Oh! Maria, prendi la mia mente e tienila in te così che non veda più, né pensi, né ricordi, se non mediante l’estrema tua purità che nulla, nulla, nulla mai attribuisti a te. Oh! Vergine, Madre, che tanti supplicasti a Fatima, “con l’aria così triste” (dissero Lucia e i due pastorelli), perché si pregasse e si facesse penitenza per la conversione dei peccatori, concedimi, ti prego, di non perdere più nemmeno una occasione di lode e di sacrificio a Dio, affinché quel che resta di questa vita, così ricca per parte Vostra, così povera per parte mia… sia d’ora innanzi, una vita davvero da figlia tua, nel Figlio tuo, a gloria del Padre e a bene dei fratelli.
Fammi accogliere tutti i tuoi desideri e quelli del Figlio tuo, affinché i Vostri Cuori Santissimi abbiano un servo fedele, un amico piccolino e una Sposa di Gesù.
(M.E.P., Oblatio Vitae, n. 5, pp 9-10).
Spirito del Signore Gesù, ti chiediamo, in questo giorno, il dono della fortezza nella fedeltà perfetta e il dono dell’umiltà e dell’amore in tutte le cose. Tu, Spirito Santo, dono del Padre e di Gesù, Amore, Eterno Vincolo della Trinità e fra Dio e noi, resi figli nel Figlio, consacra l’offerta di tutto il nostro essere e di ogni istante di questo giorno e di questa notte affinché tutto diventi un’unica Eucaristia come il pane e il vino posto sull’altare. Uniti, così, perfettamente a Gesù, come Sue Membra, Egli conduce avanti in noi e per mezzo nostro l’opera della Redenzione a Gloria del Padre.
Spirito Purissimo, Santificatore, trasformaci il più possibili in Gesù e in Maria, dando a noi la docilità, la mansuetudine, la umiltà, la fede e l’amore che è nei Loro Cuori nei quali, o Spirito divino tu hai trovato, qui in terra, e ora in cielo, il tempio più bello dove il Padre è degnamente lodato, glorificato, amato.
Tu, Spirito Santificatore, forza dei Martiri, purezza delle Vergini, Sapienza dei Dottori, Carità ardente dei cuori di tutti i santi, rendi luminose le nostre menti, limpide le nostre parole, umili i nostri gesti, ardenti i nostri cuori nel servizio della lode, nella riparazione, nel lavoro, nel sollievo e nel riposo di questo giorno.
Fa che il nemico non osi avvicinarsi ma che viviamo consapevoli delle tenebre che, in questa vita, vorrebbero inghiottire la Luce e, così, lottiamo generosamente sulla croce, con Cristo Redentore per estendere e avvicinare la venuta del Suo Regno.
Svelaci sempre il valore immenso della riparazione, del dolore offerto per amore, del compimento esatto della tua Volontà, fin nelle più piccole cose.
Spirito di Amore, unisci ogni nostro respiro al Cuore di Gesù e di Maria, in lode perfetta a Dio Padre Onnipotente e fa che, ascoltando ed obbedendo in ogni istante a Te, compiamo perfettamente il piano di amore della SS.ma Trinità. Amen.
Oh! ti prego, Gesù, prendi da me TUTTO ciò che vuoi, come lo vuoi, quando lo vuoi, se lo vuoi. Vorrei farti “felice”, darti immensa consolazione (immensa perché riamandoti nel tuo stesso Amore) ed adorarti infinitamente per tutti i miei fratelli.
Piena di grazia, piena della gloria di Dio, piena della vita di Dio.
Maria per me è tutto cioè il “tempio”, il grembo materno, il palazzo, in cui trovo il Tutto di cui Lei è piena. Maria è il luogo del mio incontro con Dio. È la Madre che mi dona il figlio e mi accosta a Lui e in Lui mi tiene finché Egli dimori perfettamente in me come in Lei.
Ella me lo dona intero, senza misura così come senza misura lo riceve e lo possiede.
Maria è mia Regina cioè Colei nella quale il Sì di Dio si compie perfettamente e che ci aiuta a compierlo perfettamente.
Ella è la Sposa, rivestita d’oro, seduta accanto al Re (del Sal. 44).
Io da Lei voglio dipendere per dipendere perfettamente da Dio, affinché tutto l’essere mio diventi adorazione e servizio.
Ella è perfetta lode alla salvezza del Padre che in Lei raggiunge l’apice della perfezione, in Cristo. E dimorando in Lei, lasciandoci allevare e nutrire da Lei – per mezzo della s. obbedienza – anche in noi viene a compiersi nel modo più perfetto la salvezza e la fecondità materna a lode di Dio Padre.
