Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.
Che l’Immacolata, nello Spirito Santo di cui ci ottiene la dolce azione, ci aiuti a scegliere sempre la Volontà di Dio... che è Amore, sempre e solo Amore!
Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63
«Senti, Amore, come potrei ardere notte e giorno, per quanto possa, creatura e per partecipazione, si intende, del tuo Amore e dei tuoi ardenti desideri nel “tabernacolo”, cioè nel tuo Cuore Eucaristico, se tu non mi partecipassi ciò che ti è più intimo: il tuo Spirito e questa dimensione particolare del tuo Mistero? Ma nemmeno potrei “credere” nella tua Divinità senza il dono del Padre”.
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
«Il punto di partenza della loro “comunione” [di P. Kolbe e Santa Teresa di Gesù Bambino], oltre alla “vita in Cristo”, va a nostro avviso ravvisato nell’esperienza della bontà e della potenza di Maria. Questa avvenne, per entrambi, assai presto, all’età in cui tutto si imprime “indelebilmente” e non si scorda più».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 188
Maria Immacolata, inoltre, non è forse anche la pacifica condottiera, ma anche Colei che è in stato di inimicizia perenne contro il Maligno? Colei, che più di chiunque è rivestita dell’armatura di Dio, cioè di una santità inespugnabile? Noi tutti siamo chiamati a seguirla e a imitarla, poiché Lei è la perfetta attuazione d Cristo nell’umanità.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 152
«Persino la data del 14 agosto misteriosamente li accomuna: in quel giorno, nel 1921, viene firmato il decreto delle virtù eroiche di Teresa... vent’anni dopo, proprio in quello stesso giorno, Kolbe viene ucciso con una iniezione di acido. Aveva consegnato sé stesso – come Gesù – al posto di un altro prigioniero ed era stato rinchiuso, con altri nove condannati, per due settimane intere nel bunker della fame».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
Entrò e si sviluppò in San Massimiliano, la consapevolezza, sempre più precisa e più grande, che l’Immacolata era Colei che più poteva agire, in noi e su noi e con noi, per portare la Salvezza di Cristo... così come, storicamente, aveva fatto nel tempo. Affidarsi, dunque, a Lei... donarsi a Lei... consacrarsi a Dio con Lei, attraverso di Lei, “in” Lei, cioè nello Spirito Santo e Santificatore, che tutta la inabita e La possiede.
Lettera circolare del 25 febbraio 1992, n. 8, p. 13
Chi l’aveva introdotta [= santa Teresina] così bene e così a fondo nel cuore di Dio? Certamente solo lo Spirito di Dio che conosce le cose di Dio. L’umiltà e la confidenza di Teresa hanno attirato Dio in lei, ma certamente anche la Piena di Grazia [= Maria Ss.ma], a cui fin dall’inizio del manoscritto [Teresa] aveva chiesto di guidarle la mano».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 758
Per i francescani la Pasqua - nell’aspetto di croce e di gioia - deve essere la radice delle scelte e la chiave di lettura di ogni analisi. Forse questo ci voleva dire la stigmatizzazione e la morte nuda di Francesco… reso, però, moltitudine e gloria.
Miscellanea, p. 89
«Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».
Oblatio vitae, n. 16 [p. 32]
Siamo pagani. Abbiamo bisogno di ascoltare l’appello di Francesco alla “penitenza”, oggi non meno di allora… o dell’Immacolata a Lourdes e a Fatima… “Convertitevi”, e di Massimiliano Kolbe. Ma tutto ciò non lo aveva già detto il Precursore [san Giovanni Battista] e Gesù stesso? Sì, ma va ripetuto ad ogni generazione perché siamo tutti peccatori per nascita e bisognosi di conversione… ogni giorno…
Miscellanea, p. 98
«Dio da sapiente pedagogo, ci manda Gesù incarnato, vero uomo per riempire i nostri piccoli cuori di un modo divino di amare».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Dove viene celebrata l’Eucaristia, si repete questo dono. “Ecco io dono tutto me stesso a te, [ci dice Gesù]. Ti amo talmente che desidero che tu mi mangi, perché il mio Cuore diventi il tuo. Perché tu uomo possa amare in un modo divino”».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Gesù, proprio perché ha preso nel seno di Maria un’umanità autentica, un corpo, come il nostro, ha anche un cuore; questo cuore, dice il Concilio, con cui Gesù ci ha amato, con cuore umano… Era necessario che Dio-Amore amasse al modo nostro, perché noi diventassimo capaci di amare al modo suo».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
Maria Immacolata è già la perfetta realizzazione della umanità teomorfa e relazionale alla Trinità e noi guardiamo a Lei e ricorriamo al suo materno aiuto.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 9
Spero che ciascuno/a di noi, acceso/a dall’Amore, arda di Luce e così: “... nos spirituales Coeli facti, in nobis sit habitatio tua” (= “Noi resi cieli spirituali, in noi sia la tua dimora”). Sì, come Maria Immacolata, la perfetta "proprietà di Dio " (Es 19,5), la perfetta attuazione di Israele!
