Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.
Nella stupenda poesia “Vivere d’amore” (del febbraio [1895]) in cui, pur trascrivendole a suo modo, si appoggia sulla preghiera e le parole di Gesù stesso all’ultima Cena (cfr. Gv 17) [santa Teresina] dice: “Vivere d’amore è custodirti! Verbo increato! Parola del mio Dio! Io t’amo e tu lo sai, divino Gesù! Lo Spirito d’amore mi incendia col suo fuoco. Amando te attiro il Padre che il mio debole cuore conserva, senza scampo. O Trinità! Sei prigioniera del mio amore” (strofa 2)».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 756
«Oh mio Dio quanto sei grande, chi potrà mai esaurire le tue meraviglie e stancarsi di bere e ribere ancora alla Sorgente del tuo dono che è nel Cuore di Cristo, fattosi Via, Verità e Vita, per noi tutti, pecore sbandate di un gregge perduto ed ora ritrovato».
Oblatio vitae, p.19 – Fine aprile 1979
Questa sostanza è la cantina segreta o più profonda dove nessuno fuorché Dio Solo entra o dimora. È il “luogo” dell’unione indissolubile e perennemente consumata, il vincolo profondo di unità fra Dio e l’anima che ha congiunto a sé e totalmente possiede. È qui la “sede” dove la Sapienza zampilla ed è gustata e ricambiata in bacio d’amore. Da qui si entra, nella pienezza del tempo stabilito, in paradiso. È il luogo segreto dove termina la scala segreta ed è realtà totalmente nascosta se non a Dio e all’anima che soli vi si trovano. Qui tutto è continuità.
(Scientia Amoris, pp. 28-29)
È nella meditazione assidua della Parola che cresce la capacità di discernimento, o di scrutare gli eventi e le persone con lo sguardo di Dio, nella sua Luce. Cresce pure la forza per la “battaglia spirituale” che ogni uomo deve affrontare, in questa vita.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 132
«Secondo lo Spirito, Le dico che desidero ardentemente, nella misura che Dio lo voglia, essere in tutto e per tutto e ad ogni istante, crocifissa con Cristo: nell’impotenza, nell’immobilità, nel buio, nella morte di tutta me stessa, fuorché l’anima, la quale - vivendo nella e della lode divina della vita trinitaria, nel Cuore di Cristo - sia madre e “cooperatrice” di salvezza per tanti e tanti e tanti».
Oblatio vitae, p. 32 – “Testamento di amore”, scritto da M.E.P. in una lettera a P. Solano il 12/02/1980
«Negli scritti di San Massimiliano M. Kolbe non vi è certamente una dipendenza testuale dalla grande santa di Lisieux ma c’è l’evidenza interna ai documenti, e quella di testimonianze esterne (ad es. dei suoi confratelli), di una amicizia mistica, devota e profondissima, con Teresa di Gesù Bambino che, a partire dagli anni 1918-1919, durerà tutta la vita, e avrà non poco influsso sulla sua spiritualità e la sua opera apostolica, prolungandosi poi nella genesi di nuovi istituti religiosi».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 188
[Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è Lei, l’Immacolata, la "mulier amicta sol" di Ap. 12,1, il vero "prototipo" della Chiesa stessa?
Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210
«C’è una risposta muta, ma piena, da dare a Dio e agli uomini: la propria vita, tutte le proprie energie, spese momento per momento, essendo un vivente crocevia (un crocifisso), dove due sconfinate sofferenze possono incontrarsi tra loro: e incontrandosi diventare Amore».
Oblatio vitae, n. 1 [p. 5]
«Santa Teresina ha un’illuminazione stupenda, perfettamente “biblica”, cioè conforme all’economia della Salvezza, e dice: “Questa scelta non è degna dell’Amore?... Sì, affinché l’amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente...” (Ms B, n. 255). Non è questa la consapevolezza di Maria nel Magnificat?».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754
«Oh! Amore mio, come vorrei, se fosse possibile, persino “respirare” solo nell’obbedienza e nulla, nulla, nulla, compiere se non nella purissima Volontà tua. Mi pare così dolce questo vincolo che unisce al tuo Cuore, alla Sorgente stessa della tua perfettissima maniera di essere Figlio e Sacerdote e Vittima per il Padre tuo e Padre nostro…».
Oblatio vitae, p. 43, Preghiera del 20 gennaio 1980
«Egli è l’Agnello, il Salvatore, il Propiziatore e “delle sue ferite noi siamo stati salvati”…e quel Sangue e quell’Aqua dal costato trafitto parlano più eloquentemente del sangue di Abele perché è l’impeto del Suo Amore che ha fissurizzato il suo Cuore Divino ancora prima che la lancia lo colpisse; Dio è amore e la morte del Figlio di Dio è stata una morte di amore, oltre che per amore».
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
Francesco d’Assisi conobbe profondamente la realtà materno-ecclesiale di Maria, tanto che di lui, san Bonaventura… ci dice: “Francesco, pastore del piccolo gregge, ispirato dalla grazia divina, condusse i suoi dodici frati a S. Maria della Porziuncola… perché voleva che l’Ordine dei Minori crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di Lei, aveva iniziato.
Miscellanea, p. 80
[…] il profondo carisma della vita monastica (monos = solo... solo con Dio). «Dio solo» è il valore per e del Monaco!
