“Parole amiche” di diverse persone che hanno conosciuto personalmente Madre Maria Elisabetta Patrizi e ne sono rimasti toccati nel cuore. Le loro condivisioni sono ripartite qui in diverse categorie tematiche: bontà e accoglienza, amore materno, amore fraterno, amore “sponsale” con Dio, fede, preghiera, purezza di cuore, forza, obbedienza, il creato, povertà evangelica, gioia, cultura, spiritualità mariana, misericordia, IV voto di consacrazione a Dio attraverso Maria Immacolata, unione con Dio, perdono, Passione di Cristo.

Quando penso a Madre Elisabetta la prima cosa che mi sovviene alla mente è il suo SORRISO e la sua Delicatezza e GENTILEZZA. Il suo sorriso era capace di accogliere, riscaldare e rendeva il dialogo autentico e senza maschere. Con me profetica e delicata, prudente nei consigli perché fosse svelato il progetto di Dio sulla mia vita. Grata al Signore per averla plasmata a riflesso delle sue virtù. (Giulia)

Tratto sempre fine, cordiale, accompagnato dal suo sorriso accogliente, aperto, pronta ad accogliere tutti. (Madre Imelda)

La GENTILEZZA e L’ACCOGLIENZA vissuta dalla Madre come carità cristiana, di servizio dedicato verso il prossimo, sempre pronta ad avvicinare a DIO le anime bisognose con la sua parola e con quel sorriso disarmante che ti entrava nel cuore. Un sorriso così radioso che non era solo di accoglienza ma era qualcosa in più: è come se già ti conoscesse, perché sapeva leggere nel cuore delle persone. (Luigi M.)

Madre Elisabetta Patrizi: un gigante, un dono inestimabile, celato da un abito monacale azzurro cielo e da un fazzoletto del medesimo colore, a incorniciare il volto radioso di una donna ormai in sedia a rotelle. Nulla più traspariva di primo acchito. Lei era semplicemente lì con te e per te. Nessuna traccia del suo essere stata una nobildonna di aristocratica famiglia; nessuna traccia della sua straordinaria cultura, della sua levatura spirituale, delle sue innumerevoli opere e attività. Tutto questo lo si poteva scoprire solo volendolo, e volendolo si scopriva e si capiva ogni cosa. Immediatamente. (Una mamma di famiglia)

Aver conosciuto Madre Elisabetta è stato per noi un grande dono. Ci ha colpito il suo amabile e accogliente sorriso, il suo modo di esprimersi e di metterti a tuo agio. Ti sentivi accolto, accettato in tutto quello che dicevi. Se qualche correttivo si rendeva opportuno non lo sentivi mai come un rimprovero ma come uno stimolo positivo per migliorarsi. (Manuela e Riccardo)

Tutte le volte che [la Madre Maria Elisabetta] veniva al convento mi fermavo a parlare con lei chiedendo consigli su mille problemi che in quei momenti avevo e ho trovato sempre in lei la disponibilità all’ascolto. La sua bontà e la sua gentilezza ti entravano dentro lasciandoti una sensazione di serenità e pace. In tutto questo ho avvertito in lei una grande fede. (Italo)

La Madre mi ha insegnato che la bontà e la gentilezza d’animo sono importanti per superare con successo le “radiografie del cuore”. (Annamaria L.)

Priva di pensieri di condanna, parlava delle sue vicende con atteggiamento di perdono. Esprimeva sempre pensieri positivi nei confronti delle persone, senza rancori o recriminazioni. (Madre Imelda)

Ho conosciuto Maria Elisabetta Patrizi nel 1977 al Centro Romano di Sindonologia, da lei fondato insieme a Mons. Giulio Ricci. Da allora siamo state legate da una bellissima amicizia. Scelgo cinque parole per parlare di lei con grande affetto. Vorrei aggiungere generosità, perché si può essere buoni dando agli altri quello che viene chiesto, ma la generosità è dare più del necessario anche a chi non chiede nulla. Maria Elisabetta, oltre che buona, era anche generosa e sapeva dare molto di più del necessario in consigli, informazioni, materiali. (Prof.ssa Emanuela Marinelli)

Quelle poche volte che ho potuto parlare con Madre Maria Elisabetta sono stata sempre accolta con gentilezza e amore fraterno, dandomi consigli di speranza, assicurandomi la sua preghiera. (Bruna)

Mi avvicinai a [Maria Elisabetta il giorno della ricorrenza del Cuore Immacolato di Maria] per essere presentata da nostro fratello Raul e lei mi accolse con un sorriso che SPRIGIONAVA UNA TENERA DOLCEZZA. Chiese a tutti di avermi accanto a lei per una foto ricordo e mandò a prendere un suo libro specifico, che mi doveva regalare, sottolineandomi di non tenerlo sul comodino come mio solito, ma di iniziare a leggere… (Già sapeva che li tengo sul comodino…).
È come se la conoscessi da sempre, pur avendola vista solo in quell’istante, e che l’avessi rincontrata… Mi ha lasciato una serenità dentro che non so spiegare; una cosa è certa: era ed è PIENA DI GESÙ. Ringrazio LUI, e nostra Mamma Maria, per avermela fatta incontrare. La ricordo ovunque…  SPECIALMENTE nella recita del Santo Rosario.
Lei testimoniava LA VERITÀ, con tanta dolcezza. Credo che sapeva prendere tutti dal verso giusto… [Era] molto preparata in tutto. [Me ne rendo conto] leggendo adesso i suoi scritti; ma con me quel giorno ha usato la TENERA SEMPLICITÀ. Sprigionava gioia e te la trasmetteva tutta. (Emanuela)

Terminato il pranzo ci chiese di appartarci con lei in un angolo della sala perché voleva avere notizie della nostra famiglia, in particolare sulla salute di Ilaria, per la quale aveva pregato tanto per la sua complicata gravidanza. Ci chiese anche del lavoro di Pietro. Le sue parole furono una carezza al cuore, come una mamma fa con i propri figli. (Manuela e Riccardo)

