Come cardinale, il Patrizi fu membro di diverse Congregazioni pontificie e si dovette occupare di svariate ed importanti questioni. Lo storico R.P. Pietro Albers ne ricorda la lettera all’arcivescovo di Malines confermando la sentenza del Santo Uffizio contro l’ontologismo” di G.C. Ubaghs (†1875). Prima di lasciare di parlare di questa santa persona, di cui ci si può documentare nei più recenti volumi di storia della Chiesa, ci piace ricordare un commovente episodio “di famiglia”. Al tempo di Napoleone Bonaparte i francesi invasero la Toscana che fu eretta a Regno e dato al giovane infante duca di Parma, sotto la reggenza di sua madre Maria Luisa Carlotta di Borbone, infante di Spagna (cioè figlia del Re di Spagna). Di questa donna singolare dalla vita assai travagliata, scrisse una bella e commovente biografia il terzo marito Giovanni Vimercati. Sarebbe fuori luogo per noi narrare la vicenda di Maria Luisa Carlotta ma bastino tre accenni. Nel 1807 Napoleone I, con mossa tirannica cambiò i destini della Toscana togliendola ai Borboni e dandola alla propria sorella Elise Bonaparte con titolo granducale. (Terminata la sua potenza, nel 1814 Ferdinando III tornò sul trono ma morì prematuramente e nel 1824 divenne granduca Leopoldo II).

Luigia Carlotta aveva sposato il “re” o granduca di Sassonia, rimasto vedovo, onde favorire che questo piccolo Stato rimanesse cattolico, e ebbe allora alcuni anni davvero felici. Si imparentò così con le tre sorelle di Sassonia, di cui Cunegonda sposò Patrizi (come si è visto), una seconda il Principe Altieri e una terza il Principe Massimo. Morto il granduca di Sassonia, Luigia Carlotta si trasferì a Roma dove si diede tutta ad opere pie e di alto patronato. Qui sposò, in seconde nozze, il Cavalier De Rossi che (… segue)