1941
25 Marzo 1941:
Nascita di donna Maria Elisabetta Cunegonda Patrizi Naro Chigi Montoro, ultimogenita di quattro figli, nella Clinica «Villa Bianca al Nomentano» (Roma), dai genitori: Marchese don Bernardo Patrizi e Claudia Cavazzi della Somaglia.
26 Marzo 1941:
Gracile e cagionevole di salute, viene battezzata il giorno dopo la nascita nella stessa Clinica «Villa Bianca al Nomentano».
1946
Nell’autunno del 1946 (fino al 1952): Per assicurare un’educazione migliore ai figli – considerando la situazione del dopoguerra in Italia –, Bernardo e Claudia decidono per un trasferimento a Londra: Claudia si trasferisce con i quattro figli: Francesca, Giovanna, Jacopo e “Gondina” (= Maria Elisabetta), mentre Bernardo rimane in Italia per motivi di lavoro. Ogni estate, la famiglia si ritrova a «Villa Gernetto», in Brianza (Italia).
1947
Gondina chiede a Maria Immacolata di “farle da Mamma”.
1949
Bernardo si reca pellegrino a Lisieux per affidare la fede della sua figlia più piccola, “Gondina”, all’intercessione di santa Teresa di Gesù Bambino. Spesso Bernardo le spedisce dei santini, che nutrono la fede della piccola “Gondina”.
21 Dicembre 1949:
Riceve la Prima Comunione nella cappella delle Suore dell’Assunzione a Kensington Square (Londra). Maria Elisabetta la definirà, anni dopo, come un «un fuoco di amore».
1952
Gondina va pellegrina alla «Scala Santa» (Roma) con il papà Bernardo, che le compra dei santini. Un santino raffigura un sacerdote che celebra la S. Messa, con tanti orologi intorno, per significare che la Messa viene celebrata in tutto il mondo a tutte le ore. Tornata in albergo, Gondina allinea i santini sul bordo del letto e si inginocchia a pregare. Toccata dallo Spirito di Dio, Gondina offre la sua vita per i sacerdoti.
Autunno 1952:
Rientrata Claudia con i figli in Italia, la famiglia si riunisce in Via Margutta 54 (Roma), vicino a Piazza di Spagna.
1953
Gondina inizia la prima media alla Scuola “Mary Mount” sulla Via Nomentana.
1956
L’amica del cuore di Gondina, Ilaria, muore all’improvviso di un infarto a 15 anni di età. Gondina ne rimane profondamente colpita e comprende quanto la vita sia breve ed incerta.
1960
12 Luglio 1960:
Gondina consegue il diploma liceale.
1961
2 Aprile 1961:
Gondina è in gita in Sicilia con il suo papà e con gli zii da parte del padre. Entra nel Santuario dell’Annunziata a Trapani e si inginocchia davanti ad una statua marmorea di Maria Ss.ma. In un istante, Gondina comprende che tutto quello che lei ama – il fidanzato, la cultura, lo sport, la «Villa Gernetto», la natura, ecc. – è come «un fiammifero di fronte al sole dell’amore di Dio per lei». Comprende che Dio la vuole tutta per sé. Tornata a Roma, si lascia col fidanzato.
1961 / 1966
Gondina vuole entrare nel Carmelo di Firenze; ma i genitori – in particolare la mamma, Claudia – ritengono che Gondina debba laurearsi e fare anche un’esperienza lavorativa prima di decidersi per la vita di clausura. Vietano il suo ingresso nel monastero prima dei 25 anni di età, e persuadano anche la Priora del Monastero a rispettare l’imposizione genitoriale.
1966
25 Marzo 1966:
Soffiando sulle candeline della torta di compleanno, Gondina annuncia a sua madre Claudia che presto entrerà nel Carmelo di Firenze. Il 9 aprile 1966, entra nel «Monastero di S. Maria Maddalena de’ Pazzi» a Firenze.
1971
19 Marzo 1971:
Dopo cinque anni felici nel Carmelo di Firenze, Sr. Teresina dello Spirito Santo (= Maria Elisabetta), in spirito di obbedienza, accetta di assistere alla fondazione di un nuovo monastero carmelitano, il Carmelo «Mater Unitatis», a Montiglio di Asti. Sua madre Claudia affronta in toto le spese di costruzione della cappella del monastero.
