Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.
Ecco la spiritualità del Carmelo: stare alla presenza del Signore... non per sé... ma per il bene di tutti, perché Dio sia tutto in tutti, quindi per la sua gloria, poiché solo l’uomo vivente di Lui, e in Lui, lo glorifica, nel suo stesso essere!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 23
Entrò e si sviluppò in San Massimiliano, la consapevolezza, sempre più precisa e più grande, che l’Immacolata era Colei che più poteva agire, in noi e su noi e con noi, per portare la Salvezza di Cristo... così come, storicamente, aveva fatto nel tempo. Affidarsi, dunque, a Lei... donarsi a Lei... consacrarsi a Dio con Lei, attraverso di Lei, “in” Lei, cioè nello Spirito Santo e Santificatore, che tutta la inabita e La possiede.
Lettera circolare del 25 febbraio 1992, n. 8, p. 13
«Teresa si serviva dell’amore purissimo di Maria per amare Gesù e il prossimo».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 760
«Madre, ecco tuo figlio!». Il dono supremo dal Cuore di Gesù è di aver provveduto per noi tutti una madre. Non esistono orfani, nessuno di noi è orfano, perché il Cuore di Gesù ci ha dato Lei… Questa grande Madre di tutti. Il dono più bello del Cuore di Gesù».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Negli scritti di San Massimiliano M. Kolbe non vi è certamente una dipendenza testuale dalla grande santa di Lisieux ma c’è l’evidenza interna ai documenti, e quella di testimonianze esterne (ad es. dei suoi confratelli), di una amicizia mistica, devota e profondissima, con Teresa di Gesù Bambino che, a partire dagli anni 1918-1919, durerà tutta la vita, e avrà non poco influsso sulla sua spiritualità e la sua opera apostolica, prolungandosi poi nella genesi di nuovi istituti religiosi».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 188
«Queste due belle caratteristiche Gesù stesso ci dice che fanno parte del suo cuore. Ma c’è n’è un’altra, che a me è molto cara. E qui proprio vi parlo direi, un po’ commossa. Noi sappiamo che quel cuore è misericordioso. Vi siete mai chiesti che cosa voglia dire la parola “misericordia”? Bene, proviamo a smontarlo, è fatto da «miser» e da «corde». Letteralmente vuole dire avere il cuore vicino al misero, il cuore vicino a chi soffre. Non importa se si tratta di sofferenze fisiche, morali o di povertà. È il cuore vicino al misero… Oppure «compassione» - che vuol dire, patire con, soffrire insieme. Questa è un’altra caratteristica fondamentale del Cuore di Gesù, pieno di misericordia, vicinissimo a tutti quelli che soffrono. Provato dalla sofferenza fisica e morale».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
“C’è pertanto un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo, e l’amen che ogni fedel pronuncia quando riceve il corpo del Signore” (EdE, n. 55, 2003). Inoltre, Maria fece sua “con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto al Calvario, la dimensione sacrificale dell’Eucaristia (...) una sorta di “Eucaristia anticipata”, si direbbe una “comunione spirituale” di desiderio e di offerta...
Lettera circolare del 5 agosto 2004, n. 47, p. 107
«Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».
Oblatio vitae, p. 32 – “Testamento di amore”, scritto da M.E.P. in una lettera a P. Solano il 12/02/1980
«Entriamo nel cuore di Dio. Dio è amore dice san Giovanni nella sua prima lettera precisamente nel capitolo quarto» .
(Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990)
Il “letteralismo evangelico” di Francesco non è fedeltà ad usanze ma fedeltà allo Spirito di Cristo che parla nel Vangelo e continua a guidarci non a “realizzare un’opera umana”, per quanto grandiosa, ma “la famiglia dei figli di Dio”, aperta a tuta l’umanità.
