Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.

  • «Fammi accogliere tutti i tuoi desideri [oh, Madonna di Fatima] e quelli del Figlio tuo, affinché i Vostri Cuori Santissimi abbiano un servo fedele, un amico piccolino e una Sposa di Gesù».

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979

  • «Il Cuore di Gesù e il tuo, oh Maria, devono essere la mia costante dimora sicché nulla veda, senta, abbia, che il “buio”, l’Immobilità e il fuoco dell’Amore mi consumi in voi…a lode incessante della Ss.ma Trinità».

    Oblatio vitae, p.44 - Preghiera del 20 gennaio 1980

  • È questo [l’unione sponsale con Dio] lo scopo di tutta la creazione e redenzione, il punto in cui l’infinita Bontà di Dio vorrebbe condurre ogni anima, almeno ogni cristiano, che glielo lasciasse, preparandosi adeguatamente a lasciarGli ogni libertà e iniziativa col porre cura di seguirlo nella fede e nella certa speranza, amandolo sopra ogni cosa sempre e dovunque.

    (Scientia Amoris, pp. 18-19)

  • Ed ogni dover attendere ad altro, seppur prontamente eseguito per amore, è come se non fosse eseguito, non allontanandosi mai l’anima, né di giorno, né di notte, dall’esercizio dell’amare in cui l’anima è occupata in Dio, per Dio, da Dio come i polmoni nel respiro. Sì, anche dormendo, il cuore della sposa “veglia” come dice il Cantico dei Cantici e non c’è più attività o luogo che aumenti o diminuisca estrinsecamente, l’Amore, che intrinsecamente è la Vita stessa di Dio in Lei e con Lei.

    (Scientia Amoris, p. 16)

  • Come Maria, il frate minore (il francescano secolare o il Milite dell’Immacolata) autentico, sulla scia di Francesco e di Kolbe, ama la Chiesa, perché da Lei “ha conosciuto l’amore redentore di Dio, in Cristo morto per noi e per tutti gli uomini”.

    Miscellanea, p. 90

  • La luce è irradiazione della Gloria del Padre e del Figlio, la pienezza della Santità di Dio, infusa in Lei, per grazia - anzi, “in vista dei meriti di Cristo” - fin dal primo istante in cui fu concepito senza peccato e piena di grazia.

    Lettera circolare del 13 gennaio 2004, n. 43, p. 97

  • Entrambi si consacrarono totalmente alla Madonna: Teresa l’8 maggio 1884, giorno della sua prima comunione […]. San Massimiliano, ormai adolescente, nel seminario minore, a Leopoli (cfr. SK 1278), si era consacrato all’Immacolata, promettendo di combattere per Lei».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 189

  • Il meditare la Parola, con la mente e il cuore, invocando lo Spirito, ci fa penetrare nel pensiero e nei progetti di Dio; ci fa riposare nella certezza della sua fedeltà.

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 141

  • Maria Immacolata è già la perfetta realizzazione della umanità teomorfa e relazionale alla Trinità e noi guardiamo a Lei e ricorriamo al suo materno aiuto.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 9

  • Francesco era già avanti nel cammino della conversione ma doveva fare ancora passi importanti, a cui Dio lo preparava, e di cui la mistica “ferita d’amore!” “compassio” (= compassione), sarà il misterioso impulso, o dinamica dello Spirito, nell’immensa opera di “riparazione ecclesiale”...

    Lettera circolare del 10 agosto 2003, n.39, p. 86

  • La minorità è innanzitutto verità, davanti a Dio e ai fratelli, scartando la pompa e la boriosa menzogna del peccato e del possesso.

    Miscellanea, p. 88

  • […] vivremo davvero quello spessore contemplativo che è essenziale alla nostra vita, parte essenziale del nostro carisma, dono di Dio ad un cuore svuotatosi di sé per accogliere e dimorare in Lui e con Lui! E, quindi, reso canale vivo, per donare Lui Solo a tutte le Sue creature assetate.

    M.E.P., Lettera Circolare del 8 agosto 1994

  • «Gesù è entrato nel mondo per portarci l’amore di Dio e per renderci capaci – vedete, non dico solo insegnarci, sarebbe troppo poco –, per renderci capaci di amare i fratelli con tutta la tenerezza del suo cuore».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «Forse bisognerebbe aver conosciuto i rigori di quei tempi dove tracce di giansenismo ancora mettevano in primo piano – sproporzionatamente – la Giustizia di Dio rispetto all’Amore e la comunione non era permessa ogni giorno, per rendersi conto della novità e dell’arditezza di tali aspirazioni [di santa Teresina]. La piccola via era davvero “rivoluzionaria” e ancor più il modo “sicuro” e franco di annunciarla».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 759

  • Francesco farà della scelta libera e gratuita dell’Amore che pone all’ultimo posto e si fa piccolo “minore” di tutti, l’emblema stesso della sua nuova famiglia ecclesiale… L’ispirazione l’aveva avuta alla Porziuncola, la minuscola chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli - la Vergine Assunta in cielo - che egli tanto amava “perché aveva grande devozione per la Madre di ogni bontà”.

