del Pontefice nel 1464, giacché svolgeva ancora tale ufficio nel 1468 allorché entrò a Roma l’imperatore Federico III. Nel 1471 Agostino Patrizi accompagnò il Cardinale di Siena, Francesco Piccolomini (nipote di Pio II), legato della Santa Sede in Germania, alla dieta di Ratisbona.

Il Patrizi scrisse il De legatione germanica per Giacomo Piccolomini, cardinale di Pavia, e se ne trova un frammento piuttosto lungo nella raccolta delle Lettere di detto prelato edite a Milano nel 1506. (Freher la ristampò nel tomo II del Rerum Germanicae scriptores sotto il titolo = De comitiis imperii apud Ratisponam celebratis, anno 1471, commentarius).

L’Opera intera si conserva in Vaticano.

Il Patrizi scrisse pure un “Compendio della storia dei Concili di Basilea e di Firenze”, «di molto merito» che fu stampato dal padre Labbe nel tomo XIII degli Acta conciliorum e ricomparve poi in tutte le raccolte del medesimo genere. Scrisse inoltre la Vita di Fabiano Benci, che fu suo maestro e di cui il Patrizi fu esecutore testamentario. (Il Mabillo la inserì nel suo Museum Italicum).

Agostino Patrizi compose anche una Storia della città di Siena dal 1186 al 1388, rimasta inedita ma conservata, a quanto pare, nella biblioteca Vaticana con alcuni altri suoi opuscoli di minor importanza.

Da Mons. Gaetano Marini che ci tramandò notizie sulla famiglia pontificia di Pio II e notizie biografiche su quarantotto persone ivi indicate “a ruolo”, troviamo per l’anno 1460 anche Augustinus Patricius, di cui dice: «questo uomo celebratissimo nel 1460 incominciò a servire Pio II da amanuense, indi fu cappellano segreto, abbreviatore, vescovo di Pienza per Sisto IV», della Rovere che fu Papa dal 1471 al 1484.

Il Marini prosegue precisando che «Agostino Patrizi Piccolomini esercitò per venti anni l’uffizio di Maestro delle cerimonie pontificie e perciò fu anche commensale e famigliare del Papa, servendo il novello Papa da maestro di camera e da cameriere segreto». (… segue)