Miscellanea, p. 107
«Teresa non è solo una santa da pregare e da ammirare, ma anche una maestra da seguire e da imitare. Proprio perché ella sa insegnare la via della santità in modo mirabilmente semplice, ci invita e ci aiuta a percorrerla con altrettanta naturalezza ed efficacia».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 762
«Nascosta e sepolta nel Cuore di Cristo, attraverso la linfa del Suo Cuore Mistico, sia luce e fuoco e vita per quante anime Tu vuoi: fino alla fine dei secoli. Amen».
Oblatio vitae, p. 22 – 22 Giugno 1979, Festa del Sacro Cuore di Gesù
«Vivere come te nell’Eucaristia, vivere nel tuo Cuore ardente di amore: essere amore al Padre, a Te, nello Spirito Santo, “nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3)».
Oblatio vitae, p.19 – Fine aprile 1979
“Illimitata disponibilità” (cfr. Lc 1,26); “illimitata disponibilità” (cfr. Filem. 15-16); “filiale sottomissione” (cfr. Lc 2,51); “piena comunione” (cfr. Gv 19,26-27), nella Chiesa per divenire simili alla Madre della Chiesa “in modo sempre più perfetto” (SK 1272), col “conformare, fondere, unificare la nostra volontà con quella dell’Immacolata” (SK 579), come la sua volontà è fusa e trasformata, per unione d’amore, con quella di Dio.
(Regolamento Speciale, 1997)
«C’è una risposta muta, ma piena, da dare a Dio e agli uomini: la propria vita, tutte le proprie energie, spese momento per momento, essendo un vivente crocevia (un crocifisso), dove due sconfinate sofferenze possono incontrarsi tra loro: e incontrandosi diventare Amore».
Oblatio vitae, n. 1 [p. 5]
Oh! Bellezza e Bontà infinita della Vita divina e beato chi l’accoglie e ne vive! Proprio questo, Maria Immacolata - donataci da Gesù morente in Croce -, come vera Madre, desidera per ciascuno di noi!
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 114
«Ma chi, chi mai avrebbe potuto inventare un modo più sublime di amare? Farsi cibo per l’altro. Ecco che il Cuore di Gesù ha voluto condensare nel pane e vino, tutta la sua realtà di tenerezza, di misericordia, di compassione, di vicinanza».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
Il “nulla di noi per il Tutto di Dio”, sulla scia di San Giovanni della Croce, cioè: l’annullamento dell’amor proprio per lasciarci riempire tutto/a da Dio, dal Suo Amore, di cui ci vogliamo rendere tabernacoli, strumenti, canali, affinché nessuno sia privo di questo Sommo Bene che ci sazia tutti con il suo Amore infinito!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 209
La consacrazione consiste nel fondere la nostra volontà con quella dell’Immacolata, ponendoci in stretta e continua dipendenza dello Spirito Santo, conduce alla trasformazione in Dio attraverso di Lei. «Ella sola deve istruire ciascuno di noi in ogni istante, deve condurci, trasformarci in sé stessa, di modo che non siamo più noi a vivere, ma Ella in noi, così come Gesù vive in Lei e il Padre nel Figlio» (SK 556).
(Kolbe-Montfort: Profeti della Nuova Creazione, M. Elisabetta Patrizi, pp. 54-55)
Che il “Protagonismo” sia Suo, non nostro... sia di Gesù, di Dio solo! Questa è la “minorità” voluta da San Francesco e da San Massimiliano. Non “io” ma Dio!
Lettera circolare del 17 ottobre 1991, n.7, p. 12
«Quindi nel nome di Gesù e di Maria [Teresa] s’era fatta ardita ed era certa. E Dio venne e prese ancor più possesso della sua anima: possesso da sposalizio. Egli non la abbandonerà più, ma la condurrà lui stesso, momento per momento, fino alla consumazione dell’olocausto d’amore – offerto per amore, finché “eternamente canterà (...) il cantico sempre nuovo dell’amore”.
