Pur essendo vescovo di Pienza e di Montalcino, il Patrizi continuò a risiedere a Roma e fu incaricato dal Papa Innocenzo VIII di correggere il Pontificale romanum e di pubblicarne una edizione a stampa che uscì dai torchi di Stefano Plank, in fogli, nel 1485 = è la prima di tale raccolta ed è rarissima. Dalla dedica o sottosc[r]izione si vede che il Patrizi fu coadiuvato in tale opera da Giovanni Burchard. Insieme composero anche una “raccolta” delle cerimonie della Chiesa Cattolica Romana, dal titolo: «Rituum ecclesiasticorum sive sacrarum caerimoniarum Romanae ecclesiae» che fu pubblicata a Venezia, in fogli, nel 1516 a cura di Cristoforo Marcello, arcivescovo di Carfù.
Ma nel frattempo il Patrizi era morto, a Roma, nel 1496.
c) CARDINALI
Al tempo di Papa Alessandro VII (Fabio Chigi, nato a Siena il 13 febbraio del 1599, prelato di Urbano VIII, segretario di Stato di Innocenzo X e suo successore nel 1655), il fratello Mario e due suoi nipoti (Agostino e Flavio) furono inviati a Roma «non senza avvertimenti per una saggia ed esemplare condotta».
«Così il 10 maggio del 1656 partirono da Siena Mario, Agostino e Flavio e il 16 maggio furono a Castelgandolfo dal Pontefice, accompagnati dal marchese Patrizi».
Da questo ramo dei Patrizi che da Siena si trasferì a Roma, nacque il 24/12/1658 Giovan Battista dei Marchesi di Castel Giuliano (feudo a tutt’oggi di proprietà dei Patrizi). Entrò nello stato ecclesiastico. Da Papa Innocenzo XII (1691-1700) ebbe il governo di Perugia, la sede di Seleucia e la nunziatura di Napoli. Papa Clemente XI (1700-1721) lo promosse tesoriere generale nel 1707 e nel 1715 ricevette la porpora cardinalizia e nel 1718 la legazione di Ferrara. Egli costruì Villa Patrizi, appena fuori di Porta Pia, a Roma (… segue)