L’eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 206
«Vogliamo domandarci, ma il cuore di Gesù, com’era? È chiaro, amici, che non parlo del muscolo cardiaco. È uguale al nostro da quel lato anatomico. Non parlo neanche del cuore romantico semplicemente nel senso di sentimenti. La Bibbia quando usa la parola “cuore”, sappiamo che intende la sede della volontà. Direi quella parte segreta, intima, profonda di ciascuno di noi, dove prendiamo delle decisioni note a Dio solo e a noi. Direi quella camera intima, segreta dove nessuno ha il diritto di entrare. Dove Dio stesso entra quasi in punta di piedi, tanto è il rispetto che ha per noi e la nostra libertà che Egli ci ha dato».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Quanto poco si parla, oggi, (anche da parte dei Sacerdoti e dei Religiosi) di questa tremenda tenzone, o lotta, che è la nostra vita: siamo in prova e prova unica e irreversibile e nessuno, quasi, ci avverte. Occorre luce!... Non sprechiamo più un attimo!».
Oblatio vitae, n. 6 [pp. 13-14]
Quarant’anni dopo la proclamazione del dogma [dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria] nasceva Raimondo Kolbe, a Zdunska Wola, l’8 gennaio 1894. (Da religioso prenderà il nome di Massimiliano Maria). Padre Kolbe sarà il grande apostolo e cantore dell’Immacolata, fondatore della “Milizia dell’Immacolata”…
(Sinfonia Mariana)
È [Maria], nell’intuizione di Francesco, lo strumento prescelto dalla Ss.ma Trinità per la salvezza e la perfetta santificazione degli uomini e quindi la Madre di ogni bontà che ci ha ottenuto la misericordia.
Miscellanea, p. 30
«Crocifissa con Cristo… su tutta la latitudine della terra… non “ludens cum filiis hominis” ma “patiens cum filiis hominis” perché Lui me li rende tutti e costantemente presenti alla mente e al cuore nell’ardore illuminativo del Suo Amore per loro».
Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]
Il Monte Carmelo è, dunque, un “simbolo fecondo”, un “mistico grembo” tutto mariano, che continua a generare nella misericordia.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 87
Il Carmelo tende già all’essenziale e ne vive: sceglie la povertà di mezzi, perché Dio stesso ci conduca a Sé stesso. La cima del Carmelo, si raggiunge anche nel nascondimento di una celletta o, più ancora nella cella del cuore, perché a nulla varrebbe quella esterna se il cuore non fosse umile e vuoto. Il cuore è il luogo teologico in cui tutto può trasformarsi in lode e rendimento di grazie a Dio e poi esprimersi nella carità, concretamente vissuta, verso ogni fratello, visibile o invisibile.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 60
«Ma ne diventa anche “martire” (in senso etimologico): testimone! E Padre Kolbe sarà il primo Santo canonizzato come “Martire della carità!” Teresa e Kolbe saranno entrambi “felice vittima”, olocausto consumato col fuoco dell’Amore: ...o col fuoco dell’odio, accettato per Amore, come Massimiliano. Ma entrambi - ciascuno a suo modo - saranno “martiri di carità”».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
Come esprimere la semplicità e la libertà personale di una risposta a Dio? E come partecipare il gaudio che questo incontro dà all’anima che vive di Lui, per il Suo Regno, che è nel mondo ma non del mondo?