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759
«Entrambi potevano dire quello che disse Teresa due mesi prima della morte, quando, avendo scelta la più bella spiga fra quelle d’un mazzetto che le fu offerto, esclamò: “questa spiga è l’immagine dell’anima mia, il Signore misericordioso mi ha caricata di grazie per me e per molti altri”. Ed otto giorni dopo (12/8), pur riconoscendo il suo nulla, come Maria, poté dire umilmente: “sono ricca di tutti i tesori divini...”, quei tesori che Lei e il suo fratello spirituale Massimiliano M. Kolbe ora continuano a spargere, abbondantemente, su tutta la Chiesa».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«Il mondo non sa che tu sei più “reale” (vero) ed intimo di ogni unione raggiungibile nell’amore più bello degli amori umani; né sa che nelle penitenze, negli obbrobri, nelle incomprensioni e nelle mortificazioni subite, noi cristiani soffriamo e godiamo insieme: soffriamo e godiamo, ma non godiamo della sofferenza, ma di Cristo e in Cristo, nella cui Beata Passione possiamo, così, partecipare, unendo la nostra pochezza e il nostro sacrificio…».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 13]
La vita religiosa - soprattutto francescana - è una adesione coraggiosa al programma delle Beatitudini.
Lettera circolare del 17 ottobre 1991
«Colui che vive di preghiera è crocifisso: inchiodato a Dio e inchiodato agli uomini. Ha l’animo squarciato dalla forza dell’amore di Dio e dalla caparbietà degli uomini; ha sulle spalle il dolore degli innocenti e il dolore dell’Innocente».
(Oblatio vitae, n. 1 [p. 5])
«La storia della santità di questo secolo [ventesimo] con il gran numero dei santi, canonizzati o no, che si sono lasciati da Teresa ammaestrare ci assicura che questo desiderio - preghiera [“di scegliere una legione di piccole vittime degne del tuo Amore”, espresso nel Ms B, n. 265] della santa si è già realizzato».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 762
San Bonaventura coglie direttamente in Francesco questa partecipazione alla maternità ecclesiale di Maria: “Ormai il padre santo… aveva partorito sette volte e desiderava partorire a Cristo tutto quanto il popolo dei fedeli, chiamandoli al pianto e alla penitenza” (LM III,7), cioè alla conversione.
Miscellanea, p. 81
[La] mia (e vostra!) chiamata a Casa Kolbe...: essere completamente nelle mani dell’Immacolata, mossi, condotti, da Lei, “come” Lei lo è dallo Spirito Santo (e mai dalle proprie passioni), per essere “carezza materna”, carezza Sua e di Dio, sul volto stanco dell’umanità e ridarle vita.
Lettera circolare dell’8 dicembre 2001, n. 31, p. 66
«Pareva “poco” e “nulla” il pane, bianco e silenzioso, sull’altare… eppure, che Potenza Infinita, che irradiazione… che Mistero! Pareva poco il legno della croce: due pali, tre chiodi… eppure là Tu capovolgesti l’universo con una leva, sconvolgente, che si imperniava al centro della storia… per sempre!».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 12]
«Non posso pensare al Corpo (mistico) di Cristo senza sentire l’anima crocifissa, con Lui, su tutta la terra fino al più piccolo essere umano. È questo desiderio immenso di salvezza, questo struggente amore a Lui che mi fa voler offrire tutta me stessa (anche fisicamente) sull’altare di Dio che è - primariamente - il Cuore di Cristo».
Oblatio vitae, p.43 - Preghiera del 20 gennaio 1980
Maria è Bellezza del Dio Uno-Trino da cui è stata concepita “immacolata”, tutta pura e “gratia plena”, ricolma di quella stessa Bellezza divina che rifluisce dalla Trinità per inabitare ed animare ogni umana creatura.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 111
È l’alba di questo grande giorno che celebra tutta la bellezza interiore di Maria Ss.ma: “piena di grazia”, piena del compiacimento di Dio e della Sua Vita divina! Quale umile splendore: piccolezza e gloria! (...) Vi scrivo per ricordare a tutte, e a me stessa, che anche noi siamo chiamate a diventare “piene di Dio”, perché tutta l’opera creatrice e redentrice avrà fine (= avrà raggiunto il proprio fine) quando "Dio sarà tutto in tutti!" Affrettiamo, dunque, questo giorno! "Fiat mihi"... Sì, Signore! Mio Dio e Mio Tutto!
