i doni del Re, del suo Diletto a tutti.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 151
Per Francesco, come per Teresa [di Lisieux], come per Kolbe “dare la vita per i fratelli” coincide, in ogni luogo e momento con la vita secondo lo Spirito, cioè vissuta sempre nella Carità divina. Questo è l’autentico “spiritualiter deambulare” di Franceso d’Assisi.
Miscellanea, p. 107.
È l’alba di questo grande giorno che celebra tutta la bellezza interiore di Maria Ss.ma: “piena di grazia”, piena del compiacimento di Dio e della Sua Vita divina! Quale umile splendore: piccolezza e gloria! (...) Vi scrivo per ricordare a tutte, e a me stessa, che anche noi siamo chiamate a diventare “piene di Dio”, perché tutta l’opera creatrice e redentrice avrà fine (= avrà raggiunto il proprio fine) quando "Dio sarà tutto in tutti!" Affrettiamo, dunque, questo giorno! "Fiat mihi"... Sì, Signore! Mio Dio e Mio Tutto!
Lettera circolare dell‘8 dicembre 2001, n. 31, p. 66
«Oh! Gesù la teologia del tuo Cuore… tutta la teologia finalizzata al Cuore tuo da cui è scaturita: poiché è lì il Centro e la Perfezione dell’umanità che Dio - ab aeterno - ha pensato, e ha voluto, perché ricongiungesse a Lui, in Lui, tutta la creazione, tutto ciò che ad extra avrebbe creato riconciliando così, pur rimanendo Sé Stesso e Trino e Purissimo Spirito Semplicissimo, il molteplice e il creato in lode di unione strettissima».
Oblatio vitae, pp. 37-38 – L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]
«Crocifissa con Cristo… su tutta la latitudine della terra… non “ludens cum filiis hominis” ma “patiens cum filiis hominis” perché Lui me li rende tutti e costantemente presenti alla mente e al cuore nell’ardore illuminativo del Suo Amore per loro».
Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]
[…] ci vuole costanza, coerenza, chiarezza di vedute e di scelte, fino a vivere realmente del «Dio solo» di San Francesco d’Assisi, di san Giovanni della Croce, di santa Chiara, di santa Teresina, di san Massimiliano... fino al «mio Dio e mio tutto!», fatto proprio, abbracciato con tutta la persona, in profondità e verità.
M.E.P., Lettera Circolare del 1 aprile 2007
«Santa Teresina ha un’illuminazione stupenda, perfettamente “biblica”, cioè conforme all’economia della Salvezza, e dice: “Questa scelta non è degna dell’Amore?... Sì, affinché l’amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente...” (Ms B, n. 255). Non è questa la consapevolezza di Maria nel Magnificat?».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754
L’unica intenzione che mi sta a cuore è «la nostra santificazione»; l’«essere ritrovate in Cristo»! Chiediamo “Grazia”! Lui Solo voglio e bramo ardentemente per ciascuno di noi: tutto Cristo, finché la nostra mente e il nostro cuore, le nostre forze, coincidano completamente con le Sue... proprio come Maria, Specchio fedele di Dio.
M.E.P., Lettera Circolare del 17 ottobre 1991
Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108
Che l’Immacolata ci aiuti a dare la vita per Dio e per i fratelli, ad ogni istante, allontanando decisamente ogni scusa, pretesto, inganno delle nostre passioni malvagie e del m[aligno]. Allora, sì, ci sarà già, anzi c’è, il Cielo sulla terra: Dio con noi, l’Emmanuele tra noi e in noi; lo Spirito Santo; l’Immacolata; una vera famiglia di Nazareth.
Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63
«Sperando ottenere, così [cioè, unendo alla Passione di Cristo il nostro sacrificio], dalla giusta Misericordia di Dio, più luce e grazia, per il ritorno a Lui di tanti fratelli che “perdono” la Realtà più bella dell’universo, lo Scopo più intrinseco di tutta la loro vita… e l’eternità… l’eternità…».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 13]
«Dove viene celebrata l’Eucaristia, si repete questo dono. “Ecco io dono tutto me stesso a te, [ci dice Gesù]. Ti amo talmente che desidero che tu mi mangi, perché il mio Cuore diventi il tuo. Perché tu uomo possa amare in un modo divino”».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
Francesco stesso voleva che la fraternità dei Minori “crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio” perché in Maria “fu ed è ogni pienezza di grazia e di bene” come cantò lo stesso Serafico Padre… e ancora: “perché ci ha ottenuto la misericordia”.
Miscellanea, p.61
«Il mondo cerca “miracoli”, ma noi vogliamo la stoltezza della Croce (…) poiché è nella Croce che l’anima diventa veramente tua e “madre” delle anime… è lì che fosti “Solo” (…). Il tuo tabernacolo, il tuo silenzio, la tua umiliazione, il tuo “abbandonarti” nelle nostre mani… Sì, Tu sei lì, nel Santissimo Sacramento dell’altare, in Corpo, Anima e Divinità».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 12]
Per i francescani la Pasqua - nell’aspetto di croce e di gioia - deve essere la radice delle scelte e la chiave di lettura di ogni analisi. Forse questo ci voleva dire la stigmatizzazione e la morte nuda di Francesco… reso, però, moltitudine e gloria.
