Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.

  • Maria è Bellezza del Dio Uno-Trino da cui è stata concepita “immacolata”, tutta pura e “gratia plena”, ricolma di quella stessa Bellezza divina che rifluisce dalla Trinità per inabitare ed animare ogni umana creatura.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 111

  • A Giovanni della Croce che dice che l’unione delle potenze non è né può essere continua in questa vita, la Madre aggiunge: essa tuttavia lo è assai, assai, anche se non al 100 per cento ma, lo ripeto, può avvicinarsi assai giacché l’anima è sempre consapevole, specie se per grazia e impegno proprio di fedele assiduità nel tempo, ha “sintonizzato l’orecchio interiore” o la volontà al luogo dell’amore, cioè all’intima cantina, e ne “esce” parzialmente, tenendo sempre l’Amato per mano, e tendendo l’orecchio alla sua voce, senza mai lasciarlo con l’attenzione del cuore, e quasi ambasciatrice di Lui, fa solo quelle brevi “sortite” per le incombenze a cui Egli stesso la manda […]. Perciò non se ne allontana realmente nemmeno con le potenze che sempre e solo in tutto, persino nella frazione del secondo (e vado presa alla lettera) usa per Lui e ripeto, sotto i suoi tocchi come arpa che Egli solo ha suonato e il cui suono… pur portato lontano, non distoglie o separa la Mano o il Dito dello Spirito dallo strumento-anima che ha toccato.

    (Scientia Amoris, pp. 40-41)

  • Secondo S. Francesco, i Frati devono desiderare sopra ogni cosa: “avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione”.

    Miscellanea, p. 104

  • Riponiamo in Dio solo ogni nostro tesoro, fiducia e speranza (FF 1043) come fece San Francesco! E perciò si abbia cura di non cadere mai nello scoraggiamento, nell’amarezza, nel pessimismo, perché non sono da Dio!

    Lettera circolare del 12 aprile 2000, n.30, p. 64

  • Per i francescani, l’accento non è posto tanto su Cristo come “via” o tramite, come diceva ad es. san Bernardo “per te, ad te” (per Cristo al Padre). E nemmeno Maria è vista come una mediazione “spaziale”, quasi “collo” rispetto al Capo, che è Cristo.  L’accento, invece, è posto sull’azione dello Spirito che ci congiunge a Cristo, ci fa aderire a Lui nel raggiungere il Padre: “affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del diletto Figlio tuo…».

    Miscellanea, p. 93

  • «Egli è l’Agnello, il Salvatore, il Propiziatore e “dalle sue ferite noi siamo stati salvati”».

    Oblatio vitae, n. 2 [p. 6]

  • «Senti, Amore, come potrei ardere notte e giorno, per quanto possa, creatura e per partecipazione, si intende, del tuo Amore e dei tuoi ardenti desideri nel “tabernacolo”, cioè nel tuo Cuore Eucaristico, se tu non mi partecipassi ciò che ti è più intimo: il tuo Spirito e questa dimensione particolare del tuo Mistero? Ma nemmeno potrei “credere” nella tua Divinità senza il dono del Padre”.

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • È l’alba di questo grande giorno che celebra tutta la bellezza interiore di Maria Ss.ma: “piena di grazia”, piena del compiacimento di Dio e della Sua Vita divina!  Quale umile splendore: piccolezza e gloria! (...) Vi scrivo per ricordare a tutte, e a me stessa, che anche noi siamo chiamate a diventare “piene di Dio”, perché tutta l’opera creatrice e redentrice avrà fine (= avrà raggiunto il proprio fine) quando "Dio sarà tutto in tutti!" Affrettiamo, dunque, questo giorno! "Fiat mihi"... Sì, Signore! Mio Dio e Mio Tutto!