Poco dopo l’arrivo nel Carmelo «Mater Unitatis», Maria Elisabetta scopre la sua malattia, diagnosticata come “lupus”. (In realtà, era una forma di sclerosi multipla, con conseguente “demielinizzazione”, cioè la consumazione della ricopertura dei nervi in tutto il corpo. Una malattia autoimmunitaria rara). Il medico le dice: «Lei dovrebbe fare una vita comoda, fra letto e poltrona, poltrona e letto». «Così facendo, guarirò?», Maria Elisabetta gli chiede. Alla sua risposta negativa, Maria Elisabetta risponde: «Allora, Dottore, non posso seguire i suoi consigli».
1974
22 Marzo 1974:
Sr. Teresina, in obbedienza alla sua Priora, esce dal Monastero di Asti e poi si reca a Roma. Doveva accertare una “nuova chiamata” che Dio le faceva sentire, pressante ma caratterizzata nel contempo da una pace profondissima nel cuore: «Voglio che tu vada ad evangelizzare in un modo nuovo». Il Cardinale Maggiordomo segreto di Papa Paolo VI, Card. Mario Nasalli Rocca, dopo una serie di indagini, la fa inginocchiare e le ingiunge: «Per obbedienza a Santa Romana Chiesa, Lei deve uscire dal Carmelo per essere a disposizione di ciò che il Signore vorrà da Lei». Maria Elisabetta esce dunque dal Carmelo, con regolare indulto firmato dal Sottosegretario della Congregazione dei Religiosi, P. Basilio Heiser, OFM Conv., «per una missione nella Chiesa».
1975
Agosto
Maria Elisabetta Patrizi – ormai “laica consacrata” – incontra Mons. Giulio Ricci dalle Suore “Adoratrici Perpetue” in Via del Casaletto, a Roma. Lui le raccomanda di vedere una mostra sulla Sindone all’“Oratorio del Caravita”. Quello stesso pomeriggio ci va e, talmente colpita dalla mostra e «afferrata dallo Spirito», chiede chi ne fosse l’ideatore ed un suo recapito, e si reca appena dopo a casa sua. Chi le apre la porta di casa? Lo stesso sacerdote che aveva predicato quella mattina: Mons. Giulio Ricci.
1976
Gennaio
Inizia il «Corso di Sindonologia» di Mons. Giulio Ricci. Difatti, Maria Elisabetta Patrizi e Mons. Giulio Ricci avevano sottoposto al Card. Vicario di Sua Santità, Card. Ugo Poletti, già pochi giorni dopo essersi incontrati (agosto 1975), l’idea (progettata) di fondare un Centro di Studi sulla Passione di Cristo e la Santa Sindone. Egli fu molto incoraggiante. E così, il 4 maggio 1976 (Festa Liturgica della S. Sindone), si costituiva ufficialmente il «Centro Romano di Sindonologia», con proprio statuto in due parti: 1) Socio Ordinario; 2) Catechista della Passione.
Video di Mons. Giulio Ricci
1979
22 Giugno 1979:
Nella Solennità del S. Cuore di Gesù, Maria Elisabetta inizia la vita eremitica nel cuore di Roma, nell’Attico di Borgo Angelico 14 (vicino a S. Pietro). Grazie ai suoi moltissimi viaggi missionari in Italia e all’estero, tra personaggi di spicco, la fama di Mons. Ricci – ma anche della Dr.ssa Patrizi – aumentava sempre di più. Maria Elisabetta si sente troppo “sotto i riflettori”. Aveva lasciato tutto – ricchezza, fama e “gloria” umana – per seguire il Signore. Desidera vivere fino in fondo il suo “motto” preso al Carmelo: «abscondita cum Christo in Deo» (Col 3:3). In più, avverte un forte richiamo interiore a dedicarsi più intensamente alla preghiera. Lascia dunque il «Centro Romano di Sindonologia» e si ritira a vita eremitica, sotto la guida spirituale di P. Jesùs Solano, SJ e con l’incoraggiamento del Card. Vicario Ugo Poletti.