    Miscellanea, p. 54

  • «Teresa concluderà la sua vita mariaforme lasciandoci queste sue ultime parole scritte, tracciate a matita, con mano incerta, sul rovescio dell’immagine di Nostra Signora delle Vittorie, dove aveva incollato il “fiorellino” donatole da suo Padre quando era bambina... è 1’8 settembre 1897... a sole tre settimane dalla morte: “O Maria, se io fossi la Regina del Cielo e voi foste Teresa, vorrei essere Teresa affinché voi foste la Regina del cielo!!!”».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 190

  • «Gesù, proprio perché ha preso nel seno di Maria un’umanità autentica, un corpo, come il nostro, ha anche un cuore; questo cuore, dice il Concilio, con cui Gesù ci ha amato, con cuore umano… Era necessario che Dio-Amore amasse al modo nostro, perché noi diventassimo capaci di amare al modo suo».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «Ed ora, in questi giorni e in questi tempi, Egli celebra quella “Eucaristia cosmica”, bruciandomi tutta, incessantemente e facendomi ancor più desiderare ed attendere la grande sera della Sua Pasqua in me…(…) ed io ardo di un unico immenso amore: il Suo in me. (…) Quando la mia voce si spegnerà sulla Terra, inizierò a cantare queste cose in cielo e sempre, nel Cuore di Cristo, finché tutti siano là con Lui».

    Oblatio vitae, p. 38 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]

  • A Giovanni della Croce che dice che l’unione delle potenze non è né può essere continua in questa vita, la Madre aggiunge: essa tuttavia lo è assai, assai, anche se non al 100 per cento ma, lo ripeto, può avvicinarsi assai giacché l’anima è sempre consapevole, specie se per grazia e impegno proprio di fedele assiduità nel tempo, ha “sintonizzato l’orecchio interiore” o la volontà al luogo dell’amore, cioè all’intima cantina, e ne “esce” parzialmente, tenendo sempre l’Amato per mano, e tendendo l’orecchio alla sua voce, senza mai lasciarlo con l’attenzione del cuore, e quasi ambasciatrice di Lui, fa solo quelle brevi “sortite” per le incombenze a cui Egli stesso la manda […]. Perciò non se ne allontana realmente nemmeno con le potenze che sempre e solo in tutto, persino nella frazione del secondo (e vado presa alla lettera) usa per Lui e ripeto, sotto i suoi tocchi come arpa che Egli solo ha suonato e il cui suono… pur portato lontano, non distoglie o separa la Mano o il Dito dello Spirito dallo strumento-anima che ha toccato.

    (Scientia Amoris, pp. 40-41)

  • «Vivere come te nell’Eucaristia, vivere nel tuo Cuore ardente di amore: essere amore al Padre, a Te, nello Spirito Santo, “nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3)».

    Oblatio vitae, p.19 – Fine aprile 1979

  • «Ma ne diventa anche “martire” (in senso etimologico): testimone! E Padre Kolbe sarà il primo Santo canonizzato come “Martire della carità!” Teresa e Kolbe saranno entrambi “felice vittima”, olocausto consumato col fuoco dell’Amore: ...o col fuoco dell’odio, accettato per Amore, come Massimiliano. Ma entrambi - ciascuno a suo modo - saranno “martiri di carità”».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209

  • Viviamo Maria! Maria tutta rivolta a Dio! Maria vera, semplice, lineare, perché non mossa, MAI, da altra ricerca che la Gloria di Dio e dalla Sua presenza da portare, donare e accrescere negli uomini tutti! Maria non pensava a sé, né desiderava altro che Dio!

    Lettera circolare del 6 agosto 1992, n. 14, p. 26

  • Riponiamo in Dio solo ogni nostro tesoro, fiducia e speranza (FF 1043) come fece San Francesco! E perciò si abbia cura di non cadere mai nello scoraggiamento, nell’amarezza, nel pessimismo, perché non sono da Dio!

    Lettera circolare del 12 aprile 2000, n.30, p. 64

  • Il “letteralismo evangelico” di Francesco non è fedeltà ad usanze ma fedeltà allo Spirito di Cristo che parla nel Vangelo e continua a guidarci non a “realizzare un’opera umana”, per quanto grandiosa, ma “la famiglia dei figli di Dio”, aperta a tuta l’umanità.

