Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.

  • È [Maria], nell’intuizione di Francesco, lo strumento prescelto dalla Ss.ma Trinità per la salvezza e la perfetta santificazione degli uomini e quindi la Madre di ogni bontà che ci ha ottenuto la misericordia.

    Miscellanea, p. 30

  • Sia Lei (= Maria Immacolata) a permeare tutto il nostro esterno e interno e dall’interno sarà poi Lei a donarsi mediante la trasparenza della nostra persona ricolma di grazia.

    Linee di Spiritualità, pro manuscripto, maggio 1982 in L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 8

  • “Illimitata disponibilità” (cfr. Lc 1,26); “illimitata disponibilità” (cfr. Filem. 15-16); “filiale sottomissione” (cfr. Lc 2,51); “piena comunione” (cfr. Gv 19,26-27), nella Chiesa per divenire simili alla Madre della Chiesa “in modo sempre più perfetto” (SK 1272), col “conformare, fondere, unificare la nostra volontà con quella dell’Immacolata” (SK 579), come la sua volontà è fusa e trasformata, per unione d’amore, con quella di Dio.

    (Regolamento Speciale, 1997)

  • Francesco d’Assisi conobbe profondamente la realtà materno-ecclesiale di Maria, tanto che di lui, san Bonaventura… ci dice: “Francesco, pastore del piccolo gregge, ispirato dalla grazia divina, condusse i suoi dodici frati a S. Maria della Porziuncola… perché voleva che l’Ordine dei Minori crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di Lei, aveva iniziato.

    Miscellanea, p. 80

  • «Colui che vive di preghiera è crocifisso: inchiodato a Dio e inchiodato agli uomini. Ha l’animo squarciato dalla forza dell’amore di Dio e dalla caparbietà degli uomini; ha sulle spalle il dolore degli innocenti e il dolore dell’Innocente».

    (Oblatio vitae, n. 1 [p. 5])

  • [Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è questo il modo più autentico di “riparare la Chiesa”, come il Cristo a san Damiano chiese a Francesco?

    Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210

  • «Teresa si serviva dell’amore purissimo di Maria per amare Gesù e il prossimo».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 760

  • Essere Maria per Gesù nascosto in ogni Sorella (e Fratello)...  Essere Maria per condurre i fedeli alla Parola, all’Eucaristia, alla Sua Volontà, alla Chiesa...  Essere Madre per non aver altro che Dio, come Francesco: “mio Dio e mio tutto!”.  Essere di Maria Immacolata: specchio di Lei (esternamente e internamente), riflesso di Lei, prolungamento di Lei, “proprietà e cosa” di Lei, nella Chiesa di cui è Madre e Modello.

    Lettera circolare del 1993, n. 6, p. 12

  • È nella meditazione assidua della Parola che cresce la capacità di discernimento, o di scrutare gli eventi e le persone con lo sguardo di Dio, nella sua Luce. Cresce pure la forza per la “battaglia spirituale” che ogni uomo deve affrontare, in questa vita.

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 132

  • Entrambi si consacrarono totalmente alla Madonna: Teresa l’8 maggio 1884, giorno della sua prima comunione […]. San Massimiliano, ormai adolescente, nel seminario minore, a Leopoli (cfr. SK 1278), si era consacrato all’Immacolata, promettendo di combattere per Lei».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 189

  • La nostra vita è nascosta ma se è veramente “data” partecipa della fecondità di Cristo del quale anche noi siamo, apostoli! […] ogni giorno, portiamo a Dio, nell’amore, la vita e le sofferenze dei fratelli di tutto il mondo, è la funzione della preghiera: comunitaria, liturgica – della Chiesa, cioè – innanzitutto e poi della preghiera privata, individuale…

    M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 24 luglio 1966.

  • «Non posso pensare al Corpo (mistico) di Cristo senza sentire l’anima crocifissa, con Lui, su tutta la terra fino al più piccolo essere umano. È questo desiderio immenso di salvezza, questo struggente amore a Lui che mi fa voler offrire tutta me stessa (anche fisicamente) sull’altare di Dio che è - primariamente - il Cuore di Cristo».

    Oblatio vitae, p.43 - Preghiera del 20 gennaio 1980

  • «E dopo aver elaborato a lungo [nel Ms B] sulla nota similitudine del “piccolo uccellino”, immagine dell’anima sua, esclama con sicurezza che ella non sarà preda degli “avvoltoi” del male, bensì: “sarà preda dell’Aquila che egli (l’uccellino = Teresa) contempla nel centro del Sole d’amore” (la Trinità)».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754

  • La munificenza dello Sposo non cessa ogni giorno, ogni momento, di sorprendere ed abbellire la sposa con infinita ricchezza e continuità di doni che non si fa nemmeno a tempo a enumerare… né si potrebbe giacché è l’anima che le riceve, né la mente saprebbe elencarle. Certo l’Eucaristia è il massimo dei doni e vero Cibo e Bevanda, eppure, misteriosamente di “nettare, focacce dolci e miele” Egli delicatamente nutre colei che per Lui interamente s’è spesa e donata.

