Alcune “pillole di saggezza”, tratte dagli scritti di Madre Maria Elisabetta Patrizi. Pensieri brevi ed incisivi per accompagnarti nel tuo cammino spirituale di ogni giorno! Scegli la tematica che più ti interessa: Il Carmelo, il Francescanesimo, San Massimiliano M. Kolbe, Maria Immacolata, Sicut res et proprietas (= Come cosa e proprietà), Unione con Dio, il Cuore di Cristo, la Santa Sindone e la Passione di Cristo, Santa Teresa di Lisieux.
«È necessario “conoscere quel Cuore, senza il quale la Passione non si può capire: l’Amore di Gesù al Padre e a noi e il Suo desiderio ardente di patire e il valore riparatore del Suo (e del nostro patire unito al Suo)… Conoscere quel Cuore perché l’Amore è la ragione della Passione».
Oblatio vitae, n. 19 [p. 37]
Il Carmelo tende già all’essenziale e ne vive: sceglie la povertà di mezzi, perché Dio stesso ci conduca a Sé stesso. La cima del Carmelo, si raggiunge anche nel nascondimento di una celletta o, più ancora nella cella del cuore, perché a nulla varrebbe quella esterna se il cuore non fosse umile e vuoto. Il cuore è il luogo teologico in cui tutto può trasformarsi in lode e rendimento di grazie a Dio e poi esprimersi nella carità, concretamente vissuta, verso ogni fratello, visibile o invisibile.
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 60
«Senti, Amore, come potrei ardere notte e giorno, per quanto possa, creatura e per partecipazione, si intende, del tuo Amore e dei tuoi ardenti desideri nel “tabernacolo”, cioè nel tuo Cuore Eucaristico, se tu non mi partecipassi ciò che ti è più intimo: il tuo Spirito e questa dimensione particolare del tuo Mistero? Ma nemmeno potrei “credere” nella tua Divinità senza il dono del Padre”.
Oblatio vitae, p. 6 – Esercizi Spirituali privati, Aprile 1979
[Maria] è il modello più vero dell’umanità, libera creaturalità aperta al divino!... Non è questo il modo più autentico di “riparare la Chiesa”, come il Cristo a san Damiano chiese a Francesco?
Sinfonia Mariana, LEV 2009, p. 210
Ecco ciò che una persona consacrata all’Immacolata, secondo il carisma Kolbiano, è chiamata a vivere: perchè “di” Lei, proprietà di Dio, “come e con Maria Immacolata”, quindi piccolezza tutta consegnata all’Altissimo, tutta abbandonata in Lui.
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 106
[…] vivremo davvero quello spessore contemplativo che è essenziale alla nostra vita, parte essenziale del nostro carisma, dono di Dio ad un cuore svuotatosi di sé per accogliere e dimorare in Lui e con Lui! E, quindi, reso canale vivo, per donare Lui Solo a tutte le Sue creature assetate.
M.E.P., Lettera Circolare del 8 agosto 1994
Ora, la Vergine eccelle tra i poveri e gli umili del Signore, è modello di ogni minorità e quindi di autentica liberazione pasquale, anticipata in tutto il suo essere la perfetta Arca di Dio e diafania [= trasparenza] dello Spirito.
Miscellanea, p.89
«Che la tua croce sia “mia” in tutta la pienezza del tuo amore per le anime che vuoi salvare. (…) Tutta l’anima e tutto il corpo è spalancato, innanzi a te, Signore, per essere compenetrata e annientata finché tu vuoi - dal tuo dolore ed amore per tutti i fratelli. Ciò che ora, liberamente, non mi è concesso donarti, prendilo tu stesso Signore, a pro di loro e il martirio del tuo Cuore Divino sia “tutto” mio, per dare a Te solo una dolce consolazione, di saperti accolto, compreso, amato, prolungato, fin dalla più vile e piccola delle tue creature, a nome di tutta l’umanità».
Oblatio vitae, p. 42 - Dare a Dio “una dolce consolazione”, 1° gennaio 1980
«Teresa e Massimiliano si erano offerti all’Amore e divennero davvero, pur in modi storicamente diversi, “vittime d’olocausto al Vostro Amore” (Pr 6, 2ro)... Nel Fuoco dello Spirito, immolati con Cristo, per la salvezza del mondo. Confidarono totalmente in Dio, accolsero il suo Amore con assoluta umiltà, divennero fecondi».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 209
«Teresa non è solo una santa da pregare e da ammirare, ma anche una maestra da seguire e da imitare. Proprio perché ella sa insegnare la via della santità in modo mirabilmente semplice, ci invita e ci aiuta a percorrerla con altrettanta naturalezza ed efficacia».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 762
Oh! Bellezza e Bontà infinita della Vita divina e beato chi l’accoglie e ne vive! Proprio questo, Maria Immacolata - donataci da Gesù morente in Croce -, come vera Madre, desidera per ciascuno di noi!
L'eredità spirituale del Monte Carmelo, p. 114
«Colui che vive di preghiera è crocifisso: inchiodato a Dio e inchiodato agli uomini. Ha l’animo squarciato dalla forza dell’amore di Dio e dalla caparbietà degli uomini; ha sulle spalle il dolore degli innocenti e il dolore dell’Innocente».