Maria è Colei che mi aiuta a “comprendere” le Scritture (la sede della Sapienza) e a rendere segno e strumento di salvezza ogni dovere quotidiano. Maria dà spessore di eterno ad ogni gesto perché Ella è piena di grazia. Lo era allora lo è oggi – Ella è in Cristo – perfettamente – nuova creatura ed io in Cristo la raggiungo, la tocco, la amo. Ed Ella, in Cristo col dono dello Spirito ci raggiunge, ci illumina ci trasforma e ci ama.
Maria è un grande Sacramento segno della salvezza realizzata e strumento della salvezza da realizzare in noi ma segno efficace perché il circolo trinitario ci raggiunge in Lei, in Cristo. Ella è la prima in Cristo (fin dall’immacolato concepimento) ma Cristo è il primo in Lei (sua tenda e suo palazzo – come diceva S. Francesco!) grazie alla divina maternità.
Non si può scindere il contenuto dal contenitore… S. Paolo dice: “tutto è vostro ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”. Così è di Maria ella è di Cristo e di Dio ma Cristo è Suo. Dio in Cristo è Suo Figlio e Lei lo può donare come nessun’altra perché Egli è Suo.
Non solo il Cristo della storia fu Suo ma il Cristo della Gloria è suo perché Egli l’ha resa “socia redemptionis”, cioè l’ha confermata tale ai piedi della croce sancendo la realtà di tutta la sua vita di serva del Signore e di piena di grazia.
Al dono iniziale dell’annunciazione, infatti, si è poi aggiunta il merito di tutta una vita ricchissima di sofferenze e fede.
Ella ha meritato di schiacciare la testa al dragone. E in Lei anche noi ne abbiamo la forza.
Circa il presente argomento, il Dottore Mistico [san Giovanni della Croce] prosegue col dire: «Come nella consumazione del matrimonio naturale, come dice la Sacra Scrittura (Gen 2,24), sono due in una sola carne, così anche nella consumazione di questo matrimonio spirituale fra Dio e l’anima, sono due nature nell’unico spirito e amore, come dice S. Paolo riferendo la stessa similitudine: “Chi si unisce con il Signore, si fa un solo spirito con Lui” (1Cor 6,17)» (Cantico Sp. 22,3). Ed ogni dover attendere ad altro, seppur prontamente eseguito per amore, è come se non fosse eseguito non allontanandosi mai l’anima, né di giorno, né di notte dall’esercizio dell’amare in cui l’anima è occupata in Dio, per Dio, da Dio come i polmoni nel respiro. Sì, anche dormendo, il cuore della sposa “veglia” come dice il Cantico dei Cantici e non c’è più attività o luogo che aumenti o diminuisca, estrinsecamente, l’Amore, che intrinsecamente è la Vita stessa di Dio in Lei e con Lei.
Solo il peccato altrui le causa pena e immensa pena e pur non impedendo affatto la vita d’amore che è soave, fa gemere tutta la persona di indicibile strazio, come la più esecrabile distruzione e maggior perversità dell’universo e abbruttimento dei doni dell’Altissimo che con infinito Amore ha creato l’uomo per condurlo all’unione con sé, che quell’anima ben conosce e gode sapendo, così, a quale gaudio, già in questa vita, il fratello e la sorella, specie se consacrati (ma è per tutti i battezzati) sono anch’essi chiamati.
Oh! sapessero le anime e fosse insegnato loro fin da piccine, nelle famiglie cristiane; dai catechisti; dal confessore; nei movimenti, a quale vertice e pienezza d’amore siamo, fin da questa vita, chiamati.
Allora molte, di buona volontà, non perderebbero tempo, in altre vie spirituali che le affaticano o propongono “oggetti”, o meglio, “stadi” intermedi, che pur ricordando Dio e partecipando “qualcosa” di Lui non sono direttamente, semplicemente, esclusivamente Egli stesso Egli solo. Ma anzi, queste anime ben illuminate e guidate, si comporterebbero come, in sintesi, dice San Giovanni della Croce, circa quanto ha già esposto nella Salita del Monte Carmelo e nella Notte oscura e antecedentemente alla strofa 22 del Cantico Spirituale: «uscendo… da tutto quel che è temporale e naturale, da tutte le affezioni, le maniere spirituali, messe da parte e dimenticate tutte le tentazioni, tutti i turbamenti, tutte le pene, le sollecitudini e le preoccupazioni, trasformata da questo sublime abbraccio»… «come se si dicesse: si è trasformata nel suo Dio».