    (Scientia Amoris, pp. 21-22)

  • «Oggi è giovedì santo, è, per eccellenza, il giorno dei sacerdoti: Oh prediletti, benedetti ed eletti dal Cuore di Cristo… nascosti  nell’Eucaristia con Cristo perché vi rivestite dei segni del Suo Amore».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • «Forse bisognerebbe aver conosciuto i rigori di quei tempi dove tracce di giansenismo ancora mettevano in primo piano – sproporzionatamente – la Giustizia di Dio rispetto all’Amore e la comunione non era permessa ogni giorno, per rendersi conto della novità e dell’arditezza di tali aspirazioni [di santa Teresina]. La piccola via era davvero “rivoluzionaria” e ancor più il modo “sicuro” e franco di annunciarla».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759

  • Entrò e si sviluppò in San Massimiliano, la consapevolezza, sempre più precisa e più grande, che l’Immacolata era Colei che più poteva agire, in noi e su noi e con noi, per portare la Salvezza di Cristo... così come, storicamente, aveva fatto nel tempo. Affidarsi, dunque, a Lei... donarsi a Lei... consacrarsi a Dio con Lei, attraverso di Lei, “in” Lei, cioè nello Spirito Santo e Santificatore, che tutta la inabita e La possiede.

    Lettera circolare del 25 febbraio 1992, n. 8, p. 13

  • Spero che ciascuno/a di noi, acceso/a dall’Amore, arda di Luce e così: “... nos spirituales Coeli facti, in nobis sit habitatio tua” (= “Noi resi cieli spirituali, in noi sia la tua dimora”).  Sì, come Maria Immacolata, la perfetta "proprietà di Dio " (Es 19,5), la perfetta attuazione di Israele!

    L’eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 206

  • Siamo pagani. Abbiamo bisogno di ascoltare l’appello di Francesco alla “penitenza”, oggi non meno di allora… o dell’Immacolata a Lourdes e a Fatima… “Convertitevi”, e di Massimiliano Kolbe. Ma tutto ciò non lo aveva già detto il Precursore [san Giovanni Battista] e Gesù stesso? Sì, ma va ripetuto ad ogni generazione perché siamo tutti peccatori per nascita e bisognosi di conversione… ogni giorno…

    Miscellanea, p. 98

  • Francesco stesso voleva che la fraternità dei Minori “crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio” perché in Maria “fu ed è ogni pienezza di grazia e di bene” come cantò lo stesso Serafico Padre… e ancora: “perché ci ha ottenuto la misericordia”.

    Miscellanea, p.61

  • Viviamo Maria! Maria tutta rivolta a Dio! Maria vera, semplice, lineare, perché non mossa, MAI, da altra ricerca che la Gloria di Dio e dalla Sua presenza da portare, donare e accrescere negli uomini tutti! Maria non pensava a sé, né desiderava altro che Dio!

    Lettera circolare del 6 agosto 1992, n. 14, p. 26

  • San Bonaventura coglie direttamente in Francesco questa partecipazione alla maternità ecclesiale di Maria: “Ormai il padre santo… aveva partorito sette volte e desiderava partorire a Cristo tutto quanto il popolo dei fedeli, chiamandoli al pianto e alla penitenza” (LM III,7), cioè alla conversione.

    Miscellanea, p. 81

  • Riponiamo in Dio solo ogni nostro tesoro, fiducia e speranza (FF 1043) come fece San Francesco! E perciò si abbia cura di non cadere mai nello scoraggiamento, nell’amarezza, nel pessimismo, perché non sono da Dio!

    Lettera circolare del 12 aprile 2000, n.30, p. 64

  • Maria Immacolata, proprio perché tale, viveva con piena coscienza personale il suo rapporto con Dio, aperta ad una comunione illimitata con Lui e con tutti coloro che Egli chiama all’unione con Sé, cioè ad essere figli nel Figlio suo, Gesù Cristo; abitati e mossi dallo Spirito Santo.

    Miscellanea, p. 91

  • Come Cristo è il vero tempio e lo Spirito il vero torrente che sgorga dal lato destro del Cristo sulla croce, così l’anima, a somiglianza dello Sposo, è stata trasformata in tempio per il vero culto che Dio stesso opera in lei e con lei come si è detto. È “vergine fatta chiesa” e, pur appartenendo ancora, quanto allo spazio e al tempo, a questo mondo, e alla “Chiesa militante”, è già all’interno della Chiesa gloriosa che accelera, nell’attrazione forte verso Dio, il movimento di tutto il Popolo verso la casa del Padre, la Patria che è nei Cieli, la Dimora permanente.