Ora, Dio, – attraverso la sua piccola serva – non ci ha volute/i «monache - monaci», in senso stretto: cioè chiuse/i in un monastero, isolate/i dal mondo ma contemplative/i nel mondo, come Maria, perché portiamo a tutti e dovunque Gesù, racchiuso nella celletta del nostro cuore. Ma veri contemplativi, pieni di Dio, Arca dell’Alleanza, casa di Dio, vi ha volute/i […].
M.E.P., Lettera Circolare del 8 agosto 1994
San Francesco…vide in Maria la “Virgo Ecclesia Facta”: colei che ci è data per introdurre anche noi nella feconda relazionalità trinitaria, quale figlia del Padre, Madre del Figlio, Sposa dello Spirito Santo. Ed egli indicherà proprio in ciò la vocazione di Chiara e delle sue sorelle. Ed anche noi siamo chiamati a partecipare alla circolarità di queste relazioni.
Miscellanea, p. 98
Entrambi si consacrarono totalmente alla Madonna: Teresa l’8 maggio 1884, giorno della sua prima comunione […]. San Massimiliano, ormai adolescente, nel seminario minore, a Leopoli (cfr. SK 1278), si era consacrato all’Immacolata, promettendo di combattere per Lei».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 189
«Oh! Mio Amore e mio Dio! Chi può scandagliare le profondità del tuo dono, del tuo Cuore Eucaristico?... Oh! Amore di quanti ci hanno preceduti nella tua dimora, umili e grandi, noti ed ignoti; ardi le nostre vite in una fiamma solo…la tua, quella del tuo Cuore, il tuo Amore creato e increato, Divino e Umano!».
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
Viviamo Maria! Maria tutta rivolta a Dio! Maria vera, semplice, lineare, perché non mossa, MAI, da altra ricerca che la Gloria di Dio e dalla Sua presenza da portare, donare e accrescere negli uomini tutti! Maria non pensava a sé, né desiderava altro che Dio!
Lettera circolare del 6 agosto 1992, n. 14, p. 26
“Illimitata disponibilità” (cfr. Lc 1,26); “illimitata disponibilità” (cfr. Filem. 15-16); “filiale sottomissione” (cfr. Lc 2,51); “piena comunione” (cfr. Gv 19,26-27), nella Chiesa per divenire simili alla Madre della Chiesa “in modo sempre più perfetto” (SK 1272), col “conformare, fondere, unificare la nostra volontà con quella dell’Immacolata” (SK 579), come la sua volontà è fusa e trasformata, per unione d’amore, con quella di Dio.
(Regolamento Speciale, 1997)
Ecco la spiritualità del Carmelo: stare alla presenza del Signore... non per sé... ma per il bene di tutti, perché Dio sia tutto in tutti, quindi per la sua gloria, poiché solo l’uomo vivente di Lui, e in Lui, lo glorifica, nel suo stesso essere!
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 23
«La storia della santità di questo secolo [ventesimo] con il gran numero dei santi, canonizzati o no, che si sono lasciati da Teresa ammaestrare ci assicura che questo desiderio - preghiera [“di scegliere una legione di piccole vittime degne del tuo Amore”, espresso nel Ms B, n. 265] della santa si è già realizzato».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 762
«Sperando ottenere, così [cioè, unendo alla Passione di Cristo il nostro sacrificio], dalla giusta Misericordia di Dio, più luce e grazia, per il ritorno a Lui di tanti fratelli che “perdono” la Realtà più bella dell’universo, lo Scopo più intrinseco di tutta la loro vita… e l’eternità… l’eternità…».
Oblatio vitae, n. 6 [p. 13]
«Queste due belle caratteristiche Gesù stesso ci dice che fanno parte del suo cuore. Ma c’è n’è un’altra, che a me è molto cara. E qui proprio vi parlo direi, un po’ commossa. Noi sappiamo che quel cuore è misericordioso. Vi siete mai chiesti che cosa voglia dire la parola “misericordia”? Bene, proviamo a smontarlo, è fatto da «miser» e da «corde». Letteralmente vuole dire avere il cuore vicino al misero, il cuore vicino a chi soffre. Non importa se si tratta di sofferenze fisiche, morali o di povertà. È il cuore vicino al misero… Oppure «compassione» - che vuol dire, patire con, soffrire insieme. Questa è un’altra caratteristica fondamentale del Cuore di Gesù, pieno di misericordia, vicinissimo a tutti quelli che soffrono. Provato dalla sofferenza fisica e morale».
Intervista Radio Oreb di Lisiera, Giugno 1990
«Ferita Beata, che ci ha rivelato gli inesauribile misteri che il tuo Cuore conteneva, che il Padre vi aveva racchiuso, dall’istante che iniziasti a compiere il Suo Piano di Amore, nel grembo purissimo di Maria, che quel Cuore di Carne, ipostaticamente unito – come tutta la tua natura umana – alla Persona del Verbo, ha formato».
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
«Persino la data del 14 agosto misteriosamente li accomuna: in quel giorno, nel 1921, viene firmato il decreto delle virtù eroiche di Teresa... vent’anni dopo, proprio in quello stesso giorno, Kolbe viene ucciso con una iniezione di acido. Aveva consegnato sé stesso – come Gesù – al posto di un altro prigioniero ed era stato rinchiuso, con altri nove condannati, per due settimane intere nel bunker della fame».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209