Ho conosciuto Madre Elisabetta ed è nato interiormente in me un qualcosa che ancora non riesco a descrivere. Ricordo in un incontro a casa di S. – dove [la Madre] faceva una catechesi –, parlando mi chiese quanti anni avevo; le dissi la mia età, e mi rispose: «Potresti essere mio figlio». Avevo letto che [la Madre] era del ’41, mentre io [sono] del ’52. [Dunque, le] risposi: «Madre, con quei pochi anni di differenza che abbiamo potrei diventare un suo figlio spirituale». Mi rispose: «È quello che ti ho chiesto». Da quel giorno l’ho accolta nel cuore come Madre in tutti i sensi. Ho perso mia madre alla età di 13 anni; mio padre poi si è risposato e la seconda persona che ho accolto come madre mi ha lasciato quando avevo 61 anni. Ricordo che Madre Elisabetta era ricoverata in ospedale, e telefonavo per avere notizie. Un giorno mi squilla il telefono, rispondo e dico solo tre parole «DIMMI DI NO!», e ricevetti come risposta «Devo dirti di SÌ». Era il 12 luglio 2020: il mondo mi è crollato addosso per la terza volta ma anche Lei, [la Madre Elisabetta], mi ha aiutato a risollevarmi. Grazie ELISABETTA per l’amore materno che mi hai dato. (Roberto G.)

La Madre era una persona molto spirituale, ma anche con i piedi per terra; nei ragionamenti spiccioli si immedesimava sovente nei panni altrui (empatia in continuo) ed era compartecipe maternamente anche nelle piccole cose di ognuno che la conosceva. (Maddalena e Roberto)

Mi ricordo quando la Madre è stata accompagnata in automobile a casa nostra: Ilaria è entrata in macchina, e ciò che ricordo bene è stato quando la Madre – con un atteggiamento molto raccolto, e direi solenne – appoggiò la mano sul pancione di mia moglie come un gesto benedicente, protettivo. Le devo tanto perché è stata un dono speciale. (Ilaria e Massimiliano F.)

La Madre aveva un cuore buono e gentile, ti leggeva dentro e ti faceva sentire il suo amore materno e fraterno come se fossi suo figlio. (Andrea F.)

Preoccupata del futuro delle sue figlie [spirituali], aveva chiesto che in un futuro potessimo accoglierle noi. (Madre Imelda)

In occasione del funerale di padre Elia [M. Bruson, OFM Conv.], al termine della cerimonia, fummo avvicinati da padre B. che – oltre a donarci quattro medagliette dell’Immacolata benedette da padre Elia – ci comunicò il desiderio della Madre di assicurarci la continuità, se volevamo, facendoci seguire da uno dei padri del ramo maschile o da una sorella. Ci colpì la premura del suo cuore materno. (Manuela e Riccardo)

La Madre è stata per me esempio di amore materno incondizionato, una mamma celeste che ama e a cui basta uno sguardo per capire cosa c’è nell’animo dei suoi figli. (Annamaria L.)

Capace di stare nella comunicazione frontale ascoltando l’altro con la delicatezza attenta e profonda della mamma che sente i bisogni del figlio in cerca di consiglio. Ricordo che la sua voce aveva toni delicati, soavi e gentili quando si rivolgeva all’altro. Sempre attenta nel saper cogliere da un volto le necessità dell’altro così da chiedere con delicata azione l’incontro e parlare all’animo del fratello. (Magda L.)

Le mamme amano i loro bimbi e anche quelli degli altri, a Madre Maria Elisabetta Patrizi erano graditi i bambini, anche se rumorosi, li desiderava intorno a sé e chiedeva spesso di vederli di persona e, se non era possibile, almeno attraverso le foto. Personalmente ne abbiamo inviate parecchie, anche di belle realizzate dal fotografo in occasione di battesimi e Prime comunioni dei nostri quattro figli. Chi ama i familiari, i fratelli, le sorelle, il prossimo ama perché in loro vede il volto di Dio. E lei sapeva davvero vedere il volto di Dio in ciascuna persona che incontrava. La prima volta che la conoscemmo personalmente in una settimana spirituale (nel 2005) a Montecalvo Irpino (AV), avevamo portato con noi il figlioletto Giacomo, di pochi mesi. In quella occasione lei fu molto felice e disse che quella creatura così piccola e innocente era tempio dello Spirito Santo e quindi Dio era accanto a noi. Il suo sguardo, i suoi pensieri, le sue attenzioni, le sue parole riguardavano tutte le persone di cui veniva a conoscenza (faceva posto a tutti nel suo cuore). (Maddalena e Roberto)

Potrei dire tantissime cose che mi riguardano su Madre Elisabetta. Mi soffermo su alcune per me molto significative: come la prima volta che l’ho incontrata. Lei ha incrociato il mio sguardo e in qualche minuto ha letto tutto quello che custodivo gelosamente nel mio cuore, destando tutta la mia meraviglia!! (Come ha potuto??). Nel tempo ho ricevuto la risposta: la sua connessione con la Madre Celeste, Maria Ss.ma. Ogni incontro con lei è stato bellissimo, e ogni volta succedeva una cosa per me molto importante: appoggiava la sua mano sulla mia e in quel momento tutte le mie preoccupazioni – i pensieri negativi – sparivano; mi sentivo al sicuro, protetta, e devo dire che questa sensazione la provo ancora oggi. Nei momenti bui, [nei] momenti di angoscia, volgo lo sguardo ad una statuina della Madonnina che mi ha donato [la Madre Elisabetta] per un mio compleanno; e sento la sua mano – della Madre Elisabetta – sulla mia… e tutto il buio diventa luce. Grazie, Madre Elisabetta! (Lucia)

Madre Elisabetta aveva molteplici doni e virtù, che non riservava per sé ma riversava sul prossimo, desiderosa di trasmettere Cristo e l’Immacolata dal suo cuore al cuore altrui. E viceversa guardava al cuore degli altri, sempre pronta a cogliere la presenza di Cristo e dell’Immacolata. In questa pienezza dell’essere tutti siamo parti del TUTTO. A conferma diciamo che, in più occasioni, ci congedavamo da lei, con i volti radiosi, scambiandoci la frase “Uno in Cristo”. (Una mamma di famiglia)

Amicizia in Gesù, affetto, collaboratrice della gioia degli altri. (Dr. Gabriele)

Negli occhi della Madre ho sempre visto misericordia, speranza, amore; penso che sia questo uno degli esempi più terreni che avrò dell’amore di Dio; ogni giorno sono grata di averlo sperimentato. (Annamaria L.)

