Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.
Maria Immacolata, inoltre, non è forse anche la pacifica condottiera, ma anche Colei che è in stato di inimicizia perenne contro il Maligno? Colei, che più di chiunque è rivestita dell’armatura di Dio, cioè di una santità inespugnabile? Noi tutti siamo chiamati a seguirla e a imitarla, poiché Lei è la perfetta attuazione d Cristo nell’umanità.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 152
[Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è questo il modo più autentico di “riparare la Chiesa”, come il Cristo a san Damiano chiese a Francesco?
Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210
Maria è Bellezza del Dio Uno-Trino da cui è stata concepita “immacolata”, tutta pura e “gratia plena”, ricolma di quella stessa Bellezza divina che rifluisce dalla Trinità per inabitare ed animare ogni umana creatura.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 111
L’unica intenzione che mi sta a cuore è «la nostra santificazione»; l’«essere ritrovate in Cristo»! Chiediamo “Grazia”! Lui Solo voglio e bramo ardentemente per ciascuno di noi: tutto Cristo, finché la nostra mente e il nostro cuore, le nostre forze, coincidano completamente con le Sue... proprio come Maria, Specchio fedele di Dio.
M.E.P., Lettera Circolare del 17 ottobre 1991
«Solo, sulla sua croce viva, colui che prega vorrebbe appagare la sete di Dio con l’amore degli uomini e la sete degli uomini con l’Amore di Dio. Ed egli, immobile, sa che sopportando il tormento di questi due dolori ed amori, forse ne agevola l’incontro più che se si immergesse nell’attività, scendendo dalla croce… poiché solo Dio può aprire i nostri occhi».
Oblatio vitae, n. 1 [p. 5]
Infatti, chi condivide al 100% i desideri del Cuore di Gesù (e di Maria che non ha desideri “propri” ma SOLO e SEMPRE quello che Dio vuole) è contento della Sua gioia e in questa sola trova la propria!
(Lettera circolare dell’8 dicembre 2001)
«Forse Teresa non capì – in modo riflesso – la portata pneumatologica, mariana ed ecclesiotipica della sua scelta-vocazione di essere “l’amore” nel cuore della Chiesa. Ma in realtà, Teresa sceglieva per sé la vocazione stessa di Maria, nella sua maternità spirituale, che tutti – anche se in misura certo meno eccelsa della Madre di Dio – siamo chiamati a vivere nella Chiesa, Corpo di Cristo, amandoci “in Spiritu Sancto” cioè come Gesù e il Padre si amano e ci amano; diventando così segni e strumenti di quella materna tenerezza di Dio, verso tutti gli uomini, che arde nel Cuore di Cristo».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 208
«Dove viene celebrata l’Eucaristia, si repete questo dono. “Ecco io dono tutto me stesso a te, [ci dice Gesù]. Ti amo talmente che desidero che tu mi mangi, perché il mio Cuore diventi il tuo. Perché tu uomo possa amare in un modo divino”».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Ed ora, in questi giorni e in questi tempi, Egli celebra quella “Eucaristia cosmica”, bruciandomi tutta, incessantemente e facendomi ancor più desiderare ed attendere la grande sera della Sua Pasqua in me…(…) ed io ardo di un unico immenso amore: il Suo in me. (…) Quando la mia voce si spegnerà sulla Terra, inizierò a cantare queste cose in cielo e sempre, nel Cuore di Cristo, finché tutti siano là con Lui».
Oblatio vitae, p. 38 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]
Come Maria, il frate minore (il francescano secolare o il Milite dell’Immacolata) autentico, sulla scia di Francesco e di Kolbe, ama la Chiesa, perché da Lei “ha conosciuto l’amore redentore di Dio, in Cristo morto per noi e per tutti gli uomini”.
Miscellanea, p. 90
[…] vivremo davvero quello spessore contemplativo che è essenziale alla nostra vita, parte essenziale del nostro carisma, dono di Dio ad un cuore svuotatosi di sé per accogliere e dimorare in Lui e con Lui! E, quindi, reso canale vivo, per donare Lui Solo a tutte le Sue creature assetate.
M.E.P., Lettera Circolare del 8 agosto 1994
Chi l’aveva introdotta [= santa Teresina] così bene e così a fondo nel cuore di Dio? Certamente solo lo Spirito di Dio che conosce le cose di Dio. L’umiltà e la confidenza di Teresa hanno attirato Dio in lei, ma certamente anche la Piena di Grazia [= Maria Ss.ma], a cui fin dall’inizio del manoscritto [Teresa] aveva chiesto di guidarle la mano».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 758
«È necessario “conoscere quel Cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desiderio ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro patire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della Passione».
Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]
“Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1). Amo leggere questo testo anche come l’invito che Dio rivolge a Maria, la tutta bella, l’Immacolata, pensata, voluta, creata tale da Dio... e qui preannunciata. La sua luce è lo splendore dello Spirito che scenderà su di Lei ma anche di Cristo, luce delle genti, che viene da Lei, grazie al “sì” della serva del Signore...
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 142
«Oh! Perfettissimo Verbo Sempiterno, fatto Uomo per noi e – come se non bastasse – servo e schiavo e prigioniero, vilipeso, contuso, schiaffeggiato, dilaniato dai flagelli nelle tue carni monde e tutte pure. Oh! Bellezza del Redentore, oh! soavità dell’Agnello senza macchia, Immolato per noi!».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 11]
«Ma ne diventa anche “martire” (in senso etimologico): testimone! E Padre Kolbe sarà il primo Santo canonizzato come “Martire della carità!” Teresa e Kolbe saranno entrambi “felice vittima”, olocausto consumato col fuoco dell’Amore: ...o col fuoco dell’odio, accettato per Amore, come Massimiliano. Ma entrambi - ciascuno a suo modo - saranno “martiri di carità”».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«Teresa si serviva dell’amore purissimo di Maria per amare Gesù e il prossimo».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 760
«Fammi accogliere tutti i tuoi desideri [oh, Madonna di Fatima] e quelli del Figlio tuo, affinché i Vostri Cuori Santissimi abbiano un servo fedele, un amico piccolino e una Sposa di Gesù».
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
«E contemplando il “sì” di Maria, scrivevo: “essere accoglienza totale di Dio, nella nostra persona, anima e carne, accoglienza bruciante e trasformante, per diventare ‘eucaristia’, cioè oblazione gioconda, grata, a Dio… e vittima di espiazione e riparazione, con Gesù”».
Oblatio vitae, n. 14 [p. 30]
“C’è pertanto un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo, e l’amen che ogni fedel pronuncia quando riceve il corpo del Signore” (EdE, n. 55, 2003). Inoltre, Maria fece sua “con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto al Calvario, la dimensione sacrificale dell’Eucaristia (...) una sorta di “Eucaristia anticipata”, si direbbe una “comunione spirituale” di desiderio e di offerta...
Lettera circolare del 5 agosto 2004, n. 47, p. 107
«Non posso pensare al Corpo (mistico) di Cristo senza sentire l’anima crocifissa, con Lui, su tutta la terra fino al più piccolo essere umano. È questo desiderio immenso di salvezza, questo struggente amore a Lui che mi fa voler offrire tutta me stessa (anche fisicamente) sull’altare di Dio che è - primariamente - il Cuore di Cristo».
Oblatio vitae, p.43 - Preghiera del 20 gennaio 1980
«Il mondo non sa che tu sei più “reale” (vero) ed intimo di ogni unione raggiungibile nell’amore più bello degli amori umani; né sa che nelle penitenze, negli obbrobri, nelle incomprensioni e nelle mortificazioni subite, noi cristiani soffriamo e godiamo insieme: soffriamo e godiamo, ma non godiamo della sofferenza, ma di Cristo e in Cristo, nella cui Beata Passione possiamo, così, partecipare, unendo la nostra pochezza e il nostro sacrificio…».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 13]
Il 9 giugno 1895, festa della santissima Trinità, col permesso della Priora, Teresa si offre all’Amore Misericordioso di Dio. Per prima cosa, dopo aver espresso il suo desiderio di amare Dio e farlo amare, dice di voler “lavorare per la glorificazione della santa Chiesa, salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che sono nel purgatorio” (ivi) […]. Poi fa leva, quasi dulcis infundo, su Maria. “Vi offro infine, o beata Trinità, l’amore e i meriti della santa Vergine, mia Madre diletta. A lei abbandono la mia offerta e la prego di presentarvela».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 757
Come Cristo è il vero tempio e lo Spirito il vero torrente che sgorga dal lato destro del Cristo sulla croce, così l’anima, a somiglianza dello Sposo, è stata trasformata in tempio per il vero culto che Dio stesso opera in lei e con lei come si è detto. È “vergine fatta chiesa” e, pur appartenendo ancora, quanto allo spazio e al tempo, a questo mondo, e alla “Chiesa militante”, è già all’interno della Chiesa gloriosa che accelera, nell’attrazione forte verso Dio, il movimento di tutto il Popolo verso la casa del Padre, la Patria che è nei Cieli, la Dimora permanente.
