risulta “senatore” nel 1313; come pure Agostino Patrizi-Piccolomini a metà del 1400.

III – LA FAMIGLIA “PATRIZI”

Non è compito nostro tracciare in modo esauriente la storia di questa antica famiglia senese, poi divenuta romana.

Basti tracciare qualche breve profilo degli antenati più ragguardevoli di quella donna di cui narreremo la storia. Capiremo meglio allora il senso profondo del titolo di questo I Capitolo «Ricordatevi dei vostri capi… imitatene la fede» (Eb 13,7).

a) BEATI E FONDATORI

Se si legge la storia dell’Ordine della Madonna di Monte Oliveto o Congregazione dei Monaci Benedettini di Monte Oliveto, detta anche degli Olivetani, si trova indicato come fondatore il Beato Bernardo Tolomei, gentiluomo di Siena, filosofo e giureconsulto, che insegnò pubblicamente questa scienza nella sua città e fu stimato uno dei più dotti uomini del suo tempo.

«Un giorno mentre si apparecchiava [= preparava] a spiegare una difficile quistione, nel tempo medesimo, che richiedeva d’attenzione i suoi scolari, divenne all’improvviso cieco Ricuperata la vista per intercessione della Santissima Vergine, fece voto di consagrarsi al suo servizio, e di rinunziare al mondo. In fatti per soddisfare alla sua promessa la prima volta, ch’ei risalì la sua Cattedra dopo aver intimato il giorno della disputa, a cui intervenne gran numero di uditori, in vece di parlare di cose spettanti alle profane Scienze, favellò ad essi delle Celesti cose, e parlò loro del disprezzo del mondo, e della felice Eternità d’una maniera sì penetrante, che molti de’ suoi uditori ne rimasero vivamente commossi e risolvettero di cambiar vita, e di rinunziare a tutte le vanità del secolo». Tra gli uditori c’erano provvidenzialmente presenti i due Senatori di Siena = Ambrogio Piccolomini e Patrizio Patrizi, i quali «conoscendo d’essere a lui debitori della propria conversione, lo vollero seguire nel suo ritiro» nella solitudine.

Andarono in un luogo detto Accona, a circa 15 miglia da (… segue)