    (Scientia Amoris, pp. 30-31)

  • «Nascosta e sepolta nel Cuore di Cristo, attraverso la linfa del Suo Cuore Mistico, sia luce e fuoco e vita per quante anime Tu vuoi: fino alla fine dei secoli. Amen».

    Oblatio vitae, p. 22 – 22 Giugno 1979, Festa del Sacro Cuore di Gesù

  • «Il punto di partenza della loro “comunione” [di P. Kolbe e Santa Teresa di Gesù Bambino], oltre alla “vita in Cristo”, va a nostro avviso ravvisato nell’esperienza della bontà e della potenza di Maria. Questa avvenne, per entrambi, assai presto, all’età in cui tutto si imprime “indelebilmente” e non si scorda più».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 188

  • «Quindi nel nome di Gesù e di Maria [Teresa] s’era fatta ardita ed era certa. E Dio venne e prese ancor più possesso della sua anima: possesso da sposalizio. Egli non la abbandonerà più, ma la condurrà lui stesso, momento per momento, fino alla consumazione dell’olocausto d’amore – offerto per amore, finché “eternamente canterà (...) il cantico sempre nuovo dell’amore”.

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759

  • Maria Immacolata, pertanto, è voluta dalla Trinità come creatura così vuota di sé (nel senso di vuota della pienezza illusoria del peccato originale) da poter essere totalmente colmata da Dio e perciò “piena di grazia”, cioè del suo compiacimento, il più soddisfatto.

    Miscellanea, p. 91

  • «Ecco se prendiamo il Vangelo di Matteo, al capitolo undicesimo, troveremo che Gesù dice «sono mite e umile di cuore…». Gesù applica a sé due famose categorie del linguaggio biblico: la mitezza - la mia giustizia la fa Dio, non ho bisogno della violenza per far valere le mie ragioni. E l’umiltà: il mio cuore è mansueto e non si innalza, “non sono venuto per giudicare ma per salvare”».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • Il Monte Carmelo è, dunque, un “simbolo fecondo”, un “mistico grembo” tutto mariano, che continua a generare nella misericordia.

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 87

  • «Solo, sulla sua croce viva, colui che prega vorrebbe appagare la sete di Dio con l’amore degli uomini e la sete degli uomini con l’Amore di Dio. Ed egli, immobile, sa che sopportando il tormento di questi due dolori ed amori, forse ne agevola l’incontro più che se si immergesse nell’attività, scendendo dalla croce… poiché solo Dio può aprire i nostri occhi».

    Oblatio vitae, n. 1 [p. 5]

  • Chi si accinge ad iniziare, per grazia, il cammino della perfezione, fa bene (ed è anzi necessario) a porre Dio al di sopra di ogni altra cosa, cioè al primo punto della scala dei valori. Sarà sufficiente mantenerlo al luogo che per natura Gli compete: il primo posto in ogni nostra scelta, minuto dopo minuto, che quasi senza accorgersene, le nostre facoltà saranno tutte allineate e ordinate all’Oggetto Supremo della stima e dell’amore e congiunte a Lui sempre più stabilmente, con la Carità Divina che Egli stesso (vedendosi giustamente prescelto ed amato in ogni cosa, più di tutte le cose da Lui stesso create) infonderà copiosa e con crescente abbondanza, finché essa racchiuderà, raccoglierà, unirà tutto il nostro essere, naturale e soprannaturale, cioè tutta la nostra persona con Lui solo… ed Egli vedendoci così ben disposte, tutte “protese” a Lui, ci fidanzerà con Sé e in seguito ci unirà a Sé in matrimonio.

    (Scientia Amoris, pp. 26-27)

  • La vita religiosa - soprattutto francescana - è una adesione coraggiosa al programma delle Beatitudini.

    Lettera circolare del 17 ottobre 1991

  • «È necessario “conoscere quel Cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desiderio ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro patire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della Passione».

    Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]

  • «Oh! Amore mio, come vorrei, se fosse possibile, persino “respirare” solo nell’obbedienza e nulla, nulla, nulla, compiere se non nella purissima Volontà tua. Mi pare così dolce questo vincolo che unisce al tuo Cuore, alla Sorgente stessa della tua perfettissima maniera di essere Figlio e Sacerdote e Vittima per il Padre tuo e Padre nostro…».