Madre Elisabetta Patrizi: un gigante, un dono inestimabile, celato da un abito monacale azzurro cielo e da un fazzoletto del medesimo colore, a incorniciare il volto radioso di una donna ormai in sedia a rotelle. Nulla più traspariva di primo acchito. Lei era semplicemente lì con te e per te. Nessuna traccia del suo essere stata una nobildonna di aristocratica famiglia; nessuna traccia della sua straordinaria cultura, della sua levatura spirituale, delle sue innumerevoli opere e attività. Tutto questo lo si poteva scoprire solo volendolo, e volendolo si scopriva e si capiva ogni cosa. Immediatamente. (Una mamma di famiglia)

Un giorno, mentre sfogliava il suo inseparabile breviario, sciupato dall’uso ma a lei tanto caro, ci disse con fervore: «Guardate quanto è bello il mio sposo!», mostrandoci un’immagine di Gesù. Il volto le si illuminò di una luce, che solo da un Amore trascendente può emanare. Era completamente pervasa da questo Amore e lo donava generosamente e senza riserve. (Una mamma di famiglia)

«Ti faccio la Tas», diceva Madre Elisabetta, che tradotto significava «Tomografia Assiale Spirituale». E la faceva. Al suo cospetto si aveva la sensazione di essere trasparenti perché era in grado di guardare l’anima nella sua essenza. Se serbavi nel cuore una preoccupazione per qualche questione o avevi una agitazione, un pensiero, una domanda, lei sapeva. Tutto era ben chiuso nella tua mente e nel tuo cuore; non proferivi parola; non esternavi i tuoi crucci; eppure lei, nel bel mezzo di una conferenza, al termine di una preghiera corale, durante un discorso generale rivolto ad una pluralità di uditori, era capace di darti la soluzione, il conforto, la risposta di cui esattamente in quel momento avevi bisogno. E lo faceva contemporaneamente per te e per quanti altri che, come te, in quel preciso contesto, avevano ciascuno la propria esigenza. (Una mamma di famiglia)

«Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me». Madre Elisabetta, inabitata da Dio e ispirata dall’Immacolata, vedeva Cristo in ogni fratello e sorella. In questa dimensione, propria dei santi, i sensi umani cedono il passo a quelli spirituali. Cristo, presente nella sua dolcissima sposa, riconosceva sé stesso negli altri, figli dello stesso Padre e membra del Suo stesso corpo. E Madre Elisabetta testimoniava in ogni istante della sua vita questa realtà e, piena di Dio, riversava amore, gioia, luce, speranza, pace. (Una mamma di famiglia)

Ricordiamo che fu un momento di grazia nell’assistere al rapporto speciale fraterno in Dio fra Madre Elisabetta e padre Elia [quando andammo ad Arriccia per trovare P. Elia]. Ci colpì la carità mariana con la quale custodiva la salute di padre Elia, avendo messo a sua disposizione sia la casa sia le sorelle che lo accudivano, fra cui una Sorella che era infermiera. A tale proposito ci vengono a mente le parole che ci disse il padre Guardiano del convento dove si trovava padre Elia a Roma, che contattammo per avere notizie sulla sua salute; era dicembre del 2001. Ci disse: «Sono grato a Madre Elisabetta e alle consorelle che si stanno prendendo cura di lui perché in Convento non l’avremmo potuto fare». Fu lui a darci il riferimento telefonico e così ci sentimmo per la prima volta con madre Elisabetta. (Manuela e Riccardo)

Entusiasta della sua scelta di Cristo, innamorata di Dio, ne parlava basandosi sulla sua ricca cultura teologica. (Madre Imelda)

Ricordo ancora che, malgrado la sua malattia, ogni giorno era votata a Dio e alla Madonna con profonda fede, obbedienza, forza spirituale e preghiera. (Andrea F.)

Nelle tante chiacchierate con Elisabetta tra lavoro e vita quotidiana, un giorno si confidò di come sin da ragazza l’unico suo Amore era Gesù. Quando comunicò alla famiglia di seguire il suo cuore e Gesù, ci furono inizialmente delle incomprensioni. Non era per lei una vita mondana, la sua anima l’aveva già donata. Elisabetta non ha mai dubitato che solo Lui voleva amare per sempre. Con la sua purezza di cuore e il suo amore veramente sincero verso Gesù ha vissuto autenticamente la propria vocazione.
In memoria della carissima Elisabetta (Elsa A.)

“Che dire della Madre Suor M. Elisabetta Patrizi, una donna di grande fede…. Ricordo bene in una conferenza parole molto forti; ad esempio, lei esclamò dicendo: “Non è la compagnia di stare insieme a gomito a gomito, ma è la preghiera che ci unisce e ci fa stare bene”. (Lidia A.)

Fede: sicura, tranquilla, coinvolgente. (Dr. Gabriele)

Ho conosciuto Maria Elisabetta Patrizi nel 1977 al Centro Romano di Sindonologia, da lei fondato insieme a Mons. Giulio Ricci. Da allora siamo state legate da una bellissima amicizia. Scelgo cinque parole per parlare di lei con grande affetto. La sua fede era fortissima e l’ha sostenuta nelle grandi prove che ha dovuto affrontare. Riponeva tutta la sua fiducia in Dio ed è stata ripagata da grandi soddisfazioni. (Prof.ssa Emanuela Marinelli)

Ricordo ancora che, malgrado la sua malattia, ogni giorno era votata a Dio e alla Madonna con profonda fede, obbedienza, forza spirituale e preghiera. (Andrea F.)