Lettera circolare dell‘8 dicembre 2001, n. 31, p. 66
Che l’Immacolata, nello Spirito Santo di cui ci ottiene la dolce azione, ci aiuti a scegliere sempre la Volontà di Dio... che è Amore, sempre e solo Amore!
Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63
Francesco farà della scelta libera e gratuita dell’Amore che pone all’ultimo posto e si fa piccolo “minore” di tutti, l’emblema stesso della sua nuova famiglia ecclesiale… L’ispirazione l’aveva avuta alla Porziuncola, la minuscola chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli - la Vergine Assunta in cielo - che egli tanto amava “perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà”.
Miscellanea, p. 54
«Vogliamo domandarci, ma il cuore di Gesù, com’era? È chiaro, amici, che non parlo del muscolo cardiaco. È uguale al nostro da quel lato anatomico. Non parlo neanche del cuore romantico semplicemente nel senso di sentimenti. La Bibbia quando usa la parola “cuore”, sappiamo che intende la sede della volontà. Direi quella parte segreta, intima, profonda di ciascuno di noi, dove prendiamo delle decisioni note a Dio solo e a noi. Direi quella camera intima, segreta dove nessuno ha il diritto di entrare. Dove Dio stesso entra quasi in punta di piedi, tanto è il rispetto che ha per noi e la nostra libertà che Egli ci ha dato».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
Questa sostanza è la cantina segreta o più profonda dove nessuno fuorché Dio Solo entra o dimora. È il “luogo” dell’unione indissolubile e perennemente consumata, il vincolo profondo di unità fra Dio e l’anima che ha congiunto a sé e totalmente possiede. È qui la “sede” dove la Sapienza zampilla ed è gustata e ricambiata in bacio d’amore. Da qui si entra, nella pienezza del tempo stabilito, in paradiso. È il luogo segreto dove termina la scala segreta ed è realtà totalmente nascosta se non a Dio e all’anima che soli vi si trovano. Qui tutto è continuità.
(Scientia Amoris, pp. 28-29)
«Ed ora, in questi giorni e in questi tempi, Egli celebra quella “Eucaristia cosmica”, bruciandomi tutta, incessantemente e facendomi ancor più desiderare ed attendere la grande sera della Sua Pasqua in me…(…) ed io ardo di un unico immenso amore: il Suo in me. (…) Quando la mia voce si spegnerà sulla Terra, inizierò a cantare queste cose in cielo e sempre, nel Cuore di Cristo, finché tutti siano là con Lui».
Oblatio vitae, p. 38 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]
Essere Maria per Gesù nascosto in ogni Sorella (e Fratello)... Essere Maria per condurre i fedeli alla Parola, all’Eucaristia, alla Sua Volontà, alla Chiesa... Essere Madre per non aver altro che Dio, come Francesco: “mio Dio e mio tutto!”. Essere di Maria Immacolata: specchio di Lei (esternamente e internamente), riflesso di Lei, prolungamento di Lei, “proprietà e cosa” di Lei, nella Chiesa di cui è Madre e Modello.