    Miscellanea, p. 107

  • «Veramente la consolazione materna di Dio per il suo popolo ci è stata offerta, qual balsamo di speranza e di riconciliazione, in questi martiri della carità verso Dio e i fratelli! Possano essi condurci al grande Giubileo della Misericordia, accompagnati dalla tenerezza materna di Colei che sempre conduce alla Vita, che è nel Figlio suo, desiderando solo che tutto sia ricapitolato in Lui, nell’unità dello Spirito Santo, a gloria di Dio Padre».

    Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209

  • «Teresa non è solo una santa da pregare e da ammirare, ma anche una maestra da seguire e da imitare. Proprio perché ella sa insegnare la via della santità in modo mirabilmente semplice, ci invita e ci aiuta a percorrerla con altrettanta naturalezza ed efficacia».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 762

  • «Ma noi dobbiamo pregare Gesù per Voi [sacerdoti], noi dobbiamo amarLo per Voi e sacrificarci per Voi, perché la Sua Grazia abbondi nei Vostri cuori e non diate in pasto alle creature le vostre membra che, in modo particolare, Cristo – mediante la Chiesa – volle caste e Sue, per colmarvi di Celeste Dottrina, come al vergine Giovanni».

    Oblatio vitae, n. 4 [p. 9]

  • L’eredità spirituale del Carmelo può aiutarci a vivere alla presenza di Dio fino ad essere tutta disponibilità per Dio, “come” Maria: un Nulla per il Tutto, un’umanità aperta all’Infinito.

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 9

  • Dio ci tende le braccia impariamo ad aprire a lui le nostre, a fidarci di Lui: questa è la fede, fidarsi di Dio ancor prima e durante il credere nella verità, è credere alla Sua Persona al Suo Amore è cercarlo è desiderare di “conoscerlo” e che sia conosciuto. Questa è la nostra vita “carmelitana” ma prima “cristiana”…

    M.E.P., Lettera a Claudia Cavazzi della Somaglia del 7 ottobre 1967.

  • «C’è una risposta muta, ma piena, da dare a Dio e agli uomini: la propria vita, tutte le proprie energie, spese momento per momento, essendo un vivente crocevia (un crocifisso), dove due sconfinate sofferenze possono incontrarsi tra loro: e incontrandosi diventare Amore».

    Oblatio vitae, n. 1 [p. 5]

  • «Nascosta e sepolta nel Cuore di Cristo, attraverso la linfa del Suo Cuore Mistico, sia luce e fuoco e vita per quante anime Tu vuoi: fino alla fine dei secoli. Amen».

    Oblatio vitae, p. 22 – 22 Giugno 1979, Festa del Sacro Cuore di Gesù

  • Già Franceso d’Assisi, discostandosi dalla visione neoplatonica della persona, poneva “al centro” il mistero dell’Incarnazione, per cui Dio si è fatto uomo (“homo factus est”), affinché l’umanità sia resa partecipe, per grazia, della sua divinità e pienezza di santità… così come lo è già in Maria Immacolata, Madre di Cristo e della Chiesa…fin nella sua corporeità assunta nella gloria.

    Miscellanea, p. 93

  • Chi l’aveva introdotta [= santa Teresina] così bene e così a fondo nel cuore di Dio? Certamente solo lo Spirito di Dio che conosce le cose di Dio. L’umiltà e la confidenza di Teresa hanno attirato Dio in lei, ma certamente anche la Piena di Grazia [= Maria Ss.ma], a cui fin dall’inizio del manoscritto [Teresa] aveva chiesto di guidarle la mano».

    Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 758

  • Maria Immacolata è radicalmente “recipiens”, o in uno stato di umilissima recettività ed anche la Sovrana umile che vuole elargire i doni del Re, del suo Diletto a tutti.

    L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 151

  • […] il profondo carisma della vita monastica (monos = solo... solo con Dio). «Dio solo» è il valore per e del Monaco!

    Ora, Dio, – attraverso la sua piccola serva – non ci ha volute/i «monache - monaci», in senso stretto: cioè chiuse/i in un monastero, isolate/i dal mondo ma contemplative/i nel mondo, come Maria, perché portiamo a tutti e dovunque Gesù, racchiuso nella celletta del nostro cuore. Ma veri contemplativi, pieni di Dio, Arca dell’Alleanza, casa di Dio, vi ha volute/i […].

    M.E.P., Lettera Circolare del 8 agosto 1994

  • «Lui si è fatto cibo, perché il suo stesso cuore, il suo stesso amore, diventi il nostro nutrimento e diventando il nostro nutrimento diventi la forza della nostra vita».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • Ecco la spiritualità del Carmelo: stare alla presenza del Signore... non per sé... ma per il bene di tutti, perché Dio sia tutto in tutti, quindi per la sua gloria, poiché solo l’uomo vivente di Lui, e in Lui, lo glorifica, nel suo stesso essere!

