quale nel 1775 lo dichiarò “prelato domestico” e referendario delle segnature. Pio VII lo annoverò, nel 1800, fra i “chierici di camera” e nel 1807 suo Maggiordomo. Ciò fu nei due anni in cui il Papa rimase chiuso nel palazzo del Quirinale perché Roma era occupata dai soldati di Napoleone. Il 6 luglio 1809 essi trasportarono il Papa prigioniero (e il nipote del Cardinale Benedetto, il Marchese Giovanni Patrizi, per aver resistito all’Imperatore, sarà imprigionato dal 1811 al 1819. Ne parleremo).

Al ritorno del Papa, Mons. Naro riprese l’ufficio di maggiordomo e fu poi creato cardinale l’8 marzo del 1816. Come titolo gli fu assegnato la chiesa di S. Clemente, in Roma. Nel 1823 Leone XII (della Genga) lo rese arciprete della Basilica di S. Maria Maggiore e nell’anno santo 1825 fu egli ad aprire e a chiudere la porta santa nella medesima basilica come “legato” del Papa.

Il Cardinale Benedetto Naro fu prefetto di diverse Congregazioni, nonché “protettore” di numerose confraternite, fra cui quella della Ss. Concezione (o dell’Immacolata) ad Albano.

Egli partecipò a tre Conclavi e dopo aver vissuto 89 anni, morì a Roma il 6/7/1832, due anni prima che il pronipote Costantino Patrizi Naro Chigi Montoro, fosse fatto Cardinale da Papa Gregorio XVI, e fu sepolto in S. Clemente.

Il Cardinale Costantino Patrizi, è primo di tre fratelli = il Marchese Filippo (trisnonno, come s’è detto, di Maria Elisabetta Patrizi) e Francesco Saverio che entrò nella Compagnia di Gesù (= Gesuiti) e di cui parleremo. I loro genitori, come già si è accennato, furono il Marchese Giovanni Patrizi Naro Chigi Montoro e la duchessa Cunegonda della real (… segue)