(Scientia Amoris, pp. 30-31)
«Teresa concluderà la sua vita mariaforme lasciandoci queste sue ultime parole scritte, tracciate a matita, con mano incerta, sul rovescio dell’immagine di Nostra Signora delle Vittorie, dove aveva incollato il “fiorellino” donatole da suo Padre quando era bambina... è 1’8 settembre 1897... a sole tre settimane dalla morte: “O Maria, se io fossi la Regina del Cielo e voi foste Teresa, vorrei essere Teresa affinché voi foste la Regina del cielo!!!”».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 190
«Quanto bisogna immolarsi per i sacerdoti, perché purezza e distacco risplendano in essi e tornino a nutrirsi del miele (= Parola) e del Pane di Vita: alimento soave oltre ogni altro! Oh! intimi dell’Intimo, quando tornerete a Lui?».
Oblatio vitae, n. 4 [p. 9]
«Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».
Oblatio vitae, p. 32 – “Testamento di amore”, scritto da M.E.P. in una lettera a P. Solano il 12/02/1980
Che l’Immacolata, nello Spirito Santo di cui ci ottiene la dolce azione, ci aiuti a scegliere sempre la Volontà di Dio... che è Amore, sempre e solo Amore!
Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63
«La vita di Teresa è tutta un’ascensione, una crescita e compenetrazione progressiva, credo a partire soprattutto dal 1895, quando l’anima sua entra nella “maturità”».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756
«È necessario «conoscere quel cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desidero ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro partire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della passione».
Oblatio vitae, p. 37 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]
«Teresa e Massimiliano si erano offerti all’Amore e divennero davvero, pur in modi storicamente diversi, “vittime d’olocausto al Vostro Amore” (Pr 6, 2ro)... Nel Fuoco dello Spirito, immolati con Cristo, per la salvezza del mondo. Confidarono totalmente in Dio, accolsero il suo Amore con assoluta umiltà, divennero fecondi».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
Già Franceso d’Assisi, discostandosi dalla visione neoplatonica della persona, poneva “al centro” il mistero dell’Incarnazione, per cui Dio si è fatto uomo (“homo factus est”), affinché l’umanità sia resa partecipe, per grazia, della sua divinità e pienezza di santità… così come lo è già in Maria Immacolata, Madre di Cristo e della Chiesa…fin nella sua corporeità assunta nella gloria.
Miscellanea, p. 93
«Oh! Amore mio, come vorrei, se fosse possibile, persino “respirare” solo nell’obbedienza e nulla, nulla, nulla, compiere se non nella purissima Volontà tua. Mi pare così dolce questo vincolo che unisce al tuo Cuore, alla Sorgente stessa della tua perfettissima maniera di essere Figlio e Sacerdote e Vittima per il Padre tuo e Padre nostro…».
Oblatio vitae, p. 43, Preghiera del 20 gennaio 1980
Rimanere con Maria, dunque, nel fuoco dello Spirito, farsi spazio sconfinato per Dio: finitezza aperta all’Infinito. Ecco il Carmelo!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 106
Viviamo Maria! Maria tutta rivolta a Dio! Maria vera, semplice, lineare, perché non mossa, MAI, da altra ricerca che la Gloria di Dio e dalla Sua presenza da portare, donare e accrescere negli uomini tutti! Maria non pensava a sé, né desiderava altro che Dio!
Lettera circolare del 6 agosto 1992, n. 14, p. 26
«Entrambi potevano dire quello che disse Teresa due mesi prima della morte, quando, avendo scelta la più bella spiga fra quelle d’un mazzetto che le fu offerto, esclamò: “questa spiga è l’immagine dell’anima mia, il Signore misericordioso mi ha caricata di grazie per me e per molti altri”. Ed otto giorni dopo (12/8), pur riconoscendo il suo nulla, come Maria, poté dire umilmente: “sono ricca di tutti i tesori divini...”, quei tesori che Lei e il suo fratello spirituale Massimiliano M. Kolbe ora continuano a spargere, abbondantemente, su tutta la Chiesa».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
Ecco ciò che una persona consacrata all’Immacolata, secondo il carisma Kolbiano, è chiamata a vivere: perchè “di” Lei, proprietà di Dio, “come e con Maria Immacolata”, quindi piccolezza tutta consegnata all’Altissimo, tutta abbandonata in Lui.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 106
L’eredità spirituale del Carmelo può aiutarci a vivere alla presenza di Dio fino ad essere tutta disponibilità per Dio, “come” Maria: un Nulla per il Tutto, un’umanità aperta all’Infinito.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 9
Francesco era già avanti nel cammino della conversione ma doveva fare ancora passi importanti, a cui Dio lo preparava, e di cui la mistica “ferita d’amore!” o “compassio” (= compassione), sarà il misterioso impulso, o dinamica dello Spirito, nell’immensa opera di “riparazione ecclesiale”...