    Lettera circolare dell‘8 dicembre 2001, n. 31, p. 66

  • È dato a Francesco di guardare il Cristo Crocifisso “con gli occhi della Madre” e di custodirne in cuore le ferite d’amore. Egli, come nuovo Giovanni, “da quell’ora”, l’ora della morte di Gesù, l’ora della nascita della Chiesa dal costato trafitto, La prese con sé, nel suo cuore e fu reso partecipe della compassione di Maria, ma anche delle sue mistiche doglie per la nascita e rinnovamento della Chiesa, Corpo mistico del Figlio suo. Francesco fu ferito d’Amore!

    Lettera circolare del 10 agosto 2003, n.39, p. 86

  • Nella stupenda poesia “Vivere d’amore” (del febbraio [1895]) in cui, pur trascrivendole a suo modo, si appoggia sulla preghiera e le parole di Gesù stesso all’ultima Cena (cfr. Gv 17) [santa Teresina] dice: “Vivere d’amore è custodirti! Verbo increato! Parola del mio Dio! Io t’amo e tu lo sai, divino Gesù! Lo Spirito d’amore mi incendia col suo fuoco. Amando te attiro il Padre che il mio debole cuore conserva, senza scampo. O Trinità! Sei prigioniera del mio amore” (strofa 2)».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756

  • [Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è Lei, l’Immacolata, la "mulier amicta sol" di Ap. 12,1, il vero "prototipo" della Chiesa stessa?

    Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210

  • Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1). Amo leggere questo testo anche come l’invito che Dio rivolge a Maria, la tutta bella, l’Immacolata, pensata, voluta, creata tale da Dio... e qui preannunciata. La sua luce è lo splendore dello Spirito che scenderà su di Lei ma anche di Cristo, luce delle genti, che viene da Lei, grazie al “sì” della serva del Signore...

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 142

  • «Il punto di partenza della loro “comunione” [di P. Kolbe e Santa Teresa di Gesù Bambino], oltre alla “vita in Cristo”, va a nostro avviso ravvisato nell’esperienza della bontà e della potenza di Maria. Questa avvenne, per entrambi, assai presto, all’età in cui tutto si imprime “indelebilmente” e non si scorda più».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 188

  • Non persone, dunque, di “contraddizione” e “divisione” - quindi infelici e generatori di infelicità - ma persone del “sì”, pieno totale, generoso, amante di Dio, con e “come” Maria Immacolata... perché nulla si “perda” del Piano di Dio, dei doni e della Vita dell’Amato... finchè TUTTO sarà “ricapitolato” in Cristo!  Questa è la nostra vocazione!

    Lettera circolare dell’8 dicembre 2001, n. 31, p. 67

  • «La vita di Teresa è tutta un’ascensione, una crescita e compenetrazione progressiva, credo a partire soprattutto dal 1895, quando l’anima sua entra nella “maturità”».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756

  • La munificenza dello Sposo non cessa ogni giorno, ogni momento, di sorprendere ed abbellire la sposa con infinita ricchezza e continuità di doni che non si fa nemmeno a tempo a enumerare… né si potrebbe giacché è l’anima che le riceve, né la mente saprebbe elencarle. Certo l’Eucaristia è il massimo dei doni e vero Cibo e Bevanda, eppure, misteriosamente di “nettare, focacce dolci e miele” Egli delicatamente nutre colei che per Lui interamente s’è spesa e donata.

    (Scientia Amoris, pp. 21-22)

  • «Oh! Mio Amore e mio Dio! Chi può scandagliare le profondità del tuo dono, del tuo Cuore Eucaristico?... Oh! Amore di quanti ci hanno preceduti nella tua dimora, umili e grandi, noti ed ignoti; ardi le nostre vite in una fiamma solo…la tua, quella del tuo Cuore, il tuo Amore creato e increato, Divino e Umano!».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • «Vivere come te nell’Eucaristia, vivere nel tuo Cuore ardente di amore: essere amore al Padre, a Te, nello Spirito Santo, “nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3)».