Nello stato felicissimo del matrimonio spirituale, come dice San Giovanni della Croce al n. 5 della Strofa 22 del Cantico Spirituale, «si opera un’unione delle due nature e una comunicazione di quella divina e quella umana tale che, pur conservando ciascuno il proprio essere ognuna sembra Dio. Se in questa vita ciò non può accadere in maniera perfetta, tuttavia accade in un modo che trascende quanto si può dire e pensare». In questo stato inoltre l’anima «è adagiata sulle braccia di un tale Sposo, al quale si sente sempre stretta in un vero abbraccio spirituale per mezzo di cui ella vive la vita di Dio. A questa anima si attribuisce quanto S. Paolo scrive: “non vivo più io, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2,20)» (n. 6).
Ed è questo lo scopo di tutta la creazione e redenzione, il punto a cui l’infinita Bontà di Dio vorrebbe condurre ogni anima almeno ogni cristiano, che glielo lasciasse, preparandosi adeguatamente a lasciarGli ogni libertà ed iniziativa col porre cura di seguirlo nella fede e nella certa speranza, amandolo sopra ogni cosa sempre e dovunque.
Chiedo, desidero, supplico ardentemente il mio Signore che Egli, ed Egli Solo, divenga “Tutto” per ciascuna di noi: Egli il nostro Creatore e Redentore amabilissimo. Oh! Fissiamo lo sguardo d’amore su Cristo, il nostro Dio fattosi “carne” per noi e contempliamo con intima riconoscenza la sua nascita povera, la sua vita umile e nascosta, il lavoro delle sue mani, le fatiche apostoliche, i tradimenti, le incomprensioni, le torture e la morte, dopo un processo ingiusto… poi la tomba… e la risurrezione e ascensione gloriosa! Oh! Cristo, Figlio di Dio, sii Tu l’Unico nostro Bene, “tutto il Bene”… come diceva Francesco. Vorrei che ognuna di noi fosse Maria per Te: tutta e solamente protesa ad ascoltare le tue parole e ad attuarle subito, bene, con amore… la Vergine fedele, la socia del Redentore, la Sposa e Madre.
Signore che inspiri in me la tua Vita, che io possa ri-amarti nel tuo Amore: vieni, e fatti “risposta” nel mio cuore affinché aderisca a te con tutto l’esser mio animato da te, attirato da te, immerso in te… così rimanga… come Tu dicesti, o Cristo, pregando il Padre: Io in loro e Tu in me affinché siano uno come noi.
Padre Santo, totalmente amato dal tuo Figlio; totalmente amato ed adorato da noi in Lui e con Lui (come uomo anche l’adorazione, come Dio l’amore), nello Spirito Santo… l’essere mio aderisce a Te mentre lo visiti e lo unisce a Te, in Loro: l’adesione è con Cristo in Dio, l’attrazione è da Cristo nello Spirito e in Loro aderiamo totalmente a Te, Padre di ogni Bontà, Fonte di ogni Bellezza, Paternità dolcissima e soave. Oh! Padre, del “sorriso perenne” verso i tuoi figli, Abbà! Padre di tutta la mia esistenza, consistenza, intima vita (che è Cristo, che è lo Spirito tuo e nostro in Lui)… poiché per questo ci hai creati perché fossimo come Egli è: il prediletto Figlio, l’αγαπετός.
Padre! Gesù mi abbraccia nello Spirito per guadagnar sempre più “spazio” da colmare di Te… Egli ottiene lo Spirito, il quale colma la radicalità del nostro nulla col dono della Tua, Padre, e della loro (di Gesù e Sé) unica e trina presenza viva. Egli ti conduce e ti “depone” nel piccolo nido del cuore, nell’intimo della persona umana, perché, nel calore materno dello Spirito, la tua Vita “sbocci” in Lode di Amore esistenziale: fatti noi lode-viva, partecipazione trinitaria, redamatio o risposta perenne di Amore. Oh Padre, Padre, Padre d’ogni Bontà e Magnificenza, d’ogni Bellezza ed Umiltà, Fonte e datore d’ogni Vita a tutte le tue creature angeliche e terrestri, note ed ignote a noi, ma che hai volute “in Lui e per Lui” perché le riconducesse a Te fatte risposta d’amore mediante lo Spirito effuso nei nostri cuori! Grazie Signore, Grazie mio Dio! Grazie!
Se l’uomo vive sempre “fuori di sé”, proteso alla “conquista” della nuova tecnologia dalla quale è stato conquistato, avido di sensazioni: di colori, di luci, di suoni…, nella illusione di possedere tutto… non possederà nulla, nemmeno sé stesso. Il dramma di oggi è l’uomo “es-propriato”, “estirpato”, tolto a sé, e quindi alla scoperta di Dio in sé e all’intimità con Lui.