Miscellanea, p. 89
«Vogliamo domandarci, ma il cuore di Gesù, com’era? È chiaro, amici, che non parlo del muscolo cardiaco. È uguale al nostro da quel lato anatomico. Non parlo neanche del cuore romantico semplicemente nel senso di sentimenti. La Bibbia quando usa la parola “cuore”, sappiamo che intende la sede della volontà. Direi quella parte segreta, intima, profonda di ciascuno di noi, dove prendiamo delle decisioni note a Dio solo e a noi. Direi quella camera intima, segreta dove nessuno ha il diritto di entrare. Dove Dio stesso entra quasi in punta di piedi, tanto è il rispetto che ha per noi e la nostra libertà che Egli ci ha dato».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Dio da sapiente pedagogo, ci manda Gesù incarnato, vero uomo per riempire i nostri piccoli cuori di un modo divino di amare».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
“C’è pertanto un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo, e l’amen che ogni fedel pronuncia quando riceve il corpo del Signore” (EdE, n. 55, 2003). Inoltre, Maria fece sua “con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto al Calvario, la dimensione sacrificale dell’Eucaristia (...) una sorta di “Eucaristia anticipata”, si direbbe una “comunione spirituale” di desiderio e di offerta...
Lettera circolare del 5 agosto 2004, n. 47, p. 107
Visibilizzazione del Magnificat, Francesco d’Assisi, ha affidato il mandato di questo profetismo ai suoi (= a tutto il Francescanesimo e quindi anche alla Milizia dell’Immacolata [di P. Kolbe]); occorre restituire a Dio tutto ciò che è suo nella lode esistenziale, nella coscienza assoluta della gratuità.
Miscellanea, p. 88
«Persino la data del 14 agosto misteriosamente li accomuna: in quel giorno, nel 1921, viene firmato il decreto delle virtù eroiche di Teresa... vent’anni dopo, proprio in quello stesso giorno, Kolbe viene ucciso con una iniezione di acido. Aveva consegnato sé stesso – come Gesù – al posto di un altro prigioniero ed era stato rinchiuso, con altri nove condannati, per due settimane intere nel bunker della fame».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».
Oblatio vitae, n. 16 [p. 32]
S. Francesco “circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù perché aveva reso nostro fratello il Signore della Maestà”. Grazie a lei, abbiamo la vita di figli di Dio in comune con Gesù: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5, 2.5). Questo, dunque, il “perché” del grande amore di Francesco a Maria.
Miscellanea, p. 29
Teresa, per la quale l’offerta all’Amore Misericordioso era stata la porta d’ingresso d’una consapevolezza ancora più grande, unitiva e consumante, dell’infinita tenerezza di Dio, ne scrive alla Sorella Maria. E così Teresa diventa provvidenzialmente, guida e “Dottore” per una legione di “piccole anime” nella scienza dell’Amore».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«La vita di Teresa è tutta un’ascensione, una crescita e compenetrazione progressiva, credo a partire soprattutto dal 1895, quando l’anima sua entra nella “maturità”».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756
Francesco farà della scelta libera e gratuita dell’Amore che pone all’ultimo posto e si fa piccolo “minore” di tutti, l’emblema stesso della sua nuova famiglia ecclesiale… L’ispirazione l’aveva avuta alla Porziuncola, la minuscola chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli - la Vergine Assunta in cielo - che egli tanto amava “perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà”.
Miscellanea, p. 54
«Ed ora, in questi giorni e in questi tempi, Egli celebra quella “Eucaristia cosmica”, bruciandomi tutta, incessantemente e facendomi ancor più desiderare ed attendere la grande sera della Sua Pasqua in me…(…) ed io ardo di un unico immenso amore: il Suo in me. (…) Quando la mia voce si spegnerà sulla Terra, inizierò a cantare queste cose in cielo e sempre, nel Cuore di Cristo, finché tutti siano là con Lui».
Oblatio vitae, p. 38 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]
Come Cristo è il vero tempio e lo Spirito il vero torrente che sgorga dal lato destro del Cristo sulla croce, così l’anima, a somiglianza dello Sposo, è stata trasformata in tempio per il vero culto che Dio stesso opera in lei e con lei come si è detto. È “vergine fatta chiesa” e, pur appartenendo ancora, quanto allo spazio e al tempo, a questo mondo, e alla “Chiesa militante”, è già all’interno della Chiesa gloriosa che accelera, nell’attrazione forte verso Dio, il movimento di tutto il Popolo verso la casa del Padre, la Patria che è nei Cieli, la Dimora permanente.
(Scientia Amoris, pp. 30-31)
«Tu sei lì [nel Santissimo Sacramento dell’altare] da Dio e da Redentore e Signore, anche se taci… Questo tuo nascondimento mi incanta, Gesù; questa tua assoluta povertà e “debolezza” mi inebria, e “so” che sei presentissimo nell’Eucaristia e starei qui all’infinito ad adorarti».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 13]
È nella meditazione assidua della Parola che cresce la capacità di discernimento, o di scrutare gli eventi e le persone con lo sguardo di Dio, nella sua Luce. Cresce pure la forza per la “battaglia spirituale” che ogni uomo deve affrontare, in questa vita.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 132
In altre parole, possiamo dire con i più autorevoli studiosi del Francescanesimo, che è Maria stessa ad ottenere per Francesco e i suoi compagni l’illuminazione sulla “vita evangelica” di pace, minorità e servizio di tutti gli uomini per amore di Cristo.
Miscellanea, p. 55
«Il mondo non sa che tu sei più “reale” (vero) ed intimo di ogni unione raggiungibile nell’amore più bello degli amori umani; né sa che nelle penitenze, negli obbrobri, nelle incomprensioni e nelle mortificazioni subite, noi cristiani soffriamo e godiamo insieme: soffriamo e godiamo, ma non godiamo della sofferenza, ma di Cristo e in Cristo, nella cui Beata Passione possiamo, così, partecipare, unendo la nostra pochezza e il nostro sacrificio…».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 13]