    Oblatio vitae, p.19 – Fine aprile 1979

  • «Sacro Cuore di Gesù: confidiamo in te; Sacro Cuore di Gesù: fa che tutti ti amino; Sacro Cuore di Gesù: fa che il nostro cuore sia la gioia e il riflesso del tuo Cuore».

    Preghiera “per la guida della macchina”, scritta da Madre Maria Elisabetta Patrizi

  • Oh! Essere “portatrici di Dio": "teofore", non con la dottrina o la catechesi soltanto, o con l’esempio (teomorfe) soltanto, bensì perché "pienezza" di Lui, piccole creature “afferrate da Cristo e colmate dallo Spirito”, “divinizzate” in Cristo: colme dello Spirito. Donne e uomini “maturi” nella natura umana, in cui l’“apparato” o le capacità (virtù naturali) e i doni divini si sono ben sviluppati, affinché “ben radicati/e nella carità” portiamo frutti di ogni opera buona, anzi siamo Bontà e Bellezza (per partecipazione)... Ecco noi tutti/e chiamate ad essere riflesso del fiore perfetto e virgineo che è l’Immacolata.

    Lettera circolare del 7 dicembre 1997, n. 20, p. 41

  • «Oggi è giovedì santo, è, per eccellenza, il giorno dei sacerdoti: Oh prediletti, benedetti ed eletti dal Cuore di Cristo… nascosti  nell’Eucaristia con Cristo perché vi rivestite dei segni del Suo Amore».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • Ecco Niepokalanow…«dell’Immacolata»: appartenere a Lei «essere così di Lei come essa è di Dio», diceva San Massimiliano M Kolbe. Questa è la nostra vocazione!”. (Lettera circolare del 5 agosto 2004).

    Lettera circolare del 5 agosto 2004

  • Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108

  • Rimanere con Maria, dunque, nel fuoco dello Spirito, farsi spazio sconfinato per Dio: finitezza aperta all’Infinito. Ecco il Carmelo!

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 106

  • In Maria Immacolata è l’apax: l’evento unico, irripetibile, e irrisolvibile – cioè che non si potrà mai ripetere e disfare – dell’Incarnazione: “et Verbum caro factum est”!

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 68

  • «Oh Gesù, potessi essere io quel “libro spalancato d’amore” che sei Tu sulla Croce e nell’Ostia Santa. Potessi esserlo con tutta la mia vita perché tutti potessero leggervi il tuo Amore e Solo il tuo Amore…ma ne sono incommensurabilmente lontana…Eppure vuoi che ti aiutiamo» - P. Jesùs Solano e M. Elisabetta - «affinché leggano dal Libro del tuo Cuore. (Questo era lo scopo della C.d.C. Editrice)».

    Oblatio vitae, p. 38 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]

  • S. Francesco “circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù perché aveva reso nostro fratello il Signore della Maestà”. Grazie a lei, abbiamo la vita di figli di Dio in comune con Gesù: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5, 2.5). Questo, dunque, il “perché” del grande amore di Francesco a Maria.

    Miscellanea, p. 29

  • Ecco la spiritualità del Carmelo: stare alla presenza del Signore... non per sé... ma per il bene di tutti, perché Dio sia tutto in tutti, quindi per la sua gloria, poiché solo l’uomo vivente di Lui, e in Lui, lo glorifica, nel suo stesso essere!

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 23

  • Che l’Immacolata ci aiuti a dare la vita per Dio e per i fratelli, ad ogni istante, allontanando decisamente ogni scusa, pretesto, inganno delle nostre passioni malvagie e del m[aligno].  Allora, sì, ci sarà già, anzi c’è, il Cielo sulla terra: Dio con noi, l’Emmanuele tra noi e in noi; lo Spirito Santo; l’Immacolata; una vera famiglia di Nazareth.

    Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63

  • «Forse bisognerebbe aver conosciuto i rigori di quei tempi dove tracce di giansenismo ancora mettevano in primo piano – sproporzionatamente – la Giustizia di Dio rispetto all’Amore e la comunione non era permessa ogni giorno, per rendersi conto della novità e dell’arditezza di tali aspirazioni [di santa Teresina]. La piccola via era davvero “rivoluzionaria” e ancor più il modo “sicuro” e franco di annunciarla».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759

  • In altre parole, possiamo dire con i più autorevoli studiosi del Francescanesimo, che è Maria stessa ad ottenere per Francesco e i suoi compagni l’illuminazione sulla “vita evangelica” di pace, minorità e servizio di tutti gli uomini per amore di Cristo.

    Miscellanea, p. 55

  • «Queste due belle caratteristiche Gesù stesso ci dice che fanno parte del suo cuore. Ma c’è n’è un’altra, che a me è molto cara. E qui proprio vi parlo direi, un po’ commossa. Noi sappiamo che quel cuore è misericordioso. Vi siete mai chiesti che cosa voglia dire la parola “misericordia”? Bene, proviamo a smontarlo, è fatto da «miser» e da «corde». Letteralmente vuole dire avere il cuore vicino al misero, il cuore vicino a chi soffre. Non importa se si tratta di sofferenze fisiche, morali o di povertà. È il cuore vicino al misero… Oppure «compassione» - che vuol dire, patire con, soffrire insieme. Questa è un’altra caratteristica fondamentale del Cuore di Gesù, pieno di misericordia, vicinissimo a tutti quelli che soffrono. Provato dalla sofferenza fisica e morale».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «Noi tutti siamo nati nel sangue e nell’acqua. Gesù morendo crea una nuova umanità, dà quel battesimo che è la nuova nascita, la nascita come figli di Dio. Noi tutti siamo nati dal Cuore di Gesù, nati per essere figli di Dio, noi quanti abbiamo ricevuto il battesimo. Nati nel sangue e nell’acqua da questo amore sconfinato che non ha risparmiato nulla, e non risparmia nulla. Possiamo chiedere tutto al Cuore di Dio».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «Teresa e Massimiliano si erano offerti all’Amore e divennero davvero, pur in modi storicamente diversi, “vittime d’olocausto al Vostro Amore” (Pr 6, 2ro)... Nel Fuoco dello Spirito, immolati con Cristo, per la salvezza del mondo. Confidarono totalmente in Dio, accolsero il suo Amore con assoluta umiltà, divennero fecondi».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209

  • «Oh mio Dio quanto sei grande, chi potrà mai esaurire le tue meraviglie e stancarsi di bere e ribere ancora alla Sorgente del tuo dono che è nel Cuore di Cristo, fattosi Via, Verità e Vita, per noi tutti, pecore sbandate di un gregge perduto ed ora ritrovato».

    Oblatio vitae, p.19 – Fine aprile 1979

  • «Teresa si serviva dell’amore purissimo di Maria per amare Gesù e il prossimo».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 760

  • Se offriremo a Lui, incessantemente, come dimora un “cuore puro”... saremo “come” di Maria Immacolata e diverremo “Madri” nell’amplesso sponsale di Dio.

    Lettera circolare dell’8 agosto 1994, n. 17, p. 34

  • «Che io sia ostia con l’Ostia - da sempre - Egli mi fa anelare, amandoLo col e nel Suo Amore (…) nel Suo Cuore: - abbacinata dalla Sua Luce (il suo cuore è fornace ardente di Amore), nulla sapendo, nulla vedendo, nulla intendendo, se non Lui e le cose del Padre Suo; - rinchiusa in Lui (…) vivendo di puro amore; - combusta dalla Sua sete e dal Suo ardore; - immolata: dentro e fuori; nella volontà e nei sensi (interni e esterni) e in ogni istante e possibilità; - in oblazione e lode incessante, in Cristo, al Padre, nello Spirito Santo, nel tempio intimo del Suo Cuore Divino e umano, ora nella Chiesa militante; domani nel tempio intimo che è Dio stesso; - nascostissima ad ogni occhio umano come lo era il santo dei santi, come lo è il tabernacolo del Suo Cuore divino in cui devo vivere, mossa esclusivamente dal Suo Amore, nota a Lui Solo».