Tutte le volte che [la Madre Maria Elisabetta] veniva al convento mi fermavo a parlare con lei chiedendo consigli su mille problemi che in quei momenti avevo e ho trovato sempre in lei la disponibilità all’ascolto. La sua bontà e la sua gentilezza ti entravano dentro lasciandoti una sensazione di serenità e pace. In tutto questo ho avvertito in lei una grande fede. (Italo)

La fede che la Madre ha trasmesso e continua a trasmettere a tutti, è la prova di come la vera Fede arrivi sempre nei cuori di ognuno di noi. (Annamaria L.)

Le sue preghiere sono davvero molto efficaci, io Lidia A. ho avuto modo di parlare ed esprimermi apertamente con lei; ho avuto consigli saggi; abbiamo pregato insieme da lontano per un mio bisogno familiare ed è lì che ho trovato la luce in fondo al tunnel… (Lidia A.)

Era intrisa di profondo abbandono in Dio, fiduciosa di essere ascoltata quando le si affidava una intenzione di preghiera, una necessità, il bisogno di una grazia. (Madre Imelda)

«Quelle poche volte che ho potuto parlare con Madre Maria Elisabetta sono stata sempre accolta con gentilezza e amore fraterno, dandomi consigli di speranza, assicurandomi la sua preghiera». (Bruna)

Per Madre Elisabetta il tempo era un dono prezioso e ne ha impiegato ogni istante senza sciuparlo. Pregava incessantemente e offriva ogni sua sofferenza a beneficio dell’umanità. Era una sapientissima e feconda autrice; conferenziera instancabile; missionaria nel mondo. Si è totalmente spesa per partecipare il suo speciale rapporto con Cristo e con l’Immacolata a tutti i fratelli e le sorelle. Chiamata a realizzare un’opera di grandiosa evangelizzazione, con l’aiuto della Madonna, ha utilizzato tutti i suoi talenti per questo scopo celeste. (Una mamma di famiglia)

In due occasioni abbiamo avuto la gioia di poterla ospitare [= la Madre]; ciò che ricordiamo in particolare di questi due incontri lo condividiamo in questi flash: ricordiamo che si svegliava molto presto e andava a pregare in un angolo del tinello dove abbiamo allestito un altarino per la Madonna. (Manuela e Riccardo)

Gioia dei sentimenti, sguardo interiore concreto, sguardo sugli altri misericordioso ma esigente. (Dr. Gabriele)

Sguardo limpido, traspariva la semplicità del bambino del Vangelo. Sorriso e atteggiamento di gioia costante. (Madre Imelda)

Abbiamo conosciuto Madre Maria Elisabetta Patrizi alla fine del 2016, quando soggiornava presso la residenza Mancini di Arcinazzo Romano. La Madre fece la sua conferenza e rimanemmo colpiti dalla gioia che traspariva da tutte le Sorelle. Al termine, con nostra grande meraviglia, fummo chiamati a colloquio dalla Madre, la quale voleva parlare proprio con noi! Con una certa titubanza ci avviammo verso la stanza dove la Madre si era ritirata… La Madre ci accolse con il suo splendido sorriso, che era la cosa che più ci aveva colpito, e parlammo di noi, della nostra famiglia, del nostro lavoro, del nostro parroco don Antonio Persili, deceduto nel 2011. Prima di salutarci, guardando Fortunato, la Madre gli disse: “Fortunato, tu ti sei riavvicinato da poco alla fede…”. La nostra meraviglia fu grande, perché la Madre aveva detto il vero… (Simonetta e Fortunato)

Un giorno, mentre ammirava una rosa posta sull’altare, cominciò a parlare dando voce al fiore. «Ti sono grata, Signore, perché sono stata colta per essere posta qui ad adornare la tua mensa». Madre Elisabetta coglieva l’immanenza dell’opera divina in ogni creatura e in ogni circostanza. Per questo viveva in una dimensione di perenne gratitudine, ringraziando e lodando Dio per tutti i suoi doni. (Una mamma di famiglia)

«Ti faccio la Tas», diceva Madre Elisabetta, che tradotto significava «Tomografia Assiale Spirituale». E la faceva. Al suo cospetto si aveva la sensazione di essere trasparenti perché era in grado di guardare l’anima nella sua essenza. Se serbavi nel cuore una preoccupazione per qualche questione o avevi una agitazione, un pensiero, una domanda, lei sapeva. Tutto era ben chiuso nella tua mente e nel tuo cuore; non proferivi parola; non esternavi i tuoi crucci; eppure lei, nel bel mezzo di una conferenza, al termine di una preghiera corale, durante un discorso generale rivolto ad una pluralità di uditori, era capace di darti la soluzione, il conforto, la risposta di cui esattamente in quel momento avevi bisogno. E lo faceva contemporaneamente per te e per quanti altri che, come te, in quel preciso contesto, avevano ciascuno la propria esigenza. (Una mamma di famiglia)

Forza: Indomabile, felice, gentile. (Dr. Gabriele)

Ricordo ancora che, malgrado la sua malattia, ogni giorno era votata a Dio e alla Madonna con profonda fede, obbedienza, forza spirituale e preghiera. (Andrea F.)

A nostra memoria, e secondo noi, la Madre ha vissuto in modo eroico la propria malattia, la cui gravità ci fu resa nota attraverso una foto… e questo ci ha rimandato indietro nel tempo pensando ai vari incontri che abbiamo avuto con lei in cui non ha mai manifestato segnali di sofferenza nemmeno nei più piccoli gesti, mantenendo sempre il suo sorriso, la sua pace la sua disponibilità verso gli altri. (Manuela e Riccardo)

Una delle prime volte che vidi [Madre Maria Elisabetta], ricordo che facevamo meditazione sul momento dell’Annunciazione e la Madre mi aveva inebriata con le sue parole. Avevo mia figlia Anna tra le braccia di circa otto mesi [d’età], credo. Mi venne offerta una caramella e dopo qualche minuto iniziai a tossire (forse [la caramella] era andata di traverso). La Madre con la sua compostezza gentile si rivolse a me sorridendo [e] mi disse semplicemente di respirare. Io lo feci [e] passò tutto. La mia paura e agitazione furono placate in un attimo dalla gentile forza amorevole di Madre Elisabetta. Più tardi mi chiamò vicina a lei e scambiammo qualche parola; fu molto gentile con me [ed] io la ringraziai. Non ho mai dimenticato quel momento: è stato come rinascere.
Grazie Madre. (Benedetta M.)