Anche certa pastorale cade in questo equivoco, accentuando il “Dio tra noi” e il servizio al fratello, socialmente inteso – e pur necessario – al di sopra del “Dio con te” (Dominus tecum).
Prima bisogna che il Signore sia con te = accolto da te, riconosciuto da te, che Gli apri quando bussa, e ceni con Lui… poi guarita, lavata, rifocillata, illuminata, da Colui nella cui luce vedi la Luce… potrai riconoscerLo e servirLo nei tuoi fratelli… e il tuo servire sarà “puro”. Prima devi esistere, poi potrai agire, avendo scelto il “perché” e il “come” della tua azione nella Sua luce. Se no non vedi!
È importante che tu non viva “fuori di te”, trascinato dall’attivismo, correndo dietro una folla che corre dietro un folle! Ed è follia inseguire l’effimero quando sei creato e strutturato per l’Eterno. Ti ha fatto perché Egli sia la tua sazietà = tu esauriente, Egli pienezza di Bene!
Tu sei creato per essere ciò che Egli è: non per rapace conquista ma per umile, riconoscente, accoglienza del Dono infinito che Egli vuole riversare in te. Tutto Sé stesso è ciò per cui sei creato e reso capace “capax Dei” per opera di Cristo Redentore. Ed è lo Spirito il Dono! Colui che il Padre e il Figlio vogliono “depositare” in te perché divenga in te “fonte d’Acqua viva” che zampilla in vita eterna, già ora, prima che tu muoia.
Sei già eterno e sede viva di eternità. Anche se morirai, non tutto morirà, anzi il “più”, il “meglio” di te non morirà mai perché è già eterno! Eterna è la tua anima: creata con un inizio ma senza una fine. Creata senza termine perché la tua beatitudine possa essere eterna. Tu muori ma la tua anima non muore, né muore l’Amore che già la anima, la inabita, la compenetra, la vivifica.
Oh! Anima innamorata del tuo Dio, nulla desideri per te se non la gioia sua, il suo compiacersi in te perché vi vede solo il riflesso del Verbo che, in eterno, è l’Amen perfetto del Padre. Tu sei per Dio Solo! Risposta al tuo Dio, nell’“ecco” di Maria. Vuota di te perché piena di Lui. “Ave… piena di grazia”! Risposta del tuo Dio sarà lo Spirito in Te, perché, in Lui, risponderai a Lui solo le parole di Lui e sempre attuerai ciò che Egli voglia, perché per te “vivere è Cristo” e morire un guadagno, se Egli lo voglia… se no, vivendo, sei già morta a te e viva in Lui, perché Egli è tutto in te e può chiamarti “mio compiacimento”. Noi per questo siamo stati creati. Non ignorare il tuo Dio!
Tempio di Dio, casa di Dio, mansione cioè luogo di dimora stabile per il “manere” o rimanere del tuo Dio come sempre la Trinità “rimane” in sé, pur attuando anche “fuori” di sé. È in te il luogo “preferito” di Dio, da cui tutto il resto – la ragione del creato stesso – viene illuminata. Sei tu, uomo, la risposta viva all’Amore del tuo Dio = una risposta che si chiama “Gesù Cristo”, che si chiama “Maria”. Il “tu” perfetto creaturale e divino, o divinizzato, ad un tempo. Volto a volto, gli occhi che si guardano nell’Amore, Dono e accoglienza, Parola, Silenzio, Risposta “coniunxio et dilectio”. Non ignorare chi sei tu per il tuo Dio. Ma diGli: «realizzati in me…». DiGli: «Esprimi liberamente Te stesso, fuori di Te, creando in me ciò che, da sempre, tu vuoi sia espressione perfetta di Te… la Tua Bellezza in me».
Figlia e Sposa del Re, Ancella e proprietà Sua, ripeti ogni giorno insieme alla Madre Tua, Maria:
“Eccomi, sono la serva del Signore” e consegnati interamente al tuo Dio. Egli farà in te “grandi cose” ma tu vedrai Lui Solo!
Ti prego, Vergine Immacolata, fa che ti ami di più. Svelami la tua Bellezza e Bontà, quella riposta da Dio in te, perché anche noi, onorandoti e amandoti arriviamo, “con te e come te”, a vivere tutto e sempre in Dio e per Dio. A vivere una vita Cristocentrica, in cui Tu, o Signora Santa, ricolma dello Spirito Santo, unisci i nostri cuori a quello di Cristo nell’amore al Padre, e nel servizio dei fratelli, nell’attesa che venga il Regno di Dio e si consumino le nozze eterne e tutto sia ricapitolato in Lui.
La luce di Dio e la Parola di Dio