Quello stesso anno, Maria Elisabetta Patrizi fonda, con P. Jesùs Solano, SJ, il «Centro Cuore di Cristo» con Casa Editrice propria (C.d.C. = Cuore di Cristo). Lo scopo del loro apostolato: ritrovare e riproporre le radici bibliche e patristiche della devozione al S. Cuore di Gesù. Pubblicheranno moltissimi titoli, tradotti in varie lingue, degli autori cattolici di spicco dell’epoca, tra cui P. Charles Bernard, O.P. e Card. Luigi Ciappi, O.P., teologo personale di ben 5 Papi. Maria Elisabetta dedica la mattinata a revisionare le bozze e le traduzioni dei vari libri; il pomeriggio, la sera (e talvolta la notte), alla preghiera.
Audio di Madre Maria Elisabetta Patrizi: Maria Elisabetta Patrizi parla del S. Cuore di Gesù
1982
2 / 3 Gennaio 1982:
P. Elia M. Bruson, OFM Conv., Direttore Nazionale della «Milizia di Maria Immacolata» di P. Kolbe, accompagna Maria Elisabetta Patrizi a “Casa Kolbe” (Via S. Teodoro, 42 – Roma). Le dice di aspettare mezz’ora in cappella mentre sbriga delle faccende di casa. Maria Elisabetta, pregando in cappella, riceve la chiamata a seguire Kolbe come “discepola”.
Padre Elia M. Bruson, OFM Conv. parla dell’amore di Dio e dei fratelli
6 Marzo 1982:
P. Jesùs Solano, SJ muore improvvisamente (aneurisma) nel suo convento, cioè la Curia dei Gesuiti a Roma. Pregando davanti alla sua salma, Maria Elisabetta confida a Mons. Francesco Tortora, Vescovo di Locri (e già Frate Minimo di S. Francesco di Paola) la chiamata ricevuta due mesi prima a “Casa Kolbe”. Mons. Tortora la incoraggia e le suggerisce di farsi affiancare e guidare spiritualmente da P. Elia M. Bruson, OFM Conv.
1983
14 Agosto 1983:
Nel giorno della Memoria liturgica di san Massimiliano M. Kolbe, Maria Elisabetta e le sue prime compagne si riuniscono in un appartamento in Via dei Fienili (Roma) per vivere insieme l’ideale kolbiano di totale appartenenza a Dio attraverso Maria Immacolata. P. Elia M. Bruson celebra la Messa e prima di ripartire per il suo convento si dedica a qualche faccenda pratica, aggiustando anche il loro frigo! Quella sera, quando le altre si erano già coricate a letto, Maria Elisabetta si reca in cappella e consacra a Maria Immacolata, raffigurata in una bella statua, il loro futuro ed il futuro di tutti coloro che, in avvenire, ne sarebbero stati coinvolti: «Tu sei la Proprietaria di tutto, la Regina e Madre di tutti coloro che condivideranno questo ideale in futuro».
Nasce così la «Opus Mariae Immaculatae» («Opera di Maria Immacolata»). Nel 1996, nascerà il ramo maschile (frati e sacerdoti) e già prima, nel 1995, il ramo delle Famiglie.
Audio di Madre Maria Elisabetta Patrizi: Madre Maria Elisabetta Patrizi parla del Cuore Immacolato di Maria
Video-intervista: Madre Maria Elisabetta Patrizi e P. Elia M. Bruson, OFMConv. su EWTN con Madre Angelica
2020
Negli ultimi anni di vita, costretta alla sedia a rotelle per causa della sua malattia autoimmunitaria, Madre Maria Elisabetta decide di continuare a fare il bene così come può: attraverso la preghiera, l’ascolto e anche attraverso la pubblicazione di libri di carattere teologico. Dal 2009-2020, Maria Elisabetta pubblica una dozzina di libri.
12 Luglio 2020 (Festa dei Santi Coniugi Luigi e Zelia Martin), all’Ospedale S. Eugenio (Roma):
Madre Maria Elisabetta Patrizi parla di Dio
Dopo sei mesi di acuta sofferenza fisica – sopportata ed offerta al Signore con coraggio sorprendente –, Madre Maria Elisabetta Patrizi dà il suo ultimo respiro, verso le ore 15:00 di domenica 12 luglio 2020, all’Ospedale S. Eugenio (Roma).
17 Luglio 2020:
La salma di Madre Maria Elisabetta Patrizi viene tumulata – insieme ai suoi avi, nella cripta della cappella Patrizi – nella Basilica di S. Maria Maggiore (Roma).