Quando ancora non aveva avviato la fondazione, mi colpiva come viveva la sua obbedienza alle parole del direttore spirituale e all’orario stabilito. Quando veniva nella nostra comunità a parlare alle postulanti sul Cuore di Cristo, interrompeva la conversazione all’orario stabilito e rientrava in casa. (Madre Imelda)

Ricordo ancora che, malgrado la sua malattia, ogni giorno era votata a Dio e alla Madonna con profonda fede, obbedienza, forza spirituale e preghiera. (Andrea F.)

Ricordiamo che dopo aver pranzato, [la Madre] chiese ad una consorella un po’ d’acqua, dicendo: “Basta così altrimenti non la finisco”, e questo ci fece capire l’uso attento dei doni di Dio anche nel non sprecare una goccia d’acqua. (Manuela e Riccardo)

Ci ha sempre colpiti la sua attenzione ai luoghi, alle bellezze naturali, storiche, artistiche. Sapeva contemplare i paesaggi che Dio ha preparato per noi e ci poneva di continuo all’attenzione che tutta questa bellezza era da gustare, per ringraziare e lodarne il Sommo Artefice. (Maddalena e Roberto)

Un giorno, mentre ammirava una rosa posta sull’altare, cominciò a parlare dando voce al fiore. «Ti sono grata, Signore, perché sono stata colta per essere posta qui ad adornare la tua mensa». Madre Elisabetta coglieva l’immanenza dell’opera divina in ogni creatura e in ogni circostanza. Per questo viveva in una dimensione di perenne gratitudine, ringraziando e lodando Dio per tutti i suoi doni. (Una mamma di famiglia)

Abbiamo conosciuto Madre Elisabetta di persona a giugno 2002 quando andammo a trovare – insieme ad una milite [dell’Immacolata] – padre Elia, ospitato in convalescenza presso la comunità della Madre nella residenza di Ariccia. Per andarlo a trovare ci eravamo organizzati con il pranzo a sacco; appena arrivati, dopo esserci presentati, Madre Elisabetta ci disse immediatamente che eravamo loro ospiti per il pranzo. Fu un pranzo da giorno di festa, ci fu offerto anche il gelato che per loro era un fatto fuori dal consueto, noi ci sentimmo in imbarazzo e capimmo anche da questo come vivessero la povertà, e questo ci dette occasione di riflettere anche nel viaggio di ritorno insieme alla milite che era con noi. (Manuela e Riccardo)

Non si vantava delle sue nobili origini, della sua cultura, delle conoscenze che aveva con persone ragguardevoli. Parlando con lei metteva le persone a proprio agio, faceva vivere il senso di fraternità (sororità). (Madre Imelda)

Madre Elisabetta Patrizi: un gigante, un dono inestimabile, celato da un abito monacale azzurro cielo e da un fazzoletto del medesimo colore, a incorniciare il volto radioso di una donna ormai in sedia a rotelle. Nulla più traspariva di primo acchito. Lei era semplicemente lì con te e per te. Nessuna traccia del suo essere stata una nobildonna di aristocratica famiglia; nessuna traccia della sua straordinaria cultura, della sua levatura spirituale, delle sue innumerevoli opere e attività. Tutto questo lo si poteva scoprire solo volendolo, e volendolo si scopriva e si capiva ogni cosa. Immediatamente. (Una mamma di famiglia)

Una delle virtù della Madre fu l’umiltà, che viveva come una seconda chiamata. Mi scriveva nelle sue lettere che l’umiltà è quella virtù su cui dobbiamo poggiare le altre virtù – una donna innamorata della Madonna, che cercava di imitare in ogni cosa. (P. Giovanni B.)

Amo definire la Madre come una piccola grande donna sempre piena di gioia nel cuore e di parole di speranza per tutti; non aveva niente ma quel niente per me era tutto. Parlare con lei era catartico, ti liberava dal male e ti riconciliava con Dio. (Andrea F.)

Madre Maria Elisabetta era dotata di spirito umoristico, il suo sorriso era contagioso e amava raccontare, ma anche ascoltare aneddoti e barzellette in un contesto di sana allegria, si divertiva a vedere scenette  in un  teatro fatto in casa, allestito alla spicciolata con mezzi di fortuna, con attori e attrici improvvisati, meglio se bambini: ricordiamo la rappresentazione della nascita di Gesù (un bambolotto che nostra figlia Caterina aveva portato con sé) a Natale a Foligno, non ricordiamo l’anno ( 2007?). Sapeva apprezzare oltre alla buona compagnia, anche il buon cibo. A un gioco di tombola vincemmo una scatola di “torrone al pistacchio” proveniente dal Libano e lei ci disse che eravamo stati fortunati, perché era un dolce pregiato. (Maddalena e Roberto)

Equilibrio, modestia, simpatia, apertura agli altri. (Dr. Gabriele)

Abbiamo conosciuto Madre Maria Elisabetta Patrizi alla fine del 2016, quando soggiornava presso la residenza Mancini di Arcinazzo Romano. La Madre fece la sua conferenza e rimanemmo colpiti dalla gioia che traspariva da tutte le Sorelle. Al termine, con nostra grande meraviglia, fummo chiamati a colloquio dalla Madre, la quale voleva parlare proprio con noi! Con una certa titubanza ci avviammo verso la stanza dove la Madre si era ritirata… La Madre ci accolse con il suo splendido sorriso, che era la cosa che più ci aveva colpito, e parlammo di noi, della nostra famiglia, del nostro lavoro, del nostro parroco don Antonio Persili, deceduto nel 2011. Prima di salutarci, guardando Fortunato, la Madre gli disse: “Fortunato, tu ti sei riavvicinato da poco alla fede…”. La nostra meraviglia fu grande, perché la Madre aveva detto il vero… (Simonetta e Fortunato)

Cultura: teologia spirituale incarnata, scritturistica, linguistica. (Dr. Gabriele)

Madre Maria Elisabetta ha vissuto una profonda Spiritualità Mariana, guardando a Lei come via sicura che porta a Gesù, suo sposo. Nella Madonna trova fonte di ispirazione e consolazione, lasciando numerosi scritti che offrono una profonda riflessione sulla figura della Immacolata. Durante tutta la sua vita volta tutta alla santità, è stata una mistica in connessione con la Vergine Maria, come posso dare testimonianza. (Luigi M.)