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 23

  • Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].

    M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108

  • Ora anche noi…insieme alla grande famiglia francescana, chiediamo grazia a Dio: Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso (…) di voler sempre ciò che a Te piace, affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del Figlio tuo, il Signore Gesù Cristo, e a Te, Altissimo giungere con l’aiuto della tua sola grazia”. Ora c’è da chiedersi: chi mai, più dell’Immacolata ha avuto lo Spirito del Signore e può insegnarci a seguire sempre la sua santa operazione?

    Miscellanea, p. 105

  • S. Francesco “circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù perché aveva reso nostro fratello il Signore della Maestà”. Grazie a lei, abbiamo la vita di figli di Dio in comune con Gesù: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5, 2.5). Questo, dunque, il “perché” del grande amore di Francesco a Maria.

    Miscellanea, p. 29

  • «Queste due belle caratteristiche Gesù stesso ci dice che fanno parte del suo cuore. Ma c’è n’è un’altra, che a me è molto cara. E qui proprio vi parlo direi, un po’ commossa. Noi sappiamo che quel cuore è misericordioso. Vi siete mai chiesti che cosa voglia dire la parola “misericordia”? Bene, proviamo a smontarlo, è fatto da «miser» e da «corde». Letteralmente vuole dire avere il cuore vicino al misero, il cuore vicino a chi soffre. Non importa se si tratta di sofferenze fisiche, morali o di povertà. È il cuore vicino al misero… Oppure «compassione» - che vuol dire, patire con, soffrire insieme. Questa è un’altra caratteristica fondamentale del Cuore di Gesù, pieno di misericordia, vicinissimo a tutti quelli che soffrono. Provato dalla sofferenza fisica e morale».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • «E contemplando il “” di Maria, scrivevo: “essere accoglienza totale di Dio, nella nostra persona, anima e carne, accoglienza bruciante e trasformante, per diventare ‘eucaristia’, cioè oblazione gioconda, grata, a Dio… e vittima di espiazione e riparazione, con Gesù”».

    Oblatio vitae, n. 14 [p. 30]

  • «Oh! Perfettissimo Verbo Sempiterno, fatto Uomo per noi e – come se non bastasse – servo e schiavo e prigioniero, vilipeso, contuso, schiaffeggiato, dilaniato dai flagelli nelle tue carni monde e tutte pure. Oh! Bellezza del Redentore, oh! soavità dell’Agnello senza macchia, Immolato per noi!».

    Oblatio vitae, n. 6 [p. 11]

  • Già abbiamo detto qualcosa della cantina più profonda o segreta in cui nessuno, fuorché Dio solo entra e nella quale l’anima giunta, per grazia, al matrimonio, vive abitualmente, tutta intenta al suo Diletto, lontana, anzi lontanissima, da ogni altro “suono” che possa minimamente distrarla – se poi ciò fosse possibile – e non lo è poiché è Dio che l’ha condotta così lontano, in profondità e circondata anzi avvolta di Sé solo, sicché ella non vede, non gusta, non ama altri che Lui e tutto in Lui e solo con Lui.

    (Scientia Amoris, p. 33)

  • «Ma chi, chi mai avrebbe potuto inventare un modo più sublime di amare? Farsi cibo per l’altro. Ecco che il Cuore di Gesù ha voluto condensare nel pane e vino, tutta la sua realtà di tenerezza, di misericordia, di compassione, di vicinanza».

    Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990

  • Francesco stesso voleva che la fraternità dei Minori “crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio” perché in Maria “fu ed è ogni pienezza di grazia e di bene” come cantò lo stesso Serafico Padre… e ancora: “perché ci ha ottenuto la misericordia”.

    Miscellanea, p.61

  • «È necessario “conoscere quel Cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desiderio ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro patire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della Passione».

    Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]

  • «Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».

    Oblatio vitae, p. 32 – “Testamento di amore”, scritto da M.E.P. in una lettera a P. Solano il 12/02/1980

  • «È necessario «conoscere quel cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desidero ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro partire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della passione».

    Oblatio vitae, p. 37 - L’Amore è la ragione della Passione [Riflessioni del 29/02/1980]

  • «Senti, Amore, come potrei ardere notte e giorno, per quanto possa, creatura e per partecipazione, si intende, del tuo Amore e dei tuoi ardenti desideri nel “tabernacolo”, cioè nel tuo Cuore Eucaristico, se tu non mi partecipassi ciò che ti è più intimo: il tuo Spirito e questa dimensione particolare del tuo Mistero? Ma nemmeno potrei “credere” nella tua Divinità senza il dono del Padre”.

    Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979