Lettera circolare del 10 agosto 2003, n.39, p. 86
[Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è Lei, l’Immacolata, la "mulier amicta sol" di Ap. 12,1, il vero "prototipo" della Chiesa stessa?
Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210
«Santa Teresina ha un’illuminazione stupenda, perfettamente “biblica”, cioè conforme all’economia della Salvezza, e dice: “Questa scelta non è degna dell’Amore?... Sì, affinché l’amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente...” (Ms B, n. 255). Non è questa la consapevolezza di Maria nel Magnificat?».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754
La minorità è innanzitutto verità, davanti a Dio e ai fratelli, scartando la pompa e la boriosa menzogna del peccato e del possesso.
Miscellanea, p. 88
È l’alba di questo grande giorno che celebra tutta la bellezza interiore di Maria Ss.ma: “piena di grazia”, piena del compiacimento di Dio e della Sua Vita divina! Quale umile splendore: piccolezza e gloria! (...) Vi scrivo per ricordare a tutte, e a me stessa, che anche noi siamo chiamate a diventare “piene di Dio”, perché tutta l’opera creatrice e redentrice avrà fine (= avrà raggiunto il proprio fine) quando "Dio sarà tutto in tutti!" Affrettiamo, dunque, questo giorno! "Fiat mihi"... Sì, Signore! Mio Dio e Mio Tutto!
Lettera circolare dell‘8 dicembre 2001, n. 31, p. 66
Francesco d’Assisi conobbe profondamente la realtà materno-ecclesiale di Maria, tanto che di lui, san Bonaventura… ci dice: “Francesco, pastore del piccolo gregge, ispirato dalla grazia divina, condusse i suoi dodici frati a S. Maria della Porziuncola… perché voleva che l’Ordine dei Minori crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di Lei, aveva iniziato.
Miscellanea, p. 80
Oh! Essere “portatrici di Dio": "teofore", non con la dottrina o la catechesi soltanto, o con l’esempio (teomorfe) soltanto, bensì perché "pienezza" di Lui, piccole creature “afferrate da Cristo e colmate dallo Spirito”, “divinizzate” in Cristo: colme dello Spirito. Donne e uomini “maturi” nella natura umana, in cui l’“apparato” o le capacità (virtù naturali) e i doni divini si sono ben sviluppati, affinché “ben radicati/e nella carità” portiamo frutti di ogni opera buona, anzi siamo Bontà e Bellezza (per partecipazione)... Ecco noi tutti/e chiamate ad essere riflesso del fiore perfetto e virgineo che è l’Immacolata.
Lettera circolare del 7 dicembre 1997, n. 20, p. 41
«Tutto il mio essere anela ad essere compenetrato da Dio, posseduto da Dio, consumato da Dio, in un nascondimento e un oblio totale da parte di tutti e di sé».
Oblatio vitae, n.14 [p. 30]
«Che la tua croce sia “mia” in tutta la pienezza del tuo amore per le anime che vuoi salvare. (…) Tutta l’anima e tutto il corpo è spalancato, innanzi a te, Signore, per essere compenetrata e annientata finché tu vuoi - dal tuo dolore ed amore per tutti i fratelli. Ciò che ora, liberamente, non mi è concesso donarti, prendilo tu stesso Signore, a pro di loro e il martirio del tuo Cuore Divino sia “tutto” mio, per dare a Te solo una dolce consolazione, di saperti accolto, compreso, amato, prolungato, fin dalla più vile e piccola delle tue creature, a nome di tutta l’umanità».
Oblatio vitae, p. 42 - Dare a Dio “una dolce consolazione”, 1° gennaio 1980
«Oggi è giovedì santo, è, per eccellenza, il giorno dei sacerdoti: Oh prediletti, benedetti ed eletti dal Cuore di Cristo… nascosti nell’Eucaristia con Cristo perché vi rivestite dei segni del Suo Amore».
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
«Noi tutti siamo nati nel sangue e nell’acqua. Gesù morendo crea una nuova umanità, dà quel battesimo che è la nuova nascita, la nascita come figli di Dio. Noi tutti siamo nati dal Cuore di Gesù, nati per essere figli di Dio, noi quanti abbiamo ricevuto il battesimo. Nati nel sangue e nell’acqua da questo amore sconfinato che non ha risparmiato nulla, e non risparmia nulla. Possiamo chiedere tutto al Cuore di Dio».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
È [Maria], nell’intuizione di Francesco, lo strumento prescelto dalla Ss.ma Trinità per la salvezza e la perfetta santificazione degli uomini e quindi la Madre di ogni bontà che ci ha ottenuto la misericordia.
Miscellanea, p. 30