Quello che più mi ha colpito della Madre è la sua cultura: aveva una preparazione enciclopedica; autrice di molti libri, scritti in maniera minuziosa. Vicino a lei si respirava un’aria mistica e, dopo ogni incontro, il cuore era pieno di gioia. (Monia R.)

Sin dal primo momento sono rimasta affascinata dalla cultura e dalla dialettica della Madre. La cultura così come utilizzata da lei aveva una funzione fondamentale: cioè, IL FARSI ASCOLTARE… era bello sentire le sue parole così composte e penetranti, umili e forti nello stesso momento. Per me vedere cultura e fede così unite è stato un grande regalo dello Spirito Santo. Grazie Madre Elisabetta. (Benedetta M.)

Ho conosciuto Maria Elisabetta Patrizi nel 1977 al Centro Romano di Sindonologia, da lei fondato insieme a Mons. Giulio Ricci. Da allora siamo state legate da una bellissima amicizia. Scelgo cinque parole per parlare di lei con grande affetto. Ho sempre avuto un’enorme ammirazione per la sua cultura. Parlava varie lingue e spaziava con competenza in vari ambiti culturali, ma sempre con estrema modestia. Un esempio da imitare! (Prof.ssa Emanuela Marinelli)

La Madre aveva una profonda cultura e le sue opere scritte lo dimostrano. Una vita intera spesa sul mistero della Sacra Sindone che culminò in un libro che affronta il tema sia dal punto di vista religioso che scientifico, oltre a tutte le pubblicazioni su Maria. (Andrea F.)

Suor Elisabetta è stata spesso ospite del convento pigliese di San Lorenzo, dove ha tenuto conferenze di mariologia al gruppo della Milizia dell’Immacolata intitolato al venerabile Pignalberi e ha presentato i suoi libri, uno dei quali dedicato proprio al rapporto tra Pignalberi e Massimiliano Kolbe. Donna dalla ricca formazione umanistica, storica, letteraria e teologica, animata da ardore apostolico e missionario, suor Maria era fragile nel corpo ma forte nello spirito.  Oggi queste “virtù” siano, ora, per te Madre Elisabetta nel Regno del Padre, perle di eterna gloria. Questa è la corale e fervente preghiera di Anna Maria A., di Giorgio Alessandro P. e di quanti ti conobbero. (Anna Maria A. e Giorgio Alessandro P.)

Ricordiamo la meticolosa preparazione delle sue conferenze, dove affrontava impeccabilmente argomenti teologici e non solo, che illuminavano i partecipanti. In particolare durante le conferenze sapeva trasmettere la sua corrispondenza diretta, il legame indelebile con Cristo e con Maria Immacolata. Pretendeva giustamente che chi partecipava fosse puntuale, attento e attivo, ma per il rispetto collettivo di tutti. (Maddalena e Roberto)

Per Madre Elisabetta il tempo era un dono prezioso e ne ha impiegato ogni istante senza sciuparlo. Pregava incessantemente e offriva ogni sua sofferenza a beneficio dell’umanità. Era una sapientissima e feconda autrice; conferenziera instancabile; missionaria nel mondo. Si è totalmente spesa per partecipare il suo speciale rapporto con Cristo e con l’Immacolata a tutti i fratelli e le sorelle. Chiamata a realizzare un’opera di grandiosa evangelizzazione, con l’aiuto della Madonna, ha utilizzato tutti i suoi talenti per questo scopo celeste. (Una mamma di famiglia)

Ho conosciuto la Madre Maria Elisabetta troppo tardi, purtroppo! Per comprenderne il profilo inizialmente mi sono basato sulle testimonianze delle altre persone che la frequentavano da molto più tempo di me: emergeva la sua essenza luminosa e caritatevole; successivamente, nella frequentazione potevo abbeverarmi alle sue opere di scienza teologica e di altri contenuti e tematiche vive cristiane (attraverso la lettura dei libri editi dalla stessa Madre) e alle sue catechesi lucide e penetranti, rese con semplicità e ardore mariano e caritatevole. Le sue azioni, comportamenti e atteggiamenti, erano orientati all’insegnamento avanzato di vita cristiana, di accoglimento e amore puro verso la Regina Madre [Maria Ss.ma], e Dio, trasferito in maniera egregia agli altri con amore sincero e coinvolgente, espressione della sua vocazione, carisma, tenacia e volontà sapienziale. (Angelo)

In Madre Maria Elisabetta Patrizi, una profonda e vasta cultura si univa ad una fede salda e ad un ardente zelo apostolico. Con sapienza, fervore e grazia, seppe comunicare il Vangelo alle successive generazioni, rendendolo non solo intellegibile, ma vivo e operante nei cuori. (Stefano P.)

Madre Maria Elisabetta ha vissuto una profonda Spiritualità Mariana, guardando a Lei come via sicura che porta a Gesù, suo sposo. Nella Madonna trova fonte di ispirazione e consolazione, lasciando numerosi scritti che offrono una profonda riflessione sulla figura della Immacolata. Durante tutta la sua vita volta tutta alla santità, è stata una mistica in connessione con la Vergine Maria, come posso dare testimonianza. (Luigi M.)

In Cristo e pienamente affidata all’Immacolata. Questa la spiritualità e la vita di Madre Elisabetta Patrizi. (Una mamma di famiglia)

Ricordo ancora che, malgrado la sua malattia, ogni giorno era votata a Dio e alla Madonna con profonda fede, obbedienza, forza spirituale e preghiera. (Andrea F.)