Solo lo Spirito può fare “comprendere”, proprio nel senso di unire e fondere insieme… Egli, che essendo Dio come il Padre ed il Figlio, è anche il termine di Unione di Incontro dell’eterno amore: Amore Sostanziale.
Io non ho che parole umane: “gioia grande”; “riconoscenza”; “desiderio di donazione ancora maggiore”…
M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 17 aprile 1967.
La nostra vita è nascosta ma se è veramente “data” partecipa della fecondità di Cristo del quale anche noi siamo, apostoli! […] ogni giorno, portiamo a Dio, nell’amore, la vita e le sofferenze dei fratelli di tutto il mondo, è la funzione della preghiera: comunitaria, liturgica – della Chiesa, cioè – innanzitutto e poi della preghiera privata, individuale…
M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 24 luglio 1966.
Ed ogni dover attendere ad altro, seppur prontamente eseguito per amore, è come se non fosse eseguito, non allontanandosi mai l’anima, né di giorno, né di notte, dall’esercizio dell’amare in cui l’anima è occupata in Dio, per Dio, da Dio come i polmoni nel respiro. Sì, anche dormendo, il cuore della sposa “veglia” come dice il Cantico dei Cantici e non c’è più attività o luogo che aumenti o diminuisca estrinsecamente, l’Amore, che intrinsecamente è la Vita stessa di Dio in Lei e con Lei.
(Scientia Amoris, p. 16)
“Stare” fermi ed attenti, affacciati a questa “finestra su Dio”, che è Maria; vivere in costante relazione con i due capi del ponte: Dio e l’umanità, “come e con” Maria, è la vocazione di chi si è consacrato a Dio, attraverso l’Immacolata.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 57
Maria Immacolata, proprio perché tale, viveva con piena coscienza personale il suo rapporto con Dio, aperta ad una comunione illimitata con Lui e con tutti coloro che Egli chiama all’unione con Sé, cioè ad essere figli nel Figlio suo, Gesù Cristo; abitati e mossi dallo Spirito Santo.
Miscellanea, p. 91
- Nostro ispiratore San Massimiliano M. Kolbe, il quale – ben più che san Martino, cavaliere per antonomasia, che diede il proprio mantello ad un povero – morì dando sé stesso, quasi a “coprire”, come scudo, Francesco Gajowniczek con la propria vita donata al posto della sua…Kolbe ci ricorda la “Milizia” non certo fisica o violenta, ma “dell’Immacolata”, partecipe della di Lei battaglia e vittoria contro il male, per Cristo, nello Spirito Santo.
(Alle Radici del Monte Carmelo, Corso di formazione permanente del 2006)
Non persone, dunque, di “contraddizione” e “divisione” - quindi infelici e generatori di infelicità - ma persone del “sì”, pieno totale, generoso, amante di Dio, con e “come” Maria Immacolata... perché nulla si “perda” del Piano di Dio, dei doni e della Vita dell’Amato... finchè TUTTO sarà “ricapitolato” in Cristo! Questa è la nostra vocazione!
Lettera circolare dell’8 dicembre 2001, n. 31, p. 67
Teresa, per la quale l’offerta all’Amore Misericordioso era stata la porta d’ingresso d’una consapevolezza ancora più grande, unitiva e consumante, dell’infinita tenerezza di Dio, ne scrive alla Sorella Maria. E così Teresa diventa provvidenzialmente, guida e “Dottore” per una legione di “piccole anime” nella scienza dell’Amore».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«Sacro Cuore di Gesù: confidiamo in te; Sacro Cuore di Gesù: fa che tutti ti amino; Sacro Cuore di Gesù: fa che il nostro cuore sia la gioia e il riflesso del tuo Cuore».
Preghiera “per la guida della macchina”, scritta da Madre Maria Elisabetta Patrizi
San Francesco fu un innamorato del Crocifisso, tanto da portarlo impresso nelle sue membra e San Massimiliano non risparmiò fatica né vita per salvare le anime “facendosi tutto a tutti” come l’Apostolo delle Genti. (...) Abbracciamo, dunque, con fervore d’amore ogni obbedienza, ogni permissione e azione del Signore che ci riguarda, sia che essa ci purifichi e ci spogli da mille inutili illusioni e attaccamenti a idee, cose, persone; sia che ci esalti e faccia pregustare il Cielo per renderci poi forti nella prova.