Lettera circolare del 1993, n. 6, p. 12
«Noi tutti siamo nati nel sangue e nell’acqua. Gesù morendo crea una nuova umanità, dà quel battesimo che è la nuova nascita, la nascita come figli di Dio. Noi tutti siamo nati dal Cuore di Gesù, nati per essere figli di Dio, noi quanti abbiamo ricevuto il battesimo. Nati nel sangue e nell’acqua da questo amore sconfinato che non ha risparmiato nulla, e non risparmia nulla. Possiamo chiedere tutto al Cuore di Dio».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
- Nostro ispiratore San Massimiliano M. Kolbe, il quale – ben più che san Martino, cavaliere per antonomasia, che diede il proprio mantello ad un povero – morì dando sé stesso, quasi a “coprire”, come scudo, Francesco Gajowniczek con la propria vita donata al posto della sua…Kolbe ci ricorda la “Milizia” non certo fisica o violenta, ma “dell’Immacolata”, partecipe della di Lei battaglia e vittoria contro il male, per Cristo, nello Spirito Santo.
(Alle Radici del Monte Carmelo, Corso di formazione permanente del 2006)
Dio ci tende le braccia impariamo ad aprire a lui le nostre, a fidarci di Lui: questa è la fede, fidarsi di Dio ancor prima e durante il credere nella verità, è credere alla Sua Persona al Suo Amore è cercarlo è desiderare di “conoscerlo” e che sia conosciuto. Questa è la nostra vita “carmelitana” ma prima “cristiana”…
M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 7 ottobre 1967.
La nostra esistenza, dunque, se spesa nella comunione silenziosa e nascosta con l’apparente “fallimento” di Dio, con la sua volontaria debolezza e sofferenza, assieme all’Addolorata, ai piedi della Croce, diventa feconda: dischiude oceani di grazia, anticipa la venuta dei “Cieli nuovi e della terra nuova”, in milioni di anime.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 203
Se offriremo a Lui, incessantemente, come dimora un “cuore puro”... saremo “come” e di Maria Immacolata e diverremo “Madri” nell’amplesso sponsale di Dio.
Lettera circolare dell’8 agosto 1994, n. 17, p. 34
[Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è questo il modo più autentico di “riparare la Chiesa”, come il Cristo a san Damiano chiese a Francesco?
Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210
«Senti, Amore, come potrei ardere notte e giorno, per quanto possa, creatura e per partecipazione, si intende, del tuo Amore e dei tuoi ardenti desideri nel “tabernacolo”, cioè nel tuo Cuore Eucaristico, se tu non mi partecipassi ciò che ti è più intimo: il tuo Spirito e questa dimensione particolare del tuo Mistero? Ma nemmeno potrei “credere” nella tua Divinità senza il dono del Padre”.
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108
Ecco Niepokalanow…«dell’Immacolata»: appartenere a Lei «essere così di Lei come essa è di Dio», diceva San Massimiliano M Kolbe. Questa è la nostra vocazione!”. (Lettera circolare del 5 agosto 2004).
Lettera circolare del 5 agosto 2004
«Il Cuore di Gesù e il tuo, oh Maria, devono essere la mia costante dimora sicché nulla veda, senta, abbia, che il “buio”, l’Immobilità e il fuoco dell’Amore mi consumi in voi…a lode incessante della Ss.ma Trinità».
Oblatio vitae, p.44 - Preghiera del 20 gennaio 1980
È questo [l’unione sponsale con Dio] lo scopo di tutta la creazione e redenzione, il punto in cui l’infinita Bontà di Dio vorrebbe condurre ogni anima, almeno ogni cristiano, che glielo lasciasse, preparandosi adeguatamente a lasciarGli ogni libertà e iniziativa col porre cura di seguirlo nella fede e nella certa speranza, amandolo sopra ogni cosa sempre e dovunque.
(Scientia Amoris, pp. 18-19)
«Oh! Amore mio, come vorrei, se fosse possibile, persino “respirare” solo nell’obbedienza e nulla, nulla, nulla, compiere se non nella purissima Volontà tua. Mi pare così dolce questo vincolo che unisce al tuo Cuore, alla Sorgente stessa della tua perfettissima maniera di essere Figlio e Sacerdote e Vittima per il Padre tuo e Padre nostro…».
Oblatio vitae, p. 43, Preghiera del 20 gennaio 1980