In occasione del ventennale della fondazione dell’Ordine, Madre Elisabetta ci volle ospitare all’evento che era stato organizzato. In quella circostanza fummo colpiti dal gruppo di suore e soprattutto dalla presenza del ramo maschile. Come per le prime, anche i giovani sacerdoti portavano l’imprinting della Madre: una marianità spiccata nel fare, nel parlare, nel rapportarsi con gli altri, un’amabilità che li differenziano da altri sacerdoti appartenenti ad ordini diversi. In due occasioni abbiamo avuto la gioia di poterla ospitare [= la Madre]; ciò che ricordiamo in particolare di questi due incontri lo condividiamo in questi flash: ricordiamo che si svegliava molto presto e andava a pregare in un angolo del tinello dove abbiamo allestito un altarino per la Madonna. (Manuela e Riccardo)

Ho incontrato, varie volte, Madre Elisabetta Patrizi qui a Piglio e altrove […]. Tre anime hanno attraversato la sua vita: la spiritualità del Carmelo; quella francescana; e quella mariano-kolbiana, strettamente legate tra loro in una mirabile simbiosi. La spiritualità carmelitana ha dato la prima impronta alla sua vita; poi quella francescano-mariana, trasmessa tramite il contatto con il Venerabile P. Quirico Pignalberi e P. Elia Bruson: attingendo a queste fonti di spiritualità, si è nutrita per tutto il tempo della sua vita e le ha inculcate, con la parola e con l’esempio, nei figli e figlie spirituali […]. (P. Angelo d.G.)

Suor Elisabetta è stata spesso ospite del convento pigliese di San Lorenzo, dove ha tenuto conferenze di mariologia al gruppo della Milizia dell’Immacolata intitolato al venerabile Pignalberi e ha presentato i suoi libri, uno dei quali dedicato proprio al rapporto tra Pignalberi e Massimiliano Kolbe. Donna dalla ricca formazione umanistica, storica, letteraria e teologica, animata da ardore apostolico e missionario, suor Maria era fragile nel corpo ma forte nello spirito. Oggi queste “virtù” siano, ora, per te Madre Elisabetta nel Regno del Padre, perle di eterna gloria. Questa è la corale e fervente preghiera di Anna Maria A., di Giorgio Alessandro P. e di quanti ti conobbero. (Anna Maria A. e Giorgio Alessandro P.)

Priva di pensieri di condanna, parlava delle sue vicende con atteggiamento di perdono. Esprimeva sempre pensieri positivi nei confronti delle persone, senza rancori o recriminazioni. (Madre Imelda)

Gioia dei sentimenti, sguardo interiore concreto, sguardo sugli altri misericordioso ma esigente. (Dr. Gabriele)

Negli occhi della Madre ho sempre visto misericordia, speranza, amore; penso che sia questo uno degli esempi più terreni che avrò dell’amore di Dio; ogni giorno sono grata di averlo sperimentato. (Annamaria L.)

IV voto di consacrazione a Dio attraverso l’Immacolata: sincero, continuo, fruttifero. (Dr. Gabriele)

Diceva sempre che «bisogna farsi piuma», lasciar muovere ogni nostro passo dallo Spirito Santo perché si realizzi il meraviglioso disegno che Dio ha per ciascuno di noi. Era capace di delineare, con parole di una semplicità disarmante, quella che dovrebbe essere la filosofia di ogni uomo, pellegrino su questa terra e destinato alla vita eterna. (Una mamma di famiglia)

Il giorno 18 novembre del 2019 eravamo stati invitati [dalla Madre Maria Elisabetta] con padre Andrea M., Assistente M.I. Toscana. Quando arrivammo, in mattinata, [la Madre] ci fece il dono d’incontrarci per parlare della realtà della Milizia [di Maria Immacolata], e lei tenne una preziosissima conversazione sull’annosa questione tra “affidamento” e “consacrazione” all’Immacolata. Il suo parlare rivelava una competenza approfondita sul tema, appoggiandosi agli scritti di padre Kolbe e non solo, dimostrando una profonda conoscenza e cultura. Ciò che ci colpì in modo particolare fu che padre Andrea, convinto sostenitore del termine “affidamento”, rimase colpito dalle sue argomentazioni [tanto] che terminò nel rivedere la sua iniziale posizione. Ricordiamo che dopo aver pranzato, [la Madre] chiese ad una consorella un po’ d’acqua, dicendo: “Basta così altrimenti non la finisco”, e questo ci fece capire l’uso attento dei doni di Dio anche nel non sprecare una goccia d’acqua. Terminato il pranzo ci chiese di appartarci con lei in un angolo della sala perché voleva avere notizie della nostra famiglia, in particolare sulla salute di Ilaria, per la quale aveva pregato tanto per la sua complicata gravidanza. Ci chiese anche del lavoro di Pietro. Le sue parole furono una carezza al cuore, come una mamma fa con i propri figli. (Manuela e Riccardo)

In Cristo e pienamente affidata all’Immacolata. Questa la spiritualità e la vita di Madre Elisabetta Patrizi. (Una mamma di famiglia)

Era intrisa di profondo abbandono in Dio, fiduciosa di essere ascoltata quando le si affidava una intenzione di preghiera, una necessità, il bisogno di una grazia. (Madre Imelda)

Una premessa: Credo che per “dire” una persona, con uno sguardo pur sintetico, occorre tener conto dei suoi pregi, dei doni ma anche dei limiti, dei difetti. Perché questo ciascuno di noi è: impasto di grazia e peccato, desiderio di santità e constatazione del nostro limite, dei danni dei nostri peccati. Per questo vedrei bene che qualcuno – con la dovuta carità cristiana – potesse dire di Madre Elisabetta anche qualche sua fragilità, dovuta alla povera creaturalità che tutti condividiamo. Per es., di san Francesco si può affermare che in certi frangenti è stato un uomo istintivo, che la collera lo ha visitato. E così la critica verso chi non voleva vivere l’ideale. Credo che una santità “incarnata” la sentiamo tutti più vera, perché parte dalla “pasta” di cui siamo fatti. E ci fa sentire di essere tutti sulla stessa strada tra “una santità desiderata e una povertà offerta”.
Unione con Dio: L’unione con Dio è qualcosa di così intimo che è difficile poterla esprimere in un’altra persona. Si possono solo cogliere dei “segni” che la evidenziano e confermano. In Madre Elisabetta, uno dei segni che ho trovato è il suo colloquio con il Signore. Mi diceva: “Consegnami una tua preoccupazione – senza bisogno che mi dici quale – e la presento al Signore attraverso Maria”. Ho colto così in lei la persona che nel colloquio filiale con il Signore sapeva portargli le varie situazioni. Ho così dedotto che era persona spesso in colloquio con il Signore, provandone e trovando familiarità, quasi facilità di accesso. Così che portava anche altri in questo spazio domandando aiuto per l’uno o per l’altro, per questa o quella necessità. Un po’ come noi che quando siamo in confidenza con qualcuno che sentiamo importante, avvertiamo interiormente la libertà di potergli chiedere aiuto con tanta fiducia. Lei ha avuto questo “filo diretto” con il Signore, certamente frutto della preghiera, del tempo “sprecato” per Lui. (Un frate minore conventuale)