Lettera circolare del 17 ottobre 1991, n.4, p. 9
«Forse bisognerebbe aver conosciuto i rigori di quei tempi dove tracce di giansenismo ancora mettevano in primo piano – sproporzionatamente – la Giustizia di Dio rispetto all’Amore e la comunione non era permessa ogni giorno, per rendersi conto della novità e dell’arditezza di tali aspirazioni [di santa Teresina]. La piccola via era davvero “rivoluzionaria” e ancor più il modo “sicuro” e franco di annunciarla».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759
[Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è Lei, l’Immacolata, la "mulier amicta sol" di Ap. 12,1, il vero "prototipo" della Chiesa stessa?
Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210
A Giovanni della Croce che dice che l’unione delle potenze non è né può essere continua in questa vita, la Madre aggiunge: essa tuttavia lo è assai, assai, anche se non al 100 per cento ma, lo ripeto, può avvicinarsi assai giacché l’anima è sempre consapevole, specie se per grazia e impegno proprio di fedele assiduità nel tempo, ha “sintonizzato l’orecchio interiore” o la volontà al luogo dell’amore, cioè all’intima cantina, e ne “esce” parzialmente, tenendo sempre l’Amato per mano, e tendendo l’orecchio alla sua voce, senza mai lasciarlo con l’attenzione del cuore, e quasi ambasciatrice di Lui, fa solo quelle brevi “sortite” per le incombenze a cui Egli stesso la manda […]. Perciò non se ne allontana realmente nemmeno con le potenze che sempre e solo in tutto, persino nella frazione del secondo (e vado presa alla lettera) usa per Lui e ripeto, sotto i suoi tocchi come arpa che Egli solo ha suonato e il cui suono… pur portato lontano, non distoglie o separa la Mano o il Dito dello Spirito dallo strumento-anima che ha toccato.
(Scientia Amoris, pp. 40-41)
È Maria Ss.ma il modello ineguagliabile di Verginità di cuore e di corpo, di totale ed esclusiva appartenenza a Dio, proprio per essere tutta a disposizione dell’Altissimo. Perciò il Carmelo guarda a Lei come alla perfetta immagine o modello di tutta la Chiesa: Colei che […] continua a vegliare sul nostro cammino finché giungiamo alla vetta del monte, che è Cristo Gesù!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 56
Rimanere con Maria, dunque, nel fuoco dello Spirito, farsi spazio sconfinato per Dio: finitezza aperta all’Infinito. Ecco il Carmelo!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 106
«Ecco se prendiamo il Vangelo di Matteo, al capitolo undicesimo, troveremo che Gesù dice «sono mite e umile di cuore…». Gesù applica a sé due famose categorie del linguaggio biblico: la mitezza - la mia giustizia la fa Dio, non ho bisogno della violenza per far valere le mie ragioni. E l’umiltà: il mio cuore è mansueto e non si innalza, “non sono venuto per giudicare ma per salvare”».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
Per i francescani, l’accento non è posto tanto su Cristo come “via” o tramite, come diceva ad es. san Bernardo “per te, ad te” (per Cristo al Padre). E nemmeno Maria è vista come una mediazione “spaziale”, quasi “collo” rispetto al Capo, che è Cristo. L’accento, invece, è posto sull’azione dello Spirito che ci congiunge a Cristo, ci fa aderire a Lui nel raggiungere il Padre: “affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del diletto Figlio tuo…».
Miscellanea, p. 93
«“Che i frati non spengano lo spirito di preghiera”» [S. Francesco]; lo spirito [di preghiera] consiste nell’elevare sempre il pensiero a Dio, il pensiero, ossia la propria intenzione nell’agire, per lavorare, riposare, soffrire e anche pregare pubblicamente soltanto perché questa è la volontà dell’Immacolata, per far piacere a Lei e, attraverso Lei, al sacratissimo Cuore di Gesù» (SK 878). Vedete quale purezza di cuore e semplicità d’intento rivolto solo a Dio e non alla propria soddisfazione o ricerca spirituale?! Anzi, p. Kolbe è esplicito nel raccomandare di: «non cercare mai in nessuna cosa la soddisfazione di altre intenzioni, come ad esempio, una cosa mi piace e l’altra non […]; oppure in questa cosa c’è il vantaggio di ricavare qualcosa per sé, e così via.