    Oblatio vitae, p. 17 – Venerdì Santo, 1979

  • Ecco ciò che una persona consacrata all’Immacolata, secondo il carisma Kolbiano, è chiamata a vivere: perchè “di” Lei, proprietà di Dio, “come e con Maria Immacolata”, quindi piccolezza tutta consegnata all’Altissimo, tutta abbandonata in Lui.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 106

  • «È necessario «conoscere quel cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desidero ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro partire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della passione».

    Oblatio vitae, p. 37 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]

  • Per Francesco, come per Teresa [di Lisieux], come per Kolbe “dare la vita per i fratelli” coincide, in ogni luogo e momento con la vita secondo lo Spirito, cioè vissuta sempre nella Carità divina. Questo è l’autentico “spiritualiter deambulare” di Franceso d’Assisi.

    Miscellanea, p. 107.

  • «E dopo aver elaborato a lungo [nel Ms B] sulla nota similitudine del “piccolo uccellino”, immagine dell’anima sua, esclama con sicurezza che ella non sarà preda degli “avvoltoi” del male, bensì: “sarà preda dell’Aquila che egli (l’uccellino = Teresa) contempla nel centro del Sole d’amore” (la Trinità)».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754

  • «Gesù, proprio perché ha preso nel seno di Maria un’umanità autentica, un corpo, come il nostro, ha anche un cuore; questo cuore, dice il Concilio, con cui Gesù ci ha amato, con cuore umano… Era necessario che Dio-Amore amasse al modo nostro, perché noi diventassimo capaci di amare al modo suo».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • La minorità è innanzitutto verità, davanti a Dio e ai fratelli, scartando la pompa e la boriosa menzogna del peccato e del possesso.

    Miscellanea, p. 88

  • «Fammi accogliere tutti i tuoi desideri [oh, Madonna di Fatima] e quelli del Figlio tuo, affinché i Vostri Cuori Santissimi abbiano un servo fedele, un amico piccolino e una Sposa di Gesù».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • La maternità ecclesiale di Maria, avvocata (= intercessore), protettrice (= praesidium) [e] guida dell’Ordine - di cui lo Spirito Santo è il Ministro Generale - è quindi, alla radice stessa dello sviluppo del Francescanesimo come strumento di vita nuova, lievito benefico, nella Chiesa; ma anche di quella maternità spirituale che ogni francescano è chiamato a prolungare in sé, verso ogni creatura.

    Miscellanea, p. 81

  • Maria Immacolata è radicalmente “recipiens”, o in uno stato di umilissima recettività ed anche la Sovrana umile che vuole elargire i doni del Re, del suo Diletto a tutti.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 151

  • Oh! Bellezza e Bontà infinita della Vita divina e beato chi l’accoglie e ne vive! Proprio questo, Maria Immacolata - donataci da Gesù morente in Croce -, come vera Madre, desidera per ciascuno di noi!

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 114

  • «Ecco se prendiamo il Vangelo di Matteo, al capitolo undicesimo, troveremo che Gesù dice «sono mite e umile di cuore…». Gesù applica a sé due famose categorie del linguaggio biblico: la mitezza - la mia giustizia la fa Dio, non ho bisogno della violenza per far valere le mie ragioni. E l’umiltà: il mio cuore è mansueto e non si innalza, “non sono venuto per giudicare ma per salvare”».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «Ma chi, chi mai avrebbe potuto inventare un modo più sublime di amare? Farsi cibo per l’altro. Ecco che il Cuore di Gesù ha voluto condensare nel pane e vino, tutta la sua realtà di tenerezza, di misericordia, di compassione, di vicinanza».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990