Ho conosciuto la Madre Maria Elisabetta troppo tardi, purtroppo! La sua caratteristica principale ad un primo approccio e nel proseguo dell’interrelazione era il suo sorriso aperto, scrutante, penetrante e profetico che restituiva attraverso la sua parola di verità, la visione lucida individuata e definita in una dimensione al di là dello spazio e del tempo, da Lei conosciuta, agita, interrogata… in momenti di ispirazione proveniente dallo Spirito Santo donata alle anime come quella della Madre: semplici, umili, divinizzate, puri templi della SS. Trinità, avvolte dal Padre celeste. La sua operosità caritatevole era concreta, quanto la sua preghiera e i suoi ardori di mistica profetica che portavano a consigli elargiti con passione decisa. (Angelo)

In uno di questi incontri della M.I. di Firenze, che lei [= Madre Maria Elisabetta] presidiò, sentimmo un gradevolissimo profumo di fiori che non sfuggì anche ai presenti, una presenza del Divino particolare. (Manuela e Riccardo)

Volontà di Dio: disponibile alla volontà di Dio. (Madre Imelda)

«Ti faccio la Tas», diceva Madre Elisabetta, che tradotto significava «Tomografia Assiale Spirituale». E la faceva. Al suo cospetto si aveva la sensazione di essere trasparenti perché era in grado di guardare l’anima nella sua essenza. Se serbavi nel cuore una preoccupazione per qualche questione o avevi una agitazione, un pensiero, una domanda, lei sapeva. Tutto era ben chiuso nella tua mente e nel tuo cuore; non proferivi parola; non esternavi i tuoi crucci; eppure lei, nel bel mezzo di una conferenza, al termine di una preghiera corale, durante un discorso generale rivolto ad una pluralità di uditori, era capace di darti la soluzione, il conforto, la risposta di cui esattamente in quel momento avevi bisogno. E lo faceva contemporaneamente per te e per quanti altri che, come te, in quel preciso contesto, avevano ciascuno la propria esigenza. (Una mamma di famiglia)

Negli occhi della Madre ho sempre visto misericordia, speranza, amore; penso che sia questo uno degli esempi più terreni che avrò dell’amore di Dio; ogni giorno sono grata di averlo sperimentato. (Annamaria L.)

«Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me». Madre Elisabetta, inabitata da Dio e ispirata dall’Immacolata, vedeva Cristo in ogni fratello e sorella. In questa dimensione, propria dei santi, i sensi umani cedono il passo a quelli spirituali. Cristo, presente nella sua dolcissima sposa, riconosceva sé stesso negli altri, figli dello stesso Padre e membra del Suo stesso corpo. E Madre Elisabetta testimoniava in ogni istante della sua vita questa realtà e, piena di Dio, riversava amore, gioia, luce, speranza, pace. (Una mamma di famiglia)

La Madre Elisabetta Patrizi, donna di profonda spiritualità, nota conferenziere e teologa in tutto il mondo! È vissuta nell’abbandono di Dio. Ciò che per lei contava era l’unione con Dio [e] sopportava le tribolazioni con gioia e con spirito di fede. Posso testimoniare che la Madre Elisabetta mi aiuta, mi protegge, mi guida ed è sempre con me, come mi promise durante un colloquio con lei… Mi disse che mi avrebbe aiutato e protetto sempre, ed avrebbe pregato dal Cielo perché io diventassi sacerdote.
Grazie Madre! (Fra Domenico G. Mercedario)

Una donna che merita tanta grazia dal Signore Gesù, nella sua vita non ha mai conosciuto rancore e odio per nessuno anche se è stata trattata male, sempre premurosa e affettuosa per e con tutti… Sono davvero certa che è nella patria celeste del paradiso. PACE, PACE, PACE A LEI. Amen. (Lidia A.)

Priva di pensieri di condanna, parlava delle sue vicende con atteggiamento di perdono. Esprimeva sempre pensieri positivi nei confronti delle persone, senza rancori o recriminazioni. (Madre Imelda)

Ho conosciuto Maria Elisabetta Patrizi nel 1977 al Centro Romano di Sindonologia, da lei fondato insieme a Mons. Giulio Ricci. Da allora siamo state legate da una bellissima amicizia. Scelgo cinque parole per parlare di lei con grande affetto. Grande esperta della Sacra Sindone, ci ha consegnato un ponderoso volume, De Sindone: Nova et Vetera (Tau 2018), un compendio storico e scientifico con contenuti inediti. Un testo basilare per chiunque voglia avvicinarsi alla sindonologia. (Prof.ssa Emanuela Marinelli)

Per Madre Elisabetta il tempo era un dono prezioso e ne ha impiegato ogni istante senza sciuparlo. Pregava incessantemente e offriva ogni sua sofferenza a beneficio dell’umanità. Era una sapientissima e feconda autrice; conferenziera instancabile; missionaria nel mondo. Si è totalmente spesa per partecipare il suo speciale rapporto con Cristo e con l’Immacolata a tutti i fratelli e le sorelle. Chiamata a realizzare un’opera di grandiosa evangelizzazione, con l’aiuto della Madonna, ha utilizzato tutti i suoi talenti per questo scopo celeste. (Una mamma di famiglia)