(Lettera circolare del 2008)
«Nascosta e sepolta nel Cuore di Cristo, attraverso la linfa del Suo Cuore Mistico, sia luce e fuoco e vita per quante anime Tu vuoi: fino alla fine dei secoli. Amen».
Oblatio vitae, p. 22 – 22 Giugno 1979, Festa del Sacro Cuore di Gesù
Ecco Niepokalanow…«dell’Immacolata»: appartenere a Lei «essere così di Lei come essa è di Dio», diceva San Massimiliano M Kolbe. Questa è la nostra vocazione!”. (Lettera circolare del 5 agosto 2004).
Lettera circolare del 5 agosto 2004
Ora anche noi…insieme alla grande famiglia francescana, chiediamo grazia a Dio: Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso (…) di voler sempre ciò che a Te piace, affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del Figlio tuo, il Signore Gesù Cristo, e a Te, Altissimo giungere con l’aiuto della tua sola grazia”. Ora c’è da chiedersi: chi mai, più dell’Immacolata ha avuto lo Spirito del Signore e può insegnarci a seguire sempre la sua santa operazione?
Miscellanea, p. 105
Dio ci tende le braccia impariamo ad aprire a lui le nostre, a fidarci di Lui: questa è la fede, fidarsi di Dio ancor prima e durante il credere nella verità, è credere alla Sua Persona al Suo Amore è cercarlo è desiderare di “conoscerlo” e che sia conosciuto. Questa è la nostra vita “carmelitana” ma prima “cristiana”…
M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 7 ottobre 1967.
Chi si accinge ad iniziare, per grazia, il cammino della perfezione, fa bene (ed è anzi necessario) a porre Dio al di sopra di ogni altra cosa, cioè al primo punto della scala dei valori. Sarà sufficiente mantenerlo al luogo che per natura Gli compete: il primo posto in ogni nostra scelta, minuto dopo minuto, che quasi senza accorgersene, le nostre facoltà saranno tutte allineate e ordinate all’Oggetto Supremo della stima e dell’amore e congiunte a Lui sempre più stabilmente, con la Carità Divina che Egli stesso (vedendosi giustamente prescelto ed amato in ogni cosa, più di tutte le cose da Lui stesso create) infonderà copiosa e con crescente abbondanza, finché essa racchiuderà, raccoglierà, unirà tutto il nostro essere, naturale e soprannaturale, cioè tutta la nostra persona con Lui solo… ed Egli vedendoci così ben disposte, tutte “protese” a Lui, ci fidanzerà con Sé e in seguito ci unirà a Sé in matrimonio.
(Scientia Amoris, pp. 26-27)
«Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».
Oblatio vitae, p. 32 – “Testamento di amore”, scritto da M.E.P. in una lettera a P. Solano il 12/02/1980
Per Francesco, come per Teresa [di Lisieux], come per Kolbe “dare la vita per i fratelli” coincide, in ogni luogo e momento con la vita secondo lo Spirito, cioè vissuta sempre nella Carità divina. Questo è l’autentico “spiritualiter deambulare” di Franceso d’Assisi.
Miscellanea, p. 107.
«Quanto bisogna immolarsi per i sacerdoti, perché purezza e distacco risplendano in essi e tornino a nutrirsi del miele (= Parola) e del Pane di Vita: alimento soave oltre ogni altro! Oh! intimi dell’Intimo, quando tornerete a Lui?».
Oblatio vitae, n. 4 [p. 9]
Sia Lei (= Maria Immacolata) a permeare tutto il nostro esterno e interno e dall’interno sarà poi Lei a donarsi mediante la trasparenza della nostra persona ricolma di grazia.
Linee di Spiritualità, pro manuscripto, maggio 1982 in L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 8