(Oblatio vitae, n. 1 [p. 5])
«Santa Teresina ha un’illuminazione stupenda, perfettamente “biblica”, cioè conforme all’economia della Salvezza, e dice: “Questa scelta non è degna dell’Amore?... Sì, affinché l’amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente...” (Ms B, n. 255). Non è questa la consapevolezza di Maria nel Magnificat?».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754
Il carmelitano (come pure il francescano e il vero cristiano) vuole vivere per “Dio solo” e lasciarsi possedere interamente da Lui, in un crescendo di spogliamento e di trasfigurazione, fino all’unione mistica […].
M.E.P., L’eredità spirituale del Monte Carmelo, Tau Ed., 2020, p. 108
Come Maria, il frate minore (il francescano secolare o il Milite dell’Immacolata) autentico, sulla scia di Francesco e di Kolbe, ama la Chiesa, perché da Lei “ha conosciuto l’amore redentore di Dio, in Cristo morto per noi e per tutti gli uomini”.
Miscellanea, p. 90
È questo [l’unione sponsale con Dio] lo scopo di tutta la creazione e redenzione, il punto in cui l’infinita Bontà di Dio vorrebbe condurre ogni anima, almeno ogni cristiano, che glielo lasciasse, preparandosi adeguatamente a lasciarGli ogni libertà e iniziativa col porre cura di seguirlo nella fede e nella certa speranza, amandolo sopra ogni cosa sempre e dovunque.
(Scientia Amoris, pp. 18-19)
«E dopo aver elaborato a lungo [nel Ms B] sulla nota similitudine del “piccolo uccellino”, immagine dell’anima sua, esclama con sicurezza che ella non sarà preda degli “avvoltoi” del male, bensì: “sarà preda dell’Aquila che egli (l’uccellino = Teresa) contempla nel centro del Sole d’amore” (la Trinità)».
Maria Elisabetta Patrizi, “La mia vocazione è l’amore”. Sulla scia di Maria, RVS 51 [1997], p. 754
«Il Cuore di Gesù e il tuo, oh Maria, devono essere la mia costante dimora sicché nulla veda, senta, abbia, che il “buio”, l’Immobilità e il fuoco dell’Amore mi consumi in voi…a lode incessante della Ss.ma Trinità».
Oblatio vitae, p.44 - Preghiera del 20 gennaio 1980
Che l’Immacolata ci aiuti a dare la vita per Dio e per i fratelli, ad ogni istante, allontanando decisamente ogni scusa, pretesto, inganno delle nostre passioni malvagie e del m[aligno]. Allora, sì, ci sarà già, anzi c’è, il Cielo sulla terra: Dio con noi, l’Emmanuele tra noi e in noi; lo Spirito Santo; l’Immacolata; una vera famiglia di Nazareth.
Lettera circolare del 12 aprile 2000, n. 29, p. 63
La maternità ecclesiale di Maria, avvocata (= intercessore), protettrice (= praesidium) [e] guida dell’Ordine - di cui lo Spirito Santo è il Ministro Generale - è quindi, alla radice stessa dello sviluppo del Francescanesimo come strumento di vita nuova, lievito benefico, nella Chiesa; ma anche di quella maternità spirituale che ogni francescano è chiamato a prolungare in sé, verso ogni creatura.
Miscellanea, p. 81
San Francesco fu un innamorato del Crocifisso, tanto da portarlo impresso nelle sue membra e San Massimiliano non risparmiò fatica né vita per salvare le anime “facendosi tutto a tutti” come l’Apostolo delle Genti. (...) Abbracciamo, dunque, con fervore d’amore ogni obbedienza, ogni permissione e azione del Signore che ci riguarda, sia che essa ci purifichi e ci spogli da mille inutili illusioni e attaccamenti a idee, cose, persone; sia che ci esalti e faccia pregustare il Cielo per renderci poi forti nella prova.
Lettera circolare del 17 ottobre 1991, n.4, p. 9
Entrambi si consacrarono totalmente alla Madonna: Teresa l’8 maggio 1884, giorno della sua prima comunione […]. San Massimiliano, ormai adolescente, nel seminario minore, a Leopoli (cfr. SK 1278), si era consacrato all’Immacolata, promettendo di combattere per Lei».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 189
«Oh mio Dio quanto sei grande, chi potrà mai esaurire le tue meraviglie e stancarsi di bere e ribere ancora alla Sorgente del tuo dono che è nel Cuore di Cristo, fattosi Via, Verità e Vita, per noi tutti, pecore sbandate di un gregge perduto ed ora ritrovato».
Oblatio vitae, p.19 – Fine aprile 1979
«Forse Teresa non capì – in modo riflesso – la portata pneumatologica, mariana ed ecclesiotipica della sua scelta-vocazione di essere “l’amore” nel cuore della Chiesa. Ma in realtà, Teresa sceglieva per sé la vocazione stessa di Maria, nella sua maternità spirituale, che tutti – anche se in misura certo meno eccelsa della Madre di Dio – siamo chiamati a vivere nella Chiesa, Corpo di Cristo, amandoci “in Spiritu Sancto” cioè come Gesù e il Padre si amano e ci amano; diventando così segni e strumenti di quella materna tenerezza di Dio, verso tutti gli uomini, che arde nel Cuore di Cristo».
Maria Elisabetta Patrizi, P. Kolbe e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino, RVS 53 [1999], p. 208