    Oblatio vitae, p. 43, Preghiera del 20 gennaio 1980

  • È questo [l’unione sponsale con Dio] lo scopo di tutta la creazione e redenzione, il punto in cui l’infinita Bontà di Dio vorrebbe condurre ogni anima, almeno ogni cristiano, che glielo lasciasse, preparandosi adeguatamente a lasciarGli ogni libertà e iniziativa col porre cura di seguirlo nella fede e nella certa speranza, amandolo sopra ogni cosa sempre e dovunque.

    (Scientia Amoris, pp. 18-19)

  • La minorità è innanzitutto verità, davanti a Dio e ai fratelli, scartando la pompa e la boriosa menzogna del peccato e del possesso.

    Miscellanea, p. 88

  • Oh! Essere “portatrici di Dio": "teofore", non con la dottrina o la catechesi soltanto, o con l’esempio (teomorfe) soltanto, bensì perché "pienezza" di Lui, piccole creature “afferrate da Cristo e colmate dallo Spirito”, “divinizzate” in Cristo: colme dello Spirito. Donne e uomini “maturi” nella natura umana, in cui l’“apparato” o le capacità (virtù naturali) e i doni divini si sono ben sviluppati, affinché “ben radicati/e nella carità” portiamo frutti di ogni opera buona, anzi siamo Bontà e Bellezza (per partecipazione)... Ecco noi tutti/e chiamate ad essere riflesso del fiore perfetto e virgineo che è l’Immacolata.

    Lettera circolare del 7 dicembre 1997, n. 20, p. 41

  • «Gesù è entrato nel mondo per portarci l’amore di Dio e per renderci capaci – vedete, non dico solo insegnarci, sarebbe troppo poco –, per renderci capaci di amare i fratelli con tutta la tenerezza del suo cuore».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • In Maria Immacolata è l’apax: l’evento unico, irripetibile, e irrisolvibile – cioè che non si potrà mai ripetere e disfare – dell’Incarnazione: “et Verbum caro factum est”!

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 68

  • Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108

  • Chi l’aveva introdotta [= santa Teresina] così bene e così a fondo nel cuore di Dio? Certamente solo lo Spirito di Dio che conosce le cose di Dio. L’umiltà e la confidenza di Teresa hanno attirato Dio in lei, ma certamente anche la Piena di Grazia [= Maria Ss.ma], a cui fin dall’inizio del manoscritto [Teresa] aveva chiesto di guidarle la mano».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 758

  • «Senti, Amore, come potrei ardere notte e giorno, per quanto possa, creatura e per partecipazione, si intende, del tuo Amore e dei tuoi ardenti desideri nel “tabernacolo”, cioè nel tuo Cuore Eucaristico, se tu non mi partecipassi ciò che ti è più intimo: il tuo Spirito e questa dimensione particolare del tuo Mistero? Ma nemmeno potrei “credere” nella tua Divinità senza il dono del Padre”.

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • Ora chiediamoci: qual è quel “focolare” maternamente ardente di Spirito Santo, che Gesù morente ci ha donato proprio per congiungerci a Lui e con Lui al Padre in un solo Amore? È Maria Immacolata!  La maternità di Maria è diventata, così, eredità dell’uomo; anzi: “è un dono: un dono che Cristo stesso fa personalmente ad ogni uomo”.

    R.M., n. 45

  • Che Maria Immacolata, fin dal concepimento, in previsione dei meriti di Cristo, sia costantemente invocata, fedelmente amata e seguita, nel suo costante desiderio materno che la pienezza di grazia, che Dio ci dona nel Figlio, sia sempre più nostra.

    Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 61

  • La consacrazione consiste nel fondere la nostra volontà con quella dell’Immacolata, ponendoci in stretta e continua dipendenza dello Spirito Santo, conduce alla trasformazione in Dio attraverso di Lei. «Ella sola deve istruire ciascuno di noi in ogni istante, deve condurci, trasformarci in sé stessa, di modo che non siamo più noi a vivere, ma Ella in noi, così come Gesù vive in Lei e il Padre nel Figlio» (SK 556).

    (Kolbe-Montfort: Profeti della Nuova Creazione, M. Elisabetta Patrizi, pp. 54-55)

  • Maria Immacolata è radicalmente “recipiens”, o in uno stato di umilissima recettività ed anche la Sovrana umile che vuole elargire i doni del Re, del suo Diletto a tutti.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 151

  • Francesco farà della scelta libera e gratuita dell’Amore che pone all’ultimo posto e si fa piccolo “minore” di tutti, l’emblema stesso della sua nuova famiglia ecclesiale… L’ispirazione l’aveva avuta alla Porziuncola, la minuscola chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli - la Vergine Assunta in cielo - che egli tanto amava “perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà”.

    Miscellanea, p. 54

  • «Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».

    Oblatio vitae, p. 32 – “Testamento di amore”, scritto da M.E.P. in una lettera a P. Solano il 